
De’Aaron Fox a San Antonio è la trade perfetta?
Gli Spurs cominciano a voler competere: De’Aaron Fox vola da Sacramento per affiancare Victor Wembanyama.
A causa dell’NBA non si può più dormire, e non ci si riferisce solo all’orario delle partite notturne. Giovedì 6 febbraio, alle ore 21:00 italiane, scadrà il termine ultimo per effettuare trade e le franchigie non potranno più firmare giocatori se non tramite il mercato degli svincolati o dei buyout. Dopo la clamorosa trade che ha portato Luka Doncic ai Los Angeles Lakers ed Anthony Davis ai Dallas Mavericks, questa notte è arrivata un’altra bomba di mercato. Non cambierà probabilmente il volto della lega come ha fatto lo scambio della superstar slovena, ma ci dice molto sui San Antonio Spurs che hanno definitivamente gettato la maschera ed abbandonato il processo di rebuilding.
È stata una trade a tre squadre che ha visto coinvolte oltre ai cinque volte campioni NBA anche i Chicago Bulls ed i Sacramento Kings. Hanno cambiato casacca due All-Star come De’Aaron Fox e Zach LaVine, ma prima di commentare lo scambio e chi ne esce vincitore o chi sconfitto, vediamo i dettagli della trade:
Da questa mossa c’è una franchigia che esce indubbiamente come vincente, una che ne esce con diverse ferite ed infine una che ne risulta completamente sconfitta. A trionfare sono i San Antonio Spurs che si assicurano una delle point guard migliori della lega come De’Aaron Fox pagandolo pochissimo e rimanendo con ancora diversi asset di valore sia in termini di giocatori che in termini di capitale draft per decidere che fare del proprio futuro. Brian Wright, il general manager degli Spurs, è stato bravissimo a non sacrificare uno tra Stephon Castle o Keldon Johnson, ma nemmeno alcune delle pick con più valore di cui dispone.
San Antonio, per arrivare a Fox, ha dovuto cedere Cidy Sissoko, Zach Collins e Tre Jones. I primi due erano ormai ai margini della rotazione degli Spurs, con il francese che giocava più frequentemente con gli Austin Spurs che militano in G-League. Collins, inoltre, percepiva circa 17 milioni all’anno, quindi averlo scambiato ha permesso anche di liberarsi immediatamente di un contratto pesante.
La cessione che fa più “male” è quella di Tre Jones che era un buon backup dalla panchina, ma i texani hanno comunque il materiale per sostituirlo degnamente. Anche le pick impiegate nella trade non sono di grande valore dal momento che quella di Charlotte è protetta 1-14, quella propria di San Antonio nel 2027 non dovrebbe essere di grande valore poiché gli Spurs saranno probabilmente contender e quella dei Bulls del 2025 era protetta 1-12, dunque sarebbe ritornata a loro sicuramente. L’unica pick che potrebbe essere sostanziosa è quella dei Minnesota Timberwolves nel 2031, ma senza una sfera di cristallo non possiamo ancora saperlo.
I San Antonio Spurs hanno ottenuto De’Aaron Fox preservandosi ancora margine di manovra, se volessero ancora intervenire sul trade market per ottenere un’altra stella avrebbero ancora diversi asset di valore. Difficile, però, che Brian Wright decida di accelerare già in questa stagione, probabilmente attenderà l'occasione di una star scontenta e pronta a fare le valigie. Gli Spurs, tuttavia, sono ad un’ala two-way dotata di size e atletismo per essere una squadra che può dire la sua anche in contesti più importanti. In termini di pick al draft detengono ancora tutte le proprie (tranne quella del 2027), due prime non protette di Atlanta e quattro possibilità di swap da qui fino al 2031
Difficilmente Fox condividerà il campo con Chris Paul. Sarebbe intrigante vedere il numero 3 giocare in uscita dalla panchina come fatto già a Golden State nella passata stagione e dunque vedere una possibile starting lineup con Fox, Castle, Vassell, Barnes e Wembanyama. Dalla panchina, oltre a Chris Paul, uscirebbero Sochan, Keldon Johnson, Champagnie e Mamukelashvili. Una buonissima rotazione per cercare di conquistare quantomeno un posto al labirinto dei play-in, ma che prima di giovedì potrebbe anche essere ritoccata e migliorata. Fox andrà in scadenza nel 2026, ma non essendo San Antonio la squadra che l’ha scelto al draft non è più eleggibile per la supermax estension.
Rimandati, invece, i Sacramento Kings. La franchigia californiana aveva fatto sapere a Fox di avere delle rimostranze per quanto riguardava il supermax che avrebbe potuto richiedere in offseason ed in questo modo hanno scelto di esplorare il trade market. Gli Spurs erano la destinazione preferita del prodotto di Kentucky, che è stato in questo modo accontentato. I Kings, però, da un giocatore come Sweepa potevano ottenere quantomeno qualcosina in più, sia perché le tre prime non sono come già detto di grande valore, e sia perché il fit di Zach LaVine a Sacramento non è di certo indimenticabile.
L’ormai ex Bulls si ricongiunge in questo modo a DeRozan, ma lo fa in una squadra che ora necessita terribilmente di una point guard in quanto Malik Monk non ha gli istinti e le letture per farlo in modo ottimale. I Kings, inoltre, sono totalmente privi di rim protection e di difesa POA, dunque il loro defensive rating già così negativo rischierà di peggiorare ancora di più. In più, già a Chicago la coppia LaVine-DeRozan aveva dimostrato di fare molti isolamenti e di stagnare l’attacco. Insomma, non una mossa indimenticabile quella di Sacramento.
Bocciati totalmente, invece, i Chicago Bulls. Ancora una volta il front office dell’Illinois si rivela totalmente inadeguato ad ottenere un guadagno consistente dalla cessione di alcuni pezzi importanti. Già prima dell’avvio stagionale la cessione di Alex Caruso in cambio del solo Josh Giddey finì al centro delle critiche, ma ora la trade del giocatore migliore dei Bulls con in cambio Collins, Huerter, Jones ed una pick che sarebbe stata comunque di loro proprietà è un package davvero irrisorio. I Bulls sono al centro del proprio rebuilding e prima di giovedì cederanno sicuramente anche Nikola Vucevic per poi cercare di ricostruirsi tramite i prossimi draft.
Palla a due, adesso, alle prossime franchigie che hanno ancora all’incirca tre giorni per migliorare i propri roster e apportare le modifiche necessarie a coprire i propri bisogni. Grande mossa dei San Antonio Spurs che hanno premiato la propria stella Victor Wembanyama mettendogli al proprio fianco una point guard eccellente come De’Aaron Fox che ci farà divertire nelle prossime stagioni con i loro pick and roll e alley-oop.
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