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Doncic Dallas
, 3 Febbraio 2025

Dallas Mavericks: quale futuro senza Doncic?


I Dallas Mavericks hanno scambiato Luka Dončić e ora tutti ci stiamo domandando il perché.

Sfido davvero chiunque a trovare una trade che più clamorosa di questa. Domenica mattina, la prima cosa fatta da ogni appassionato di NBA è stata controllare il calendario per essere certi che non fosse il 1º aprile. Perché sì, chiunque avrebbe riso se nella un paio di giorni fa gli avessero detto: Sai che stanotte i Dallas Mavericks scambieranno Luka Doncic?”. Quando è comparso il tweet di Shams Charania molti, come me, hanno certamente anche aperto e richiuso più volte il suo profilo, refreshando per verificare non si trattasse di un fake. Invece è tutto vero. La superstar slovena si accasa ai Los Angeles Lakers in cambio di Anthony Davis, che saluta dopo circa cinque stagioni e mezzo i gialloviola per volare a Dallas.

La trade, in realtà, non comprende solo loro due, ma anche una terza squadra (gli Utah Jazz) ed altri gregari utili principalmente a pareggiare i salari.

Se la trade non fosse abbastanza incredibile di per sé, si è aggiunto un dettaglio che ha destato ulteriore clamore, trasportando la notizia dal reame dell'incredulità a quello dell'assurdo: a quanto pare sono stati gli stessi Dallas Mavericks ad offrire Luka Doncic ai Los Angeles Lakers. Le motivazioni ufficiali non sono state svelate e probabilmente non lo saranno mai, ma alcuni rumors parlano di una Dallas riluttante ad offrire il contratto supermax da 345 milioni di dollari che lo sloveno poteva richiedere in estate, ma può essere davvero l’unico motivo per privarsi di un campione Doncic?

A lasciare sgomenti è anche il misero pacchetto che i Mavericks hanno ottenuto in cambio di Doncic. È vero che il numero 77 in questa stagione è stato spesso infortunato ed anche attualmente è ai box per un problema al polpaccio, ma perché scambiarlo ora che il suo valore è davvero minimo? Dallas, inoltre, ha ottenuto una sola prima scelta dei Lakers: quella nel 2029 quando Luka avrà solamente 30 anni e dunque i losangelini assolutamente competitivi. Doncic rimane uno dei primi cinque giocatori della lega, un continuo candidato al premio di MVP e Dallas ha racimolato Anthony Davis ed una prima scelta in un trade market dove sono volate cinque first round pick per Mikal Bridges e quattro per Rudy Gobert.

Le pick future dei Mavs: il rischio di un disastro senza precedenti

Qquesta mossa dei Dallas Mavericks sembra avere ancora meno senso alla luce delle pick future a disposizione. Probabilmente il front office dei texani è convinto di poter essere comunque competitiva per il titolo grazie al big three composto da Kyrie Irving, Anthony Davis e Klay Thompson, tre giocatori certamente di alto - altissimo - livello, ma tutti ultratrentenni e tendenti agli infortuni. Quante garanzie fisiche in più rispetto a Doncic? Probabilmente zero.

Dallas dunque si è auto-costretta un win now mode davvero particolare, partendo piuttosto indietro rispetto a diverse altre franchigie in competizione per il titolo, per il quale non risulta favorita in nessuno scenario. Da qui a breve, poi, il futuro diventerà presente e quando busserà alla porta i Mavericks molto probabilmente non saranno pronti. Kyrie Irving dispone di una player option da esercitare nella prossima off-season, mentre Anthony Davis ha ancora due anni e mezzo di contratto ma nell’estate del 2027 potrà esercitarne una da 62 milioni di dollari anche lui. Dallas ha ancora il controllo delle proprie prime scelte del 2025 e del 2026, ma dal 2027 in poi le prospettive sono preoccupanti:

  • 2027: la pick andrà agli Charlotte Hornets qualora sia dalla terza alla trentesima
  • 2028: swap a favore degli Oklahoma City Thunder
  • 2029: la pick andrà ai Brooklyn Nets
  • 2030: swap a favore dei San Antonio Spurs

Il medio termine rischia di essere tragico, perché negli anni in cui Irving e Davis (qualora dovessero restare a lungo a Dallas) saranno sempre più anziani, i Mavs non avranno il controllo delle proprie scelte. Nel 2028 e 2030 avranno la pick degli Spurs o dei Thunder, ma sono entrambe due franchigie giovani che nel futuro saranno sicuramente molto competitive.

Dal punto di vista dei Los Angeles Lakers, si può dire poco: sono cascati in piedi. Nelle ultime stagioni hanno sbagliato tutto, hanno ottenuto Westbrook via trade e avevano offerto un contratto lunghissimo e ricchissimo a Davis, che ora non sarà più un loro problema. Dal momento che è stato scambiato, inoltre, Doncic non sarà nemmeno più eleggibile per il supermax, dunque i gialloviola potranno persino estendere il suo contratto preservando la flessibilità salariale. Per i Lakers si prospettavano lunghi anni di ricostruzione, ma la mossa apparentemente folle di Nico Harrison ha sparigliato le carte. L’unico neo per Los Angeles rimane la rotazione dei centri dato che ora il loro titolare probabilmente sarà Hayes, tuttavia hanno ancora spazio e tempo per mettere una pezza anche lì.

I Los Angeles Lakers, in questo modo, hanno ottenuto un MVP caliber e un top 5 della lega di soli 25 anni pagandolo praticamente nulla. Non ha dovuto cedere troppi asset in termini di giocatori, ma nemmeno in termini di draft. La trade deadline è fissata a giovedì 6 febbraio ore 21 locali e, sicuramente, vedremo i Lakers ancora protagonisti con qualche mossa per migliorare il reparto lunghi, l’unico che rimane scarno ora che Anthony Davis non c’è più. Sono due i nomi fatti con più insistenza: Myles Turner e Nic Claxton.

Entrambi sono due ottimi rim protector, ma il centro degli Indiana Pacers sa anche aprire il campo e in stagione sta viaggiando con il 40%. Claxton, invece, è più un rim runner. È molto versatile in difesa poiché essendo molto veloce di piedi può anche cambiare sugli altri ruoli. Offensivamente, invece, il lungo dei Brooklyn Nets ha un bagaglio offensivo più limitato rispetto a Turner, ma i Lakers adesso si devono preoccupare di aggiustare innazitutto la rim protection. Claxton, infatti, non ha un tiro affidabile da fuori e nemmeno quello dal mid-range, in attacco è bravo nel correre in transizione e nel chiudere al ferro. Con Doncic è un fit eccezionale sia su alley-oop che in situazioni di pick and roll. Lo sloveno è sempre andato a nozze con quest’archetipo di lunghi: Dereck Lively è solo un esempio.

Dallas completamente bocciata, Nico Harrison ha condannato il futuro dei texani in nome di una win now mode che non esiste. Ai Los Angeles Lakers riesce difficile persino fare i complimenti: Pelinka ha risposto alla telefonata ed accettato.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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