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Fiorentina Genoa Kean
, 2 Febbraio 2025

Fiorentina-Genoa 2-1, Considerazioni Sparse


Una Fiorentina a due facce supera di misura il Grifone grazie alle reti di Kean e Gudmundsson.

La Fiorentina è guarita? Forse è più che altro convalescente. La Viola, senza Adli in campo e con Palladino in tribuna come conseguenza delle espulsioni contro la Lazio, trova un'altra vittoria scacciacrisi, replicando il risultato dell'Olimpico della scorsa settimana e mostrando il suo intero repertorio di pregi e difetti. Al Franchi è stata di nuovo impressionante la capacità dei gigliati di azzannare la partita con ferocia, tanto quanto lo è stato il vistoso calo - soprattutto in termini di concentrazione - nella ripresa: stessa dinamica già vista in altre partite (premiate o meno dal risultato) e contro avversari più disparati, quasi come a ribadire che le problematiche dei toscani derivano più da loro stessi che dai valori e dall'approccio altrui.

La vittoria dei padroni di casa è tutta costruita nella prima mezz'ora, e in particolare nei dieci minuti iniziali culminati nell'acrobatico gol di Moise Kean (rete numero 13 in Serie A). L'aggressività della Fiorentina su ogni palla contesa e una verticalità martellante stordiscono il Genoa, apparso impreparato a un approccio di gara così scorbutico da parte dei rivali; lo svantaggio immediato ha fatto il resto. La squadra di Vieira subisce il colpo e va in confusione, e i tanti palloni sciupati dai grifoni su possessi appena recuperati ne sono la certificazione, almeno quanto lo è stata la leggerezza in termini di attenzione sul primo vantaggio viola. Il Genoa sembra subire il ko definitivo sul contropiede che al trentesimo porta al raddoppio di Gudmundsson (fortunato sul tiro, bravissimo nel controllo in area), ma in realtà da lì inizia un'altra partita.

La Fiorentina sembra da settimane, nonostante il ritorno alla vittoria, un pugile furioso che si stanca troppo presto. Se gli ultimi stralci di primo tempo mostravano un abbassamento dosato del baricentro della squadra in favore del Genoa (non privo di rischi corsi), la ripresa - ritardata nel fischio dall'infortunio di uno degli assistenti di gara - fin dalle prime battute mostra i viola superficiali nella gestione di tante situazioni in uscita, pur forti del doppio vantaggio. Vieira ci mette del suo levando da subito un Cornet indecoroso (colpevole tra le altre di una grande occasione sciupata nel finale della prima frazione) per Vitinha, alzando così i giri del motore ai rossoblù, ma quel fattore di poca lucidità - la gestione della palla a possesso recuperato - che aveva contraddistinto il Genoa nei primi 45' qui passa di sponda finendo per affliggere i viola. Il gol di De Winter da corner ne è naturale conseguenza.

Al Genoa è mancata soprattutto precisione nell'ultimo terzo, una precisione che diventava fattore chiave via via che le sostituzioni portavano le squadre a ridisegnarsi da un lato con una crescente pletora di giocatori offensivi (Messias e Ekuban dentro dopo l'ora di gioco, persino Ekhator per Sabelli nell'assalto finale), dall'altro con il rinchiudersi a difesa della propria area (l'ingresso di Comuzzo un minuto dopo il gol genoano nelle vesti di terzino bloccato). Per necessità o per attitudine, la Fiorentina si è messa in trincea, e lì ai rossoblù è mancata quasi sempre la precisione nel tocco finale. L'occasione più ghiotta è non a caso arriva ancora dagli sviluppi di un corner e sempre sulla testa di De Winter, ma il belga è poco deciso nella conclusione e trova la grande risposta di De Gea.

Vieira nel dopogara ha parlato di un Genoa disattento che ha regalato un gol, ma che per la ripresa i suoi ragazzi avrebbero meritato un punto. Non ci sentiamo di dargli troppo torto, anche se è difficile che contro un avversario superiore sul piano tecnico sia possibile recuperare alle tante disattenzioni concesse nel primo tempo. Discorso che in altre partite potrebbe valere anche per la Fiorentina: per quanto abbia di certo pesato l'assenza di Adli in termini di gestione dei possessi palla, non sempre i viola saranno nelle condizioni di azzannare così la partita e costruirsi un margine accettabile per potersi concedere degli errori. Se da un lato è comunque un aspetto positivo una ritrovata capacità dei viola di saper soffrire, dall'altro questa gara - a differenza della vittoria contro la Lazio - ha anche mostrato un troppo repentino crollo di intensità e concentrazione da parte dei toscani. Ad oggi spremere le proprie riserve nervose sembra l'unico modo della Fiorentina di portare a casa le partite: c'è da chiedersi se e quanto può esser sostenibile sul lungo della rincorsa all'Europa.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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