
God Save the Premier #14 - Ange-out
Il calo del Chelsea, l'assurdità del Tottenham, Iraola in paradiso, il solito infermabile Liverpool e altro dalla Premier
Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di Premier e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: Cosa sta succedendo al Chelsea?, due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: I tifosi ne hanno abbastanza di questo Tottenham, La squadra più in forma della Premier, il Bournemouth e Il Liverpool sembra sempre più far corsa in solitaria)
Spiegazione terminata, cominciamo!
Cosa sta succedendo al Chelsea?
Un paio di mesi fa davamo il Chelsea come la più probabile antagonista al Liverpool assieme all'Arsenal. Oggi, per quanto i Gunners stiano perdendo un po' troppi punti per strada, la squadra di Maresca sembra essere entrata in una spirale negativa da cui fatica ad uscire. I Blues hanno vinto una sola partita nelle ultime sette di campionato, superati da Manchester City e Newcastle e eguagliati in classifica dal Bournemouth di Iraola.
La partita di sabato contro il Manchester City era iniziata bene. Poi, l'errore di Khusanov ha regalato al Chelsea la rete del vantaggio a Madueke al 3' di gioco. Come detto da Maresca, però, il Chelsea non ha approfittato delle difficoltà del City: "Abbiamo iniziato molto bene. Abbiamo segnato il primo gol e potevamo segnare anche il secondo e se non lo fai, contro questa squadra e questi giocatori, la partita rimane sempre aperta. Abbiamo subito il pareggio alla fine del primo tempo, probabilmente la partita sarebbe stata diversa se avessimo segnato il secondo."
Nel secondo tempo, poi, il Manchester ha ribaltato il risultato con la rete di Haaland, favorito da un'uscita spensierata di Sanchez, che ha abbozzato un'uscita ma, una volta capito che era in ritardo, è rimasto a metà strada al posto che tornare in porta, permettendo al norvegese di scavalcarlo con il pallonetto.
È il quinto errore del portiere spagnolo quest'anno che ha portato direttamente a un gol avversario, il peggiore in questa statistica in campionato: nel frattempo, Filip Jørgensen, l'attuale portiere di riserva che farebbe il titolare in altre squadre di caratura non così minore, pagato una trentina di milioni di euro in estate, guarda dalla panchina.
Il Chelsea ha pagato la sua poca aggressività nei momenti cruciali della partita e l'incapacità di gestire una linea difensiva alta.
⚽️ @JoskoGvardiol4 42'
— Manchester City (@ManCity) January 25, 2025
⚽️ @ErlingHaaland 68'
⚽️ @PhilFoden 87'
Highlights of our @premierleague win over Chelsea 👇 pic.twitter.com/CBjuGRLpLg
Il Manchester City si è schierato con il suo caratteristico 2-3-5 fluido, con Guardiola che ha introdotto alcune modifiche tattiche per dare un vantaggio alla sua squadra. Omar Marmoush ha fatto coppia con Erling Haaland come seconda punta, mentre Josko Gvardiol ha operato come terzino sinistro avanzato. Phil Foden ha occupato la zona centrale avanzata, collegando il gioco, tenendo una posizione libera nello scacchiere del tecnico catalano. Il piano di gioco del Manchester City è stato chiaro fin dall'inizio: sfruttare lo spazio dietro la linea difensiva alta del Chelsea. Marmoush e Haaland hanno fatto costanti corse senza palla per sfruttare questi spazi, serviti in profondità da Fodem, Nunes e Gvardiol.
Questo perché i Blues in fase di non possesso si sono schierati in uno stretto 4-4-2 a metà campo e hanno optato per una linea difensiva alta, un approccio rischioso da parte di Maresca, che con il senno di poi possiamo dire non aver avuto un riscontro positivo, in particolare perché il loro ripiegamento al posto della pressione ha permesso ai giocatori del City di gestire la palla con più tranquillità.
Il City ha creato 7 grandi occasioni contro le 2 del Chelsea e, in fin dei conti, la vittoria della squadra di Guardiola è stata più che meritata. L'obiettivo del Chelsea, comunque, rimane conquistare un posto nella prossima Champions, presumibilmente quindi tra le prime cinque (in base al Ranking Uefa l'Inghilterra dovrebbe agevolmente avere il punteggio più alto tra tutte le nazioni) e non dovrebbe essere un problema per la formazione di Maresca, anzi.
I tifosi ne hanno abbastanza di questo Tottenham
Non c'era bisogno che Postegcoglu affermasse che "Questo è probabilmente il più basso di quest'anno" per capire che la situazione degli Spurs sta inesorabilmente sfuggendogli di mano. Dopo la sconfitta in rimonta subita contro il Leicester, il Tottenham ha perso quattro partite consecutive in Premier League e da sette partite non ottengono una vittoria, la peggior statistica in questo senso dal 2008.
Spurs' latest loss extends their winless league run to seven matches. Here is a look at the fixtures they have coming up next
— Premier League (@premierleague) January 27, 2025
Thu 30 Jan: Europa League v IF Elfsborg
Sun 2 Feb: Premier League v Brentford
Thu 6 Feb: EFL Cup second-leg v Liverpool pic.twitter.com/C6UwrsbLCB
Se allarghiamo l'analisi alle ultime undici gare disputate in campionato, l'unica squadra che hanno battuto è stata il Southampton, un team allo sbaraglio che ha 6 punti in campionato e 10 in meno di Ipswich e Wolverhampton, le altre due formazioni che ad oggi scenderebbero in Championship. La rimonta subita contro il Leicester domenica rappresenta l'ennesima partita in cui Son e compagni si sono fatti recuperare da situazione di vantaggio, arrivando ora ad aver perso 21 punti quando si sono trovati avanti nel punteggio.
Giusto per dare un po' di contesto su come la squadra di Ruud van Nistelrooij si presentava al Tottenham Hotspurs Stadium: avevano perso sette partite consecutive e la panchina del tecnico olandese era più che mai traballante.
Guardando la classifica, dobbiamo scorrere fino alla 15esima piazza per trovare la squadra di Postecoglu, con 24 punti guadagnati in 23 partite, un'orribile stagione che giustamente fa sorgere la domanda se abbia ancora senso riferirsi alle top del calcio inglese come big six. Ma adesso, cosa fare? Sembra paradossale che l'allenatore australiano sieda ancora su quella panchina, perché le prestazioni altalenanti, prima ancora dei risultati, avrebbero dovuto sollevarlo dall'incarico già da qualche settimana.
Postecoglu ha parlato di un potenziale ritorno di "giocatori significativi" nelle prossime due settimane, in vista anche dell'ultima partita del gruppo di Europa League contro l'Elfsborg e della semifinale di ritorno di Carabao Cup contro il Liverpool, ma la certezza di essere ancora il tecnico degli Spurs, a domanda diretta, non ce l'ha neanche lui: "Chi lo sa?. Credo che probabilmente ci sia una buona fetta (di persone) che dirà di no."
Tra quella fetta di persone, tuttavia, sembra non esserci il presidente Levy, il quale, nonostante i cori che i tifosi gli hanno recapitato domenica allo stadio "Vogliamo che Levy se ne vada"; "24 anni, 16 allenatori, 1 trofeo: è ora di cambiare"; "Daniel Levy, esci dal nostro club". Invece, Levy rimarrà saldamente al comando del club, un club che sta diventando (o sta rimanendo) una barzelletta.
La squadra più in forma della Premier, il Bournemouth
Sembra passato molto tempo da quando le Cherries, ad inizio anno, faticavano a trovare risultati positivi e a confermare quanto di buono fatto vedere nella scorsa stagione. Nelle prime cinque partite di campionato, hanno ottenuto solamente una vittoria, in una partita rocambolesca contro l'Everton, che li vedeva sotto 0-2 fino all'ottantasettesimo minuto, prima di assestare ai Toffees quello che sarebbe stato il loro leitmotiv di inizio anno, ovvero le rimonte subite nei momenti finali di gara.
In realtà è passato molto tempo da allora, perché dopo quelle cinque partite solo Liverpool e Arsenal hanno guadagnato più punti del Bournemouth, migliorando ancora di più il calcio espresso nel 2023-2024. Sabato hanno distrutto senza mezzi termini il Nottingham Forest, segnandogli cinque gol (e avrebbero potuto essere di più). Il solito piano di gioco di Espirito Santo non ha funzionato contro Iraola: le Cherries sono state troppo rapide, troppo ciniche, troppo più forti dei Reds.
A 5-0 win against Nottingham Forest continues @afcbournemouth's remarkable unbeaten run 🍒 pic.twitter.com/GfeDP7xGeG
— Premier League (@premierleague) January 25, 2025
La loro striscia di imbattibilità si è ora estesa a undici partite, e in due settimane hanno passeggiato contro Newcastle e Forest, ovvero la seconda squadra più in forma e la rivelazione di questa Premier. La settimana prossima al Vitality Stadium arriva il Liverpool, un incontro da non perdere per nulla al mondo, perché si affrontano due squadre che sanno giocare e bene a calcio, con due tecnici dagli stili diversi ma efficaci.
Aspettatevi spettacolo, aspettiamoci divertimento.
Il Liverpool sembra sempre più far corsa in solitaria
La sonora vittoria di sabato contro l'Ipswich Town ha confermato nuovamente che il Liverpool è la squadra più costante nel cammino verso la conquista del campionato. Dopo 22 partite disputate in questa Premier (devono ancora recuperare il derby contro l'Everton il prossimo), e quindi con un buon campione a disposizione, viene naturale confrontare i risultati di questo Liverpool, sotto la gestione Slot, con quello della passata stagione sotto Klopp.
Rispetto all'anno scorso, sono aumentati i gol segnati e gli expected goals, nonostante siano diminuiti i tiri presi, il che significa che i Reds riescono a prendersi tiri a più alta percentuale nel corso dei novanta minuti. Hanno incassato un paio di gol in più rispetto all'ultimo anno del tecnico tedesco, ma subiscono in media quasi 2 tiri in meno a partita e gli xG concessi sono passati da 1.12 a partita a 0.88.
Se facciamo la sottrazione tra i gol attesi segnati e quelli subiti, di conseguenza, vediamo come sotto Slot il Liverpool può vantare +8.1 di differenza reti nel confronto con il 2023-2024. È vero che la retroguardia difensiva fatica a tenere la porta inviolata, cosa che accadeva una partita sì e l'altra pure ad inizio anno, ma l'attacco sta continuando a performare a un ritmo incredibile, con 2.45 reti segnate a partita: non è solo Salah, capocannoniere del campionato con 19 timbrature, ma anche Gakpo, che con la doppietta di ieri è arrivato a 5 gol nelle ultime 6 partite, o Luis Diaz, anche lui a quota 8 come l'olandese, oppure gli altri otto giocatori che sono andati a segno in Premier quest'anno.
Il Liverpool non ha fatto molti passi falsi quest'anno, escluso il solo punto guadagnato nelle due sfide contro il Nottingham Forest, ed è per questo che è in testa continuativamente da inizio anno: è, semplicemente, la squadra più costante.
Long Story Short
- Ad Amorim non sta piacendo l'atteggiamento di Rashford e dice che piuttosto di schierare chiunque non dia il massimo, schiererebbe il 63enne allenatore dei portieri
- All'arbitro Michael Oliver sono arrivate minacce di morte dopo il cartellino rosso estratto tra Arsenal e Wolverhampton a Myles Lewis-Skelly
- Watkins è arrivato a 100 partecipazioni tra gol e assist con l'Aston Villa in campionato
- Le statistiche di Isak sono sempre più senza senso
- Le migliori connessioni di questo campionato
- Con quello di ieri per Haaland, Ederson è ora arrivato a cinque assist
- Salah è diventato il settimo miglior realizzatore nella storia della Premier League
Going Deep
- Come l'intelligenza artificiale potrebbe cambiare il mondo del calcio
- Cos'è andato storto per Lopetegui al West Ham
- Quale sarà il futuro di St. James Park?
- Cos'è andato storto per Dyche all'Everton?
- Analizzare lo stile di gioco di squadra attraverso le corse effettuate
- La disparità del Liverpool tra i primi e i secondi tempi in questo campionato
- Muoversi alla Isak
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