
Venezia-Hellas Verona 1-1, Considerazioni Sparse
Tchatchoua recupera Zerbin: pari nel derby tra arancioneroverdi e gialloblù, col Venezia ancora in zona retrocessione.
Sotto il cupo e piovoso cielo del Pier Luigi Penzo il Venezia di Eusebio di Francesco e il Verona di Paolo Zanetti danno vita ad un derby - che non poteva che giocarsi all'ora dell'aperitivo - acceso, maschio e tutto sommato piacevole. Nel primo tempo sblocca il risultato uno sgusciante Zerbin, al quale risponde Tchatchoua al minuto settantasei. Pareggio giusto per i valori visti in campo ma che non smuove granché in ottica salvezza: con le sconfitte di Lecce, Parma, Como e Cagliari, i tre punti sarebbero stati di fondamentale importanza per entrambe le compagini.
La partita inizia a ritmi sostenuti ma con più di qualche errore, con le squadre che giocano in maniera intensa e grintosa senza riuscire a trovare lo spunto giusto. La prima occasione del match capita sui piedi di Serdar, che dopo una intrigante serpentina cerca di sorprendere Stankovic sul secondo palo il quale è però reattivo a deviare in calcio d'angolo un tiro non irresistibile. I venticinque minuti iniziali si consumano senza che Venezia e Verona impensieriscano le retroguardie avversarie, ma Zerbin riesce ad infilare la difesa degli scaligeri anticipando un sornione Belayhane e trovando la zampata giusta - in questa occasione, male Montipò: l'ex Benevento è mal posizionato e lento a tuffarsi. Al rientro dall'intervallo le intenzioni dei lagunari sono chiare: chiudersi in difesa cercando di mantenere la rete di vantaggio. Il Verona gestisce dunque il possesso in lungo e in largo, arrivando spesso sulla trequarti avversaria senza però riuscire a concludere a rete con precisione. Il pareggio arriva nell'unica occasione nella quale la squadra di Di Francesco si fa trovare scoperta, con Mosquera che crossa il pallone al centro dell'area e Sarr che, in caduta, serve involontariamente Tchatchoua. Il camerunense, tutto solo con la porta sguarnita, non può sbagliare. Quando l'inerzia della gara sembra più che mai a favore del Verona, Zanetti decide però di cambiare l'attaccante svedese e Suslov: con l'ingresso di Livramento e Lazovic gli scaligeri non riescono più ad uscire dalla propria metà campo. I padroni di casa prendono coraggio e assediano gli ospiti nella loro area di rigore nei minuti finali, ma Montipò e Ghilardi salvano il risultato.
La prestazione del Verona è stata più che sufficiente, ma l'assenza di un vero rifinitore ha inevitabilmente pesato. In tal senso non ha aiutato l'infortunio di Tengstedt - il danese è uscito nel primo tempo per infortunio - e l'unico che è riuscito a creare con costanza grattacapi agli arancioneroverdi è Suslov. Lo slovacco ha disputato una delle sue migliori partite di questa stagione, subendo molti falli e saltando a più riprese i giocatori avversari. Ottima anche la prova di Serdar, che non fa pesare la mancanza dell'imprescindibile equilibratore della squadra, ossia Duda - fuori per squalifica. Come anticipato, il Verona è andato stato troppo impreciso nell'ultimo terzo di campo, sbagliando numerose scelte e un'infinità di traversoni. In tal senso aver recuperato Suslov - pessimo nel girone d'andata - può essere decisivo ai fini di un'ipotetica salvezza, ma il vero tallone d'Achille di questo Hellas è la fase difensiva: con quello di oggi il numero di gol subiti in campionato sale a 48; decisamente troppi.
Quella fallita dal Venezia, sta sera, è un'occasione troppo ghiotta per staccare il Monza e avvicinarsi al gruppone che oscilla tra i 20 e i 23 punti. La rete segnata da Zerbin - alla sua prima da titolare con i lagunari - poteva e doveva essere un incentivo per premere sull'acceleratore e tentare di raddoppiare il passivo, ma la squadra di Di Francesco ha invece preferito giocare per mantenere l'1-0 finendo poi per subire il gol del pareggio. Il tecnico nato a Pescara si può però portare a casa da questa partita un'ottima prestazione del debuttante Candé, il quale ha disputato una partita attenta e solida.
Questo Venezia-Hellas Verona potrebbe essere stato l'ultimo ballo al Penzo del Doge finlandese Joel Pohjanpalo. Il capitano con la 20 è ormai un giocatore culto in laguna, sia per il suo rendimento in campo che nell'annata scorsa ha trascinato i suoi alla promozione - 22 gol e 5 assist in 37 presenze - che per la sintonia che si è venuta a creare con il tifo veneziano. La partita di quest'oggi non è nemmeno lontanamente stata tra le sue migliori disputate con questa maglia, ma nonostante ciò, anche se il trasferimento al Palermo si dovesse realmente concretizzare, Venezia sarà sempre la casa dell'ex Leverkusen.
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