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Inter Lecce
, , 26 Gennaio 2025

Lecce-Inter 0-4, Considerazioni Sparse


Proprio dalla sua Lecce l'Inter manda un messaggio ad Antonio Conte liquidando la squadra di Giampaolo con un poker senz'appello.

In una domenica pomeriggio insolitamente uggiosa per gli standard salentini, l'Inter espugna il Via del Mare grazie ad una vittoria che ha il sapore di balsamo, di nettare rivitalizzante. Proprio da quella Lecce così cara e importante ad Antonio Conte, i Campioni d'Italia in carica mandano un messaggio chiaro all'ex tecnico oggi alla guida del Napoli. Ed è un messaggio di sfida e battaglia lanciato con la consapevolezza di aver trovato il risultato e la prestazione di cui più si aveva bisogno, ovvero una vittoria agile e senza sforzo che soprattutto iniettasse nelle seconde linee più in ombra e in difficoltà fino a questo momento una dose di autostima e consapevolezza. E allora le quattro reti che suggellano la trasferta pugliese arrivano dai due giocatori più in forma della squadra, Lautaro e Dumfries, ma anche dai due più criticati ed in particolar modo la rete di Frattesi sembra avere tutte le caratteristiche della tregua felice. Per un'Inter che gioisce c'è però un Lecce che esce dal suo stadio con le ossa rotte, più per la prestazione sfilacciata e disgregata che per il passivo in sé.

Il primo tempo vede il Lecce aggredire l'Inter fin dalla trequarti nerazzurra, esprimendo un'idea molto chiara di voler mettere in difficoltà il palleggio basso dell'Inter già meno qualitativo del solito data l'assenza di numerose prime linee. Ma, un po' per la bravura dell'Inter nel cercare e trovare la profondità in modo insistito e un po' per colpa dell'errore di Guilbert che indirizza inevitabilmente l'inerzia emotiva della gara, il pressing salentino gira spesso a vuoto e anche quando riesce a mettere più in difficoltà l'Inter, si traduce in un'occupazione aggressiva dello spazio più che in un tentativo concreto di riconquista del pallone. A ciò si aggiungono le difficoltà del Lecce nel mantenere corti gli spazi tra mediana e centrali di difesa, creando in questo modo un mare magnum in cui Lautaro può sguazzare come Paperon de' Paperoni nel suo deposito di monete, e la poca qualità della squadra di Giampaolo nella prima impostazione, che causa molti errori cruciali e offre all'Inter l'opportunità di riposizionarsi anche nelle fasi di maggior sforzo offensivo.

L'Inter dal canto suo si gode il vantaggio immediato e amministra l'andamento di una gara che si chiude già a metà primo tempo grazie alla splendida rete del suo capitano. Lautaro Martinez, al di là della marcatura e del contributo agli altri gol, è stato probabilmente il miglior in campo: la sua capacità di approfittare degli spazi lasciati dalla difesa leccese e di ricucire il gioco da rifinitore aggiunto hanno fatto la differenza, specialmente perché questo approccio alla gara si è ben sposato con la propensione di Frattesi ad approfittare degli spazi in profondità ricamanti dal compagno. L'ex Sassuolo ha dimostrato di essere uno dei migliori in Italia nella sua interpretazione del ruolo e, considerando anche qualche bella botta subita nel primo tempo, pure la sua prestazione difensiva è stata solida e sufficiente.

La squadra d'Inzaghi resiste, pur con qualche incertezza di troppo, al ritorno del Lecce in apertura di ripresa ma proprio nel momento di maggior affanno riesce ad assestare i colpi di grazia al derelitto Lecce grazie all'irresistibile Dumfries e al redivivo Taremi. Per il resto, dopo il definitivo 0-4, la partita procede senza particolari sussulti, ad eccezione di quello legato al brutto contrasto tra Barella e Dorgu che fa temere il peggio per il centrocampista della Nazionale. Ma al di là di ciò, i ritmi sono troppo blandi e i padroni di casa ormai troppo scoraggiati perché il secondo tempo possa essere davvero indicativo di qualcosa. L'Inter può essere soddisfatta dell'ennesimo clean sheet in trasferta, un segnale positivo soprattutto perché rinfrancante del modo in cui i nerazzurri hanno saputo gestire le fiammate e le situazioni di pericolo estemporanee. Una vittoria convincente, una prestazione di piccolo cabotaggio ma un risultato comunque rotondo, un ottimo biglietto da visita per una settimana decisiva tra Champions e Derby.

Il Lecce invece segna più d'un passo indietro sul ruolino di marcia della cura Giampaolo. I pugliesi azzardano un piano partita forse troppo ambizioso e spregiudicato per una squadra che si dimostra invece sfilacciata, imprecisa, carente della giusta intensità. Tra gli spazi enormi tra i reparti e una gestione abbastanza negativa del possesso palla, il Lecce si è ben presto sostanzialmente consegnato nelle grinfie della squadra più brava di tutte nel saper approfittare degli errori altrui. Non era certamente questa la partita da vincere per i salentini, ma la mancanza comunque di una prestazione dignitosa, che arriva dopo la brutta sconfitta di Cagliari, è un campanello d'allarme importante sulla tenuta di un gruppo sempre a rischio crollo.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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