
João Fonseca non ha paura di scalare l’Olimpo
Il Challenger di Canberra e l’eliminazione di Rublev al primo Slam: João Fonseca vuole essere protagonista nel 2025.
14 gennaio 2025, Margaret Court Arena. Nello stato australiano di Victoria, lungo la costa sud-orientale della nazione, sono da poco scoccate le 23, ma la luce che di colpo ha investito Melbourne Park rischiara la notte e rende impossibile prendere sonno. I tifosi presenti sugli spalti stanno assistendo dal vivo a quella che sarà una partita che potrebbe presto diventare indimenticabile, storica. Nella caldissima notte australiana sta nascendo una stella, un giocatore pronto e desideroso a cambiare la storia del tennis nel lungo periodo. I tifosi brasiliani contribuiscono a rendere bollente un clima già di per sé rovente: João Fonseca, al suo esordio nel main draw di un torneo dello Slam, ha estromesso al 1° turno degli Australian Open la testa di serie n°9 Andrey Rublev.
È senza dubbio l’upset più grande dell’Open d’Australia. È quello che ha fatto più rumore, quello che farà parlare di più nel breve periodo. Il moscovita, purtroppo, ci ha spesso abituato alla sua mancanza di continuità, ma ora dovremo anche imparare a gioire vedendo un ragazzo giovanissimo farsi strada e vincere partite sempre più importanti a suon di vincenti e colpi di fantasia. Con questa vittoria João Fonseca ha inevitabilmente attirato su di sé l’interesse anche di coloro che fino a ora non l’avevano intercettato. Il match point con il quale ha chiuso la gara contro Rublev descrive perfettamente Fonseca e la gara che è stata. Due dritti pazzeschi e poi un vincente in corsa con quello che è senza dubbio il suo fondamentale migliore.
Nella passata stagione il brasiliano si è costruito una buona classifica disputando diversi tornei Challenger con qualche apparizione già degnissima di nota nelle rassegne ATP: quarti di finale nel 250 di Bucarest, 2 vittorie e 1 sconfitta (6-1 7-6 contro Matteo Berrettini) nella settimana di Davis Cup a Bologna, le partite con Fils e Garin nella torcida di casa a Rio de Janeiro. Il 2024 per João Fonseca è però culminato con il trionfo nelle Next Generation ATP Finals di Jeddah, nella penultima settimana di dicembre.
”Che posa posso dire? È stato semplicemente incredibile. Era all’esordio in un torneo dello Slam ed ha affrontato un top 10 con una naturalezza sorprendente. È stato fantastico il modo in cui ha approcciato il match, come ha gestito ogni cambio di situazione e l’aspetto mentale della sfida. Sicuramente dovrò stare attento a lui perché presto sarà stabilmente tra i migliori giocatori al mondo. Siamo all’inizio della stagione lui ha vinto la sua prima partita in uno Slam, ma credo veramente che sarà un nome che vedremo presto sempre in alto”.
Parole nientemeno di Carlos Alcaraz, una vera e propria investitura. João Fonseca sta facendo parlare di sé, si sta facendo notare anche ai piani alti del tennis e anche lo stesso Novak Djokovic ha speso parole al miele per il giovanissimo tennista brasiliano.
“Ho seguito la sua ascesa e mi piace tantissimo come gioca i punti importanti. È coraggioso, colpisce in maniera pulita, è un giocatore davvero completo. Il Brasile è un Paese importantissimo per il tennis ed è un bene avere un giocatore così forte che proviene da quella nazione. Penso che non ci sia mai stato un brasiliano di questa caratura dai tempi di Guga Kuerten. Sono suo fan, l’ho ammirato già l’anno scorso e gli dissi che in lui vedo un po’ del mio gioco a quell’età. Mi somiglia in quanto è sfrontato nel cercare il punto e nel mostrare che cosa sia capace di fare. Ha un futuro radioso davanti a sé se continuerà a giocare in questo modo.”
Molti addetti ai lavori hanno già paragonato João Fonseca sia allo stile di Novak Djokovic che a quello di Carlos Alcaraz, i due che più hanno tessuto le lodi del giocatore brasiliano. La verità, però, è che è difficile etichettare il classe 2006 verdeoro: Fonseca non ha bisogno di cartellini o di paragoni, neppure quelli che lo avvicinerebbero più alle caratteristiche tecniche di Sinner.
Ha un tennis letteralmente esplosivo che mixa alla perfezione istinto e potenza. Il colpo migliore è indubbiamente il dritto, con il quale si costruisce la maggior parte dei punti sommando spin e velocità. Non gli piace essere troppo attendista e vuole prendere sin da subito in mano lo scambio con quella giusta irriverenza giovanile di chi sa che ha il talento per farlo. João Fonseca è l’archetipo più pulito dell’attacking player. Si prende molti rischi quando gioca ed è giusto così. Deve continuare su questa strada e non deve assolutamente snaturarsi.
Le statistiche della gara con Rublev spiegano perfettamente lo stile di gioco del brasiliano. João Fonseca ha tirato ben 51 colpi vincenti a fronte di 32 errori non forzati. Un aspetto che potrebbe migliorare del proprio gioco sono probabilmente le discese a rete: unire una maggior costanza a giocare la volée gli permetterebbe di accorciare gli scambi ed aggiungere un nuovo aspetto offensivo al proprio tennis. Contro il russo è sceso a rete 18 volte ed ha vinto il punto nel 78% dei casi.
La racchetta non fa il giocatore, ma ci può dire molto sul modo di giocare: João Fonseca utilizza una Yonex VCore, ma a sorprendere sono gli aspetti tecnici dell’attrezzo. Nella storia recente le aziende stanno cominciando a privilegiare profili più spessi e piatti solitamente grandi per agevolare la spinta e le rotazioni. Un esempio di questa tendenza sono, ad esempio, le Babolat. Il brasiliano è un unicum in questo: utilizza un piatto 95 e un profilo molto sottile. È una delle racchette con il piatto più piccolo tra quelli in commercio. La sua racchetta è la stessa che usava Denis Shapovalov o quella che usa Zizou Bergs. Un attrezzo molto tecnico che predilige colpi tecnici e di grande sensibilità.
Il 2024 ed uno sguardo al 2025
Nella stagione passata João Fonseca si è tolto le sue prime soddisfazioni. Ha vinto il suo primo torneo nel circuito Challenger a Lexington negli Stati Uniti e ha strappato i suoi primi pass per dei quarti di finale a livello ATP. La prima volta è arrivata nella sua Rio de Janeiro battendo in fila Arthur Fils e Cristian Garin prima di capitolare contro l’argentino Mariano Navone. Poche settimane dopo si è riconfermato ottenendo i quarti di finale anche a Bucarest eliminando Sonego e Albot prima di arrendersi ad Alejandro Tabilo.
La sua stagione è poi proseguita ottenendo anche la sua prima vittoria nel main draw di un Master 1000 a Madrid contro Alex Michelsen ed a fine agosto ha intrapreso il labirinto delle qualificazioni per l’US Open, che nel 2023 vinse a livello Juniores, ma perde al turno decisivo contro Spizzirri. Dopo l’esordio in Coppa Davis con la nazionale brasiliana, dove ottiene due vittorie contro Van De Zandschulp e Collignon, ma anche con una sconfitta per mano di Berrettini, i risultati negli ultimi Challenger stagionali non sono certo indimenticabili.
Il 2024 termina con la dolce vittoria alle Next Generation ATP Finals di Jeddah dove ottiene 5 trionfi su 5. Ai gironi, João Fonseca batte Arthur Fils, Jakub Mensik e Learner Tien, alle semifinali estromette nettamente in 3 set Luca van Assche e nell’atto conclusivo della rassegna affronta nuovamente lo statunitense Tien vincendo nuovamente in 4 set dopo. Una settimana dal sapore dell'autentica prova di forza.
La stagione 2024/25 è cominciata con un altro trionfo Challenger a Canberra dove in 5 gare non ha perso nemmeno un set e con le qualificazioni agli Australian Open, superate brillantemente perdendo solamente 12 game in 3 incontri. Dopo di che è arrivata la già citata stupenda vittoria contro Rublev, ma anche l’eliminazione al secondo turno per mano di Lorenzo Sonego. Lunedì João Fonseca dovrebbe, teoricamente, entrare nella Top100, non ci resta nient’altro da fare che assistere alla sua ascesa godendoci a pieno la sua opera d’arte.
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