
Premier League 22° giornata, Considerazioni Sparse
Il Bournemouth è assatanato, il Liverpool fa un altro passo avanti, la tragedia United e altro dal weekend di Premier
La doppietta di Darwin Núñez regala i tre punti al Liverpool sul campo del Brentford. Vittoria pesantissima in chiave titolo per i Reds, che scappano a +6 su Arsenal e Forest - avendo ancora da recuperare il derby contro l’Everton - e vedono il ritorno alla vittoria della Premier sempre più possibile. In chiave quarto posto bene il City, che passeggia a Portman Road contro un brutto Ipswich, e il Chelsea, che batte il Wolverhampton ritrovando così quel successo che in Premier mancava ormai da più di un mese. Nella parte bassa il Palace di Mateta fa un passo enorme verso un’altra salvezza anticipata, mentre il West Ham confeziona l’ennesima delusione di una stagione davvero disgraziata. Di questo, del disastro di United e Tottenham e di tanto altro parleremo a breve. Per cominciare però, celebriamo il momento magico di una delle squadre più divertenti d’Europa.
Chi li ferma più? (noi probabilmente, dopo questo titolo)
Imbattuto da 11 partite e 7° in classifica a 3 punti di distanza dal quarto posto, il Bournemouth di Iraola è per distacco la squadra del momento in Premier League. Nel match che aperto il 22º turno di campionato, sabato a mezzogiorno, le cherries si sono imposte 1-4 a St James' Park, mettendo fine alla striscia di nove vittorie consecutive in Premier dei Magpies, regalando così l'ennesima gioia stagionale ai loro tifosi. Tifosi di certo entusiasti, probabilmente un po' assonnati - la trasferta a Newcastle è la più lunga della stagione, il bus partiva dal Vitality Stadium alle 2 di notte circa -, quasi sicuramente almeno brilli, ma con un'altra grande impresa da raccontare, e con il sogno di poter viaggiare anche in giro per l'Europa, l'anno prossimo, se le cose dovessero continuare ad andare così bene.
Tre grandi protagonisti per le Cherries a St James' Park: Justin Kluivert, ovviamente, man of the match grazie alla seconda tripletta stagionale, Dean Hujsen, sempre più autorevole e sicuro insieme a Zabarnyi al centro della difesa rossonera - e in Spagna si godono già una possibile coppia del futuro con la stellina del Barcellona Cubarsi -, e il grande artefice di questo miracolo, Andoni Iraola, che anche nel nord-est d'Inghilterra ha messo in mostra tutta la sua abilità nel leggere partita e avversario. Dall'arrivo del tecnico basco, Bournemouth, cittadina tranquilla del Dorset, di popolazione principalmente anziana e caratterizzata da un pigro ritmo della vita, si è trasformata almeno calcisticamente nel posto più frizzante e intenso del paese. Le Cherries vanno il doppio degli altri, in ogni partita e contro qualunque avversario.
Iraola in questo momento ha un unico grande cruccio nella testa. La sua squadra è senza un attaccante di ruolo da almeno un paio di settimane e, come ha dichiarato lui stesso alla fine del match, la società sta riscontrando problemi nel trovare una soluzione adatta al livello del campionato e consona al budget a disposizione. Senza i lungodegenti Tavernier e Sinisterra, con Unal fuori tutta la stagione e l'infortunio di Evanilson che sembra più serio del previsto, il Bournemouth si meriterebbe un aiuto importante nel reparto offensivo. Ma occhio però anche a possibili movimenti in uscita. Se Billing è stato lasciato andare senza particolari rimpianti, più complicato potrebbe essere privarsi di Kerkez, giovane esterno sinistro ungherese che quest'anno è esploso definitivamente e che lascerebbe una lacuna difficile da colmare.

Momentum
Lo avevamo detto tante volte, in particolare nel nostro fantastico podcast sulla Premier - si, lo faccio io, e qui potete trovare tutte le puntate - ad Arne Slot manca solo un piccolo grande tassello per poter dire di aver fatto tutto alla perfezione nei suoi primi mesi ad Anfield, e cioè recuperare mentalmente e tecnicamente il miglior Darwin Núñez. L'uruguaiano aveva iniziato la stagione da titolare, poi l'esplosione di Gakpo e l'efficacia di Diogo Jota - e qualche sua prestazione ai limiti della decenza - lo hanno fatto scivolare al quinto posto nelle gerarchie di Slot per il reparto offensivo.
La sensazione, osservandolo le ultime volte in campo, era quella di un giocatore irrimediabilmente sfiduciato. Sabato invece, nel gelido pomeriggio invernale dell'ovest di Londra, Núñez si è fatto trovare pronto nel momento più importante, segnando i due gol decisivi per battere il Brentford, entrambi nei minuti di recupero finali. Il suo sorriso sotto la away end, senza maglia e con l'abbraccio di tutta la squadra attorno, potrebbe essere la foto più bella di tutta la sua esperienza a Liverpool, almeno fin qui.
Arrivato per un sacco di soldi ormai più di tre stagioni fa, Núñez si era svelato ai suoi nuovi tifosi decidendo di fatto il suo primo Community Shield, stravincendo il confronto diretto con l'altro grande nuovo centravanti del campionato, quell'Erling Haaland che in quel pomeriggio non ne aveva azzeccata mezza. Da li in poi sappiamo tutti come è andata. Il norvegese ha vinto tutto, da protagonista, firmando addirittura in settimana un faraonico rinnovo di contratto che lo legherà a City fino al 2034, mentre Núñez è diventato quasi una macchietta a causa dei tanti errori sottoporta e un virale coro che lo paragona - in peggio - al suo predecessore Andy Carrol. La doppietta a Brentford, capitolo importante nella storia di questo campionato, potrebbe essere finalmente il suo nuovo inizio con la maglia del Liverpool.
Per usare un'espressione più o meno cara a Maurizio Sarri, l'Arsenal potrebbe aver perso il titolo in hotel, o almeno in spogliatoio, mentre si preparava per affrontare il match poi pareggiato contro l'Aston Villa. Poi la mazzata, tremenda, per mano del protagonista meno atteso, quel Darwin Núñez che sembrava garanzia di fallimento. Con la vittoria a Brentford e lo stop dei Gunners, Slot adesso può gestire sei punti di vantaggio sulle seconde, avendo anche giocato una partita in meno rispetto alle dirette avversarie. Insieme all'Arsenal i Reds sono gli unici ancora impegnati in tutte e quattro le competizioni, e questo rassicurante cuscinetto di punti potrebbe permettere a Van Dijk e compagni di focalizzarsi meglio sugli altri impegni stagionali, a cominciare dalla semifinale di ritorno di League Cup contro il Tottenham, in cui il Liverpool cercherà di ribaltare il risultato dell'andata per assicurarsi il primo viaggio a Wembley della stagione.
Big Man's Smile
È finita malissimo la seconda partita stagionale di Graham Potter da tecnico del West Ham. Sconfitti nettamente dal Crystal Palace al London Stadium, gli Irons sono sprofondati al quattordicesimo posto in classifica, scavalcati proprio dalle Eagles, a undici punti di distanza dal quel settimo posto che a inizio stagione sembrava un obiettivo credibile. Il West Ham è una squadra che in estate è stata costruita malissimo. Ad eccezione di Wan Bissaka, tutti i nuovi arrivati hanno avuto un impatto negativo. Oltre agli ormai noti problemi strutturali, Potter deve adesso anche gestire una vera e propria emergenza nel reparto offensivo. Dopo gli infortuni di Antonio, Füllkrug e Bowen, il West Ham avrebbe disperato bisogno di una punta sana, e possibilmente efficace. Un attaccante capace magari anche di aiutare la squadra, di mettersi sempre a disposizione dei compagni, di saper finalizzare e perché no, anche di essere un leader. Quell'attaccante il Crystal Palace lo ha già trovato da tempo, e i risultati si vedono ogni weekend. Stiamo parlando, ovviamente, di Juan Philipe Mateta.
Con la doppietta al London Stadium Mateta è salito a 11 gol stagionali, segnandone ben quattro, tutti decisivi, nelle ultime tre partite. Impossibile da odiare, il francese è un personaggio amato trasversalmente da tutti i tifosi di calcio inglese, grazie anche a quel sorrisone e a quell'esultanza - il calcio volante alla bandierina - che ormai è diventata quasi un marchio, un'icona, della Premier League. Mateta è stato il grande protagonista dell'incredibile rimonta della scorsa stagione del Palace targato Glasner. Una corsa a suon di gol che gli è valsa la convocazione come fuori-quota per rappresentare l'under 21 francese alle Olimpiadi. L'esperienza in Francia ha però lasciato strascichi importanti sul suo fisico. Mateta in estate di fatto non ha mai staccato, e la sua prima parte di stagione è stata necessariamente un po' più lenta di quanto ci si aspettava.
Anche grazie al lavoro tattico di Glasner adesso invece Mateta sembra davvero essere tornato al top. Il tecnico austriaco ci ha messo un po' a trovare l'assetto giusto, anche lui poco aiutato da una campagna acquisti estiva che si è dimostrata di poco supporto. Se Nketiah e Kamada continuano a faticare, il Palace ha però trovato buone risposte da Ismaila Sarr, arrivato dal Marsiglia e adesso sempre più al centro del progetto tecnico di Glasner. Con lui e Eze alle spalle del grande uomo francese il Palace si è rimesso in corsa verso l'ennesima salvezza tranquilla della gestione Parrish. Le Eagles, mentalmente più "leggere" a obiettivo quasi raggiunto, potranno magari cominciare già a programmare la prossima stagione. I tifosi rossoblù si auspicano di poter rivedere anche l'anno prossimo il calcio volante del loro idolo francese. Difficile, perché il sorrisone di Mateta ha fatto breccia nel cuore di tante big.
Non c'è limite al peggio
No, non stiamo parlando del Tottenham, anche se dovremmo. Ma ci siamo anche un po' stancati. Oggi invece è il turno del Manchester United, un'altra squadra che riesce a regalarci ogni settimana nuovi spunti - e nuove tragedie. Una squadra che aveva messo a tanti un po' di fumo negli occhi, dopo la coriacea prestazione ad Anfield, il passaggio del turno in Fa Cup, e le belle parole di quel furbacchione di Ruben Amorim. La realtà ci dice invece che i Red Devils sono ancora nel pieno di una disarmante regressione tecnica, iniziata con l'arrivo di ten Hag e, se possibile, continuata ancora più intensamente dopo il cambio allenatore. Domenica è stato il turno del Brighton passeggiare a Old Trafford, così come, per citarne solo alcune, nell'ultimo mese avevano fatto Tottenham, Newcastle, Bournemouth. A metà settimana scorsa c'era andato vicino anche il Southampton, ultimissimo in classifica con soli 6 punti conquistati in 22 giornate. I Saints avevano dominato per almeno 75 minuti, prima di essere travolti dalla furia di Amad Diallo.
In giro per il mondo ci son squadre forti e meno forti. Poi ci sono squadre che invece danno la sensazione di non allenarsi nemmeno, o almeno, di non provare mai a fare qualcosa di nuovo, di diverso. Lo United di Amorim è una di queste, e ogni weekend ci tiene a dimostrarlo. Ogni partita dello United è caratterizzata dal nulla, sia in fase di possesso, dove il problema è più evidente, sia in fase di non possesso, con le squadre avversarie che continuano a segnare gol da dentro l'area piccola nonostante lo United si schieri a 5, con tre centraloni difensivi al centro. Amorim è arrivato con la promessa di un calcio più divertente, sicuramente più coraggioso. Oggi, schierato con due difensori puri, Mazraoui e Dalot, come esterni a tutta fascia l'abbandono di un progetto tattico più intraprendente sembra quasi definitivo.
Amorim: "Siamo forse il peggior Manchester United di sempre". VIDEO #SkySport #SkyPremierhttps://t.co/o1KAfxcxuM
— skysport (@SkySport) January 19, 2025
Il Brighton non ha dovuto faticare neanche troppo per riuscire a strappare i tre punti. In vantaggio con Minteh, i Seagulls si sono fatti riprendere dal rigore di Bruno Fernandes per poi trovare nella ripresa le reti di Mitoma - il migliore in campo - e Rutter. Amorim ha lasciato ancora fuori Garnacho, la cui energia e voglia di incidere probabilmente stridono con l'idea di calcio del tecnico portoghese. In campo si è rivisto invece Zirkzee, o almeno abbiamo letto il suo nome nella formazione iniziale. Poi, per il resto, nessuna traccia. In copertina probabilmente nei prossimi giorni finirà il clamoroso errore di Onana sul terzo gol avversario. La verità è che la debacle del portiere nigeriano è solo un piccolo neo in mezzo al mare di problemi di questa squadra. Amorim aveva detto di essere "l'uomo giusto al momento giusto nel posto giusto". Ah, ma perché nel calcio nessuno ha mai memoria di nulla?
Numeri e domande
Con Saliba in campo, l'Arsenal in 85 partite ha concesso 0.8 gol, senza di lui, in 13 match, ben 1,7. Sabato sera ad Emirates il francese non c'era, e chissà per quanto starà fuori, e i gunners hanno preso due gol da polli. In vantaggio 2-0 a mezz'ora dalla fine, l'Aston Villa ha prima pareggiato con un colpo di testa di Tielemans e poi con la rete del solito Olly Watkins, ancora una volta letale per le speranze di titolo dei biancorossi. Ad Arteta dietro mancano anche White e Calafiori, e anche in attacco non è che ci sia così tanta abbondanza, anzi. Jesus, Saka e Nwaneri sono ancora out, e le alternative (Sterling) finora hanno deluso. Contro l'Aston Villa è stato probabilmente il miglior Arsenal dell'ultimo periodo, ma nel momento del bisogno Arteta si è girato verso la panchina e non ha trovato nessuno. Un po' di colpa però è anche sua. Mikel, tornassi indietro non risparmieresti un po' di fatica ai tuoi reduci dall'Europeo?
Quella contro l'Ipswich è stata la tredicesima partita della gestione Guardiola che il City ha vinto con 6 o più gol di scarto. Eguagliato l'Arsenal di Wenger, davanti rimane solo lo United di Ferguson, che lo ha fatto ben quattordici volte. A Portman Road tutto facile per i blues, che hanno finalmente ritrovato il miglior Foden, e forse pure un De Bruyne almeno discreto. I tractor boys si giocheranno invece la salvezza con Wolverhampton e forse Everton, ma rimangono comunque i favoriti per aggiungersi alle già quasi condannate Leicester e Southampton per tornare in Championship. Come l'anno scorso, le tre neopromosse dovrebbero retrocedere subito. Abbiamo un problema, Premier League?
L'Everton aveva segnato 15 gol in tutta la stagione prima della partita di domenica contro il Tottenham, e contro gli Spurs ne ha segnati tre tutti insieme nel solo primo tempo, lamentandosi anche perché potevano essere almeno il doppio. Che dire di più di questo Tottenham? Postecoglu a fine partita ci ha messo la faccia, come fa sempre. Ma ormai non basta più. Non serve a nulla neanche leggere l'infinita lista di indisponibili con cui si è dovuto presentare a Goodison Park. Con 22 punti in 22 partite, gli Spurs sono 15°, senza alibi, senza più speranze di raddrizzare la stagione. Nelle ore in cui stiamo preparando questo pezzo non sono ancora uscite notizie relative ad un suo possibile avvicendamento. Ma cosa deve succedere ancora per far si che questo accada?
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