
Gaga Slonina, la pazienza sarà premiata
Nonostante un prestito deludente al Barnsley, la precocità di Slonina fa ben sperare per il futuro.
Nel 2005 Sufjan Stevens pubblicava, all’interno del disco Illinoise, il brano Casimir Pulaski Day. Kazimierz – americanizzato in Casimir – Pulaski è stato, a suo modo, un eroe dei due mondi, nato e cresciuto in Polonia da famiglia nobile, difensore della confederazione polacco-lituana dall’ingerenza dell’impero russo e poi combattente nella guerra d’indipendenza americana, una di solo otto persone ad aver ricevuto la cittadinanza statunitense onoraria.
Dal 1986 lo stato dell’Illinois celebra, ogni primo lunedì di marzo, la figura di Pulaski, e la festa è molto sentita soprattutto presso la numerosa comunità polacca locale, circa ottocentomila persone nella sola area metropolitana di Chicago. Di questa comunità fa parte anche la famiglia Slonina – Słoninacon la grafia polacca, andata a perdersi al momento dell’arrivo negli Stati Uniti – il cui secondo figlio, Gabriel detto Gaga, è stato al centro di una lunga contesa proprio tra le nazionali calcistiche di Stati Uniti e Polonia per la sua cittadinanza sportiva.
Nato ad Addison, venti miglia ad ovest della cinta daziaria della Windy City, un anno prima del disco di Sufjan Stevens, Gabriel Pawel Slonina ha ricevuto negli anni gli interessi e le lusinghe della federcalcio polacca. Nell’aprile 2022, l’allora portiere dei Chicago Fire ha incontrato l’allora commissario tecnico Czeslaw Michniewicz, come parte di un forte pressing della federazione polacca per reclutarlo come erede di Wojchiech Szceszny.
L’interesse era più che ragionevole: ad appena diciassette anni, Slonina era già titolare in un campionato professionistico come la MLS, in un ruolo in cui la precocità è rarissima. Un mese dopo, nonostante la Polonia gli avesse già offerto - a quanto si diceva - un posto in nazionale maggiore, Slonina ha ufficialmente accettato di rappresentare a livello internazionale gli Stati Uniti, nelle cui giovanili era cresciuto. Pochi mesi dopo, il Chelsea ne avrebbe ufficializzato l’acquisto per un prezzo di otto milioni di sterline, rendendolo un nuovo elemento della loan army dei londinesi.
Sbarcato in Europa, la prima mossa del Chelsea per incoraggiarne lo sviluppo è stata prestarlo al KAS Eupen, nella prima divisione belga, nella scorsa stagione. Nella città sede della piccola comunità germanofona belga – l’acronimo KAS viene dal tedesco Königliche Allgemeine Sportvereinigung – Slonina ha vissuto una stagione in cui ha mantenuto un ottimo livello medio e si è guadagnato un posto in prima fila davanti alle telecamere, ma non per le ragioni che i tifosi belgi potevano aspettarsi. L’Eupen è retrocesso all’ultimo posto in classifica, con la seconda peggior difesa del campionato, e Slonina ha concluso l’anno con il secondo numero di parate, ma con una percentuale complessiva abbastanza bassa, la terzultima del campionato. Valutare la sua stagione al di là dei miglioramenti nei fondamentali della professione risulta difficile.
Anche il prestito successivo a quello ad Eupen si è rivelato una situazione tutt’altro che ideale per un giovane portiere. Non solo Slonina non si è guadagnato una promozione, un prestito in cui potesse essere testato ad un livello più alto, ma il prestito al Barnsley è arrivato tardissimo nella finestra di mercato, nel giorno stesso in cui i Colliers iniziavano la loro campagna di League One perdendo contro il Mansfield. Questo non gli ha impedito di prendersi subito il posto da titolare, ma quello non sarebbe stato l’unico degli ostacoli sulla sua strada.
Un infortunio al dito nel mese di novembre, il più grave fino ad ora nella sua breve carriera, lo ha tenuto ai box per due mesi e ha portato il Chelsea a terminare in anticipo il suo prestito, in attesa di sviluppi che potrebbero arrivare in questo mese o, qualora il recupero dall’infortunio richiedesse tempi lunghi, l’estate prossima.
Questo è, con ogni probabilità, il momento peggiore per provare a salire sul carro di Gabriel Slonina. Mai le sue azioni sono state in vendita a così basso prezzo. Perlomeno, le sue difficoltà recenti ci ricordano che la carriera di un atleta quasi mai è una crescita lineare, e bisogna resistere alla tentazione di rivalutarne in negativo il potenziale solo perché non ha continuato a battere i record di precocità. In fin dei conti, è sempre opportuno ricordare che, ancora oggi, quattro anni dopo il suo esordio, i portieri coetanei o più giovani di Slonina che giocano titolari in contesti anche solo di medio livello si possono contare sulle dita di uno, difficilmente due mani – e, curiosamente, uno di questi potrebbe essere il migliore amico di Slonina nel mondo del calcio, nonché suo coetaneo e successore nella porta dei Fire, Chris Brady.
In fin dei conti, non è che le caratteristiche che rendono speciale Slonina siano sparite così, all’improvviso, anzi. Ciò che lo ha reso speciale così precocemente sono alcuni tratti del suo gioco che non possono essere insegnati, e che pure sono fondamentali, o comunque propedeutici, allo sviluppo di un portiere di altissimo livello. Il primo è la sua apertura alare. Non abbiamo una misurazione ufficiale come può succedere nel basket, ma basta vederlo allargare le braccia in uscita per notare l’eternità dei suoi arti superiori, come riesca a coprire una parte considerevole della porta solo esistendo in quello spazio.
L’altro fattore d’interesse è che, un po’ come i portieri di hockey su ghiaccio – e non è da escludere che questa tendenza non derivi dall’aver praticato lo sport in gioventù – anche laddove i suoi fondamentali non arrivino, Slonina è in grado di fermare un pallone dall’entrare in porta anche arrangiandosi, se serve, con ogni mezzo a sua disposizione, per quanto particolare o sgraziato possa apparire.
Secondo la Bibbia dei portieri, il suo peccato capitale è che ancora troppo spesso respinge il pallone centralmente, anziché verso i lati, forse proprio una conseguenza di un utilizzo eccessivo del suo superpotere: parare a volte in maniera poco ortodossa può risultare in conseguenze poco ortodosse. Invece, è un talento molto scolarizzato è nell’utilizzo dei piedi. Mantiene un ottimo posizionamento tramite piccoli movimenti, il suo footwork gli permette di essere nella posizione di non dover fare un miracolo ad ogni tiro ma di poter effettuare interventi di routine anche su tiri insidiosi.
Il recente prestito al Barnsley ha mostrato i suoi sensibili miglioramenti nel fondamentale delle uscite, che ai tempi di Chicago sembravano soffrire anche a causa di un fisico all’epoca non del tutto strutturato. Slonina è deciso, puntuale, molto più aggressivo e sembra trovare più fiducia con ogni kilobyte di memoria che acquisisce sul campo, un miglioramento veramente fondamentale per il suo gioco perché con le dimensioni da piovra dei suoi arti può arrivare praticamente dovunque se prende bene il tempo, come un sensazionale rim protector da NBA.
Il suo gioco palla al piede ha ancora bisogno di notevoli miglioramenti e deve diventare sicuramente più raffinato per ambire ai livelli più alti dello sport, ma a sua discolpa, Slonina fino ad ora si è trovato a lavorare quasi sempre in contesti in cui queste capacità non vengono richieste né sviluppate: i Chicago Fire sono da quindici anni ormai la franchigia più disfunzionale della MLS, il KAS Eupen si trovava a tenere il pallone poche volte durante una partita, mentre il Barnsley, pure squadra con ambizioni, non ha ancora smaltito i postumi della vertigine verticale dello Skyball, con un terzo posto per i dati SofaScore nel numero di palle lunghe riuscite a partita e nella metà destra della classifica – sedicesimi – per quel che riguarda i passaggi completati.
Nei suoi anni a Chicago, spesso compagni e staff tecnico hanno sottolineato la fiducia che il resto della squadra aveva nelle prestazioni di Slonina, nonostante la giovane età, nonostante l’inesperienza. Un dato del genere è tanto un aiuto necessario per la crescita di un ragazzo così giovane, quanto qualcosa che non viene dato automaticamente, che ci si deve guadagnare sul campo e che dice delle qualità espresse dal classe 2004.
Certamente Slonina è ancora un portiere immaturo, che da quando è arrivato al Chelsea ha dovuto lavorare tanto sul raffinamento delle sue caratteristiche, ma anche nella sua versione acerba è il tipo di portiere con cui i difensori sperano di giocare, un portiere continuo, senza cali di concentrazione, abbastanza bravo in tutto, al di là del suo potenziale futuro, che per chi si trovi ad esserne compagno di squadra adesso potrebbe non essere una priorità.
La stagione 2024/2025 di Slonina ha sicuramente rappresentato un primo punto di stop nella sua carriera, la prima frattura nella linea temporale della sua crescita. Ma la cosa esaltante di un talento come quello dello statunitense è che ha ancora tutta la vita calcistica davanti, e quella frase per lui non è solo un trito luogo comune.
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