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NBA 8 spicchi
, 16 Gennaio 2025

8 Spicchi #7 - Le prime della classe e la crisi dei Suns


Analizziamo le prime della classe, le migliori squadre NBA del 2025 e il momento complicato dei Suns.

Benvenuti su 8 Spicchi, la rubrica che uscirà ogni settimana per raccontarvi le cose più importanti e interessanti successe in NBA, la lega cestistica più affascinante al mondo. La struttura è molto semplice: quattro avvenimenti degni di nota e relativo commento. Buona lettura e buona NBA a tutti!

OKC-Cavs: primo posto già scritto?

Oklahoma e Cleveland sono, per distacco, le migliori squadre della propria Conference. Ad ovest Shai Gilgeous-Alexander e compagni sono a 6.5 vittorie di distanza dalla seconda (gli Houston Rockets) e salvo imprevisti o ribaltoni incredibili per il secondo anno consecutivo otterranno il primo seed agli NBA Playoffs. Il canadese, inoltre, sembra il grande favorito a vincere l’MVP considerati i grandi numeri che sta inanellando sommati all’eccezionale record di squadra. SGA sta viaggiando a 31.4 punti a partita (36% da tre e 53% dal campo), oltre che a 6 assist, 2 rubate ed 1.1 stoppate.

Numeri incredibili che testimoniano alla perfezione la sua grande presenza ambo le metà del parquet. Lo scorso anno la run playoff degli Oklahoma City Thunder si era fermata alle semifinali di Conference perdendo in 6 gare contro i Dallas Mavericks di Luka Doncic e Kyrie Irving, ma mai come quest’anno il limite sembra essere solo il cielo e potrebbero tornare alle Finals tredici anni dopo l’ultima volta: quando a roster c’erano Kevin Durant, Russell Westbrook e James Harden. Nel 2012 i Thunder persero contro i Miami Heat del big three LeBron, Wade e Bosh: chi potranno essere gli antagonisti quest’anno?

Nella Eastern Conference non è un segreto che stiano andando fortissimi i Cleveland Cavaliers, a ben 6 vittorie di distanza dal secondo posto, occupato dai Boston Celtics, i campioni NBA in carica. L’arrivo sulla panchina di coach Kenny Atkinson ha completamente rivitalizzato una squadra che lo scorso anno sembrava persa e sull’orlo di perdere il suo miglior giocatore: Donovan Mitchell. La domanda è: i Cavs saranno pronti a battere i Celtics in un’ipotetica serie playoff? Ovviamente non si può rispondere oggi a questa domanda, ma un possibile matchup Cleveland-Oklahoma sembra davvero interessante.

Pochi giorni fa si sono incontrati e se non l’avete fatto vi consigliamo di andare a recuperare la gara perché è stata davvero divertente. È affascinante vedere anche come si incastrino facilmente le loro statistiche di squadra. Cleveland è seconda per offensive rating? Oklahoma è seconda per defensive rating. I Cavs sono la franchigia con la migliori percentuale di realizzazione dal campo in NBA? I Thunder sono la squadra che subiscono quella più bassa, e lo stesso vale per quella da tre punti. Le due squadre sembrano fatte per essere l’una la kryptonite dell’altra.

Anno nuovo, vita nuova

“A gennaio inizio a dimagrire, vado in palestra, leggo un libro al giorno e smetto di fumare“. Chi di noi non lo ha mai pensato? Probabilmente è quello che si sono detti anche Pistons, Pacers e Kings, che dopo i primi mesi giocati a ritmi bassi, in questo inizio di gennaio si sono risvegliati dal torpore e stanno iniziando a inanellare vittorie una dietro l’altra. Quelle citate sopra sono le tre squadre con i migliori record nei primi 15 giorni di questo 2025 e, se prima di queste ultime settimane se la sono presa con calma, ora iniziano a fare sul serio.

Dopo l'esonero di Mike Brown lo scorso 27 dicembre, i Sacramento Kings sotto la guida di Doug Christie sembrano essere rinati. 7 vittorie nelle prime 9 partite, tanta buona difesa ma soprattutto sono molto più efficaci in situazioni di transizione e segnano tanto in contropiede. Per descrivere il momento dei Pacers invece basta dare un solo dato: hanno battuto i Cleveland Cavaliers, la miglior squadra della NBA secondo i numeri.

Ma finora ad impressionare di più sono stati i Detroit Pistons, che dal 1° gennaio vantano un record di 7-1 (il migliore della lega) e che sembrano aver ritrovato nuovo spirito, nuova linfa vitale e finalmente un buon gruppo. Da qualche settimana hanno anche un nuovo modo di celebrare dopo ogni vittoria il giocatore che più si è distinto e che ha aiutuato di più la squadra a portare a casa la vittoria. L'MVP di serata riceve una cintura, tipo quelle della WWE, con il logo e i colori dei Pistons e può sfoggiarla agli allenamenti e durante i viaggi delle trasferte.

Tre squadre dunque che sembrano finalmente aver trovato un proprio equilibrio, e che sarà meglio tenere d’occhio in vista di una corsa ai playoff che si giocherà fino all’ultima partita.

Tim Hardaway Jr. mentre sfoggia la cintura guadagnata dopo la vittoria in casa contro i Toronto Raptors, gara in cui ha segnato 27 punti (foto via X)

I Phoenix Suns e il coraggio di fermarsi

Attualmente i Suns sono tornati ad est per un altro mini road trip ed hanno cominciato la loro serie di trasferte perdendo in casa degli Atlanta Hawks. La situazione, ovviamente, è tutt’altro che rosea: vi ricordate quella squadra che aveva cominciato benissimo la stagione ottenendo un record di 9-2? Benissimo, non c’è più. I Phoenix Suns devono avere il coraggio di staccare la spina e capire che continuare così non ha più senso.

Bisogna avere il coraggio di prendere scelte drastiche, cercare di riottenere le proprie pick e tornare ad essere padroni del proprio destino. Anche se questo potrebbe essere molto difficile considerato che Houston difficilmente darà a Phoenix quelle pick ad un prezzo basso. Forse non ha nemmeno senso investire tutto su Jimmy Butler e dare vita a un nuovo Big Three, anche se sembra questa la strada che il front office dei Suns ha intenzione di percorrere.

Tra le (poche) note liete c’è un ritorno al Devin Booker che conosciamo: nelle ultime quattro gare ha segnato di media 29.8 punti e distribuito 7.3 assist. Tornare ad avere un impatto offensivo importante del proprio numero 1 sarebbe fondamentale per cercare di sollevare una stagione che fino ad ora definirla tragica è riduttivo. Phoenix si trova undicesima nella Western Conference con un record di 19-20 e con pochissimi asset per migliorare il roster. I Suns sono ostaggio di scelte folli fatte sul trade market: i contratti di Bradley Beal e Jusuf Nurkic pesano come un macigno sul loro futuro.

Lakers: che fare?

Dopo giorni drammatici per la California e per le colline nei dintorni della città degli angeli, devastati dalle fiamme degli incendi, il basket è tornato a L.A. nella notte tra lunedì e martedì con la sfida tra gli ospitanti Lakers e i San Antonio Spurs reduci da tre sconfitte di fila. La partita è equilibrata e godibile fino all’inizio del quarto periodo, che si apre sul punteggio di 89 pari: dopodiché il disastro. Mentre gli Spurs continuano a giocare la loro pallacanestro spensierata, i gialloviola di disuniscono e si sciolgono come neve al sole, segnando la miseria di 13 punti negli ultimi 12 minuti, contro i 37 degli avversari. Risultato: 126-102 per gli Spurs.

Non bastano i 30 punti del solito Anthony Davis per vincere contro questi giovani ma arrembanti Spurs, e non basterà la trade di Finney-Smith a salvare la stagione dei Lakers, che forse in troppi avevano giudicato prematuramente dopo le prime 7 vittorie in altrettante gare. In più LeBron in attacco sarà ancora impeccabile, ma in difesa gli anni iniziano a farsi sentire e appare sempre più chiaro come ormai non riesca più a essere il giocatore che è stato su entrambe le metà campo, ma probabilmente dietro c’è una scelta ponderata insieme allo staff, che gli concede di “conservarsi” in fase difensiva per poter dare un maggiore contributo dal punto di vista realizzativo.


  • Milanese classe 2003. Cestista mancato, ma gli è rimasto l'amore per il basket e per lo sport in generale.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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