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Monza Fiorentina
, 13 Gennaio 2025

Monza-Fiorentina 2-1, Considerazioni Sparse


Il Monza sorride e torna a vincere dopo tre mesi, mandando in crisi d'identità una scialba Fiorentina.

Nella giornata dove tutte le squadre in corsa per le piazze europee pareggiano con prestazioni più o meno titubanti (dalla Lazio al Milan fino alla Juve e alla rimonta della Roma sul Bologna), la Fiorentina saliva in Brianza con la ghiotta possibilità di dare una sterzata alla classifica, per scuotersi da un ultimo mese difficile. Invece, come nella più classica delle cabale gigliate, il turno di campionato dove nessuno vince vede la Viola perdere. Il campo dell'ultima in classifica si rileva per la squadra di Palladino un terreno minato da insidie, in parte per merito di un Monza encomiabile, in parte per quella perdita di equilibri che sta attanagliando la squadra viola nell'ultimo periodo (un punto in cinque partite), aggravati a questo giro da un approccio alla gara fin troppo superficiale.

Bocchetti arriva a questa sfida con una squadra dalle ossa rotte, fisicamente e mentalmente: cinque gli indisponibili tra squalifiche e infortuni (perderà anche Birindelli nel riscaldamento e Pablo Marì all'intervallo); cinque come le sconfitte consecutive per 2-1 dei suoi uomini (sette con quelle novembrine contro Milan e Lazio), buona parte delle quali con il suo predecessore Nesta in panchina. Ce ne sarebbe abbastanza per abbattere anche un gigante, figuriamoci il Monza che non abbonda di risorse tecniche e nel quale serpeggia la sfiducia. Ma contro i viola i lombardi si scuotono via via di dosso le paure nel corso della partita, guadagnando progressivamente la consapevolezza che l'avversario può esser colpito e persino affondato. Il 2-1 finale, non senza fortuna, è meritato, e premia la squadra che ha dato più considerazione e importanza alla vittoria.

Palladino rimescola la sua squadra dopo la debacle contro il Napoli, rimettendo la difesa a quattro e riproponendo Gudmundsson dal primo minuto. Ma se i correttivi proposti contro gli uomini di Conte si erano rivelati fallaci, le criticità già mostrate nelle ultime uscite di quell'impianto che aveva fatto le fortune della Fiorentina tra ottobre e dicembre, sono riemerse fuori. La scelta di Richardson per sostituire l'indisponibile Cataldi non ha risolto il problema di come sostenere un Adli (opaco) in mezzo insieme a una trequarti pesante (e poco pensante), né quello di una certa lentezza nella costruzione del gioco quando l'avversario con concede spazi ampi da aggredire con transizioni furiose. La Fiorentina prenderà seriamente possesso del campo solo nella ripresa, ormai sotto 2-0, con un flusso della gara oramai troppo sbilanciato perché anche l'episodico rigore (generoso) realizzato da Beltran potesse in qualche maniera ribaltarlo.

Ma, al di là del punto tattico, colpisce in negativo l'atteggiamento passivo della Fiorentina, ben lontano da quel delicato ma affiatato sacrificio collettivo che ne aveva caratterizzato i successi. Ne è, anche suo malgrado, emblema proprio Albert Gudmundsson, sostituito precipitosamente all'intervallo per un ben più pimpante Beltran. La partita dell'islandese inizia e termina al quinto del primo tempo, quando spreca sugli sviluppi di una palla ferma una ghiotta occasione da dentro l'area. Da lì, nessun guizzo, nessuna invenzione, ma anche nessuna corsa ad aggredire il pallone, nessun ripiegamento, nessun supporto. Se l'ex Colpani di turno Colpani gli fa buona compagnia in quanto alla poca incisività, almeno lui dalla sua ha i tentativi di combattere per la palla. Gudmundsson neanche quello: un'indolenza che la Fiorentina non sembra in grado di potersi permettere.

Nella gara che forse sarà il canto del cigno della stagione del Monza, ma forse può esserne il punto di svolta, in tanti meriterebbero una menzione. Su tutti, ci sono gli autori dei gol Ciurria e Maldini (che prima da improvvisato vertice d'attacco, poi da giocatore tra le linee chiamato a guidare le ripartenze ha fatto impazzire i difensori viola); ma c'è anche la preziosa prova difensiva e offensiva di Pedro Pereira, decisivo nel creare le condizioni per il vantaggio e preciso nel rifinire il raddoppio brianzolo. Che abbiano fatto effetto su di loro le parole, tra il retorico e il disperato, di Bocchetti e Galliani pronunciate negli scorsi giorni? Se sì, chissà che il Monza non possa ripartire davvero da questa vittoria.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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