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NBA 8 spicchi
, 28 Novembre 2024

8 Spicchi #3 - Ci eravamo dimenticati di Houston


L'avvio di Clippers e Rockets, Franz Wagner primo violino e il ritorno di Porzingis: l'NBA di settimana in settimana.

Benvenuti su 8 Spicchi, la rubrica che uscirà ogni settimana per raccontarvi le cose più importanti e interessanti successe in NBA, la lega cestistica più affascinante al mondo. La struttura è molto semplice: quattro o cinque avvenimenti degni di nota e relativo commento. Buona lettura e buona NBA a tutti!

Giovani e spensierati

In una corsa all’Ovest così serrata molti si erano dimenticati degli Houston Rockets. E invece al momento i texani sono al terzo posto nella Western Conference con 14 vittorie nelle prime 20 gare giocate, sono 3-0 nel girone della NBA Cup e sono dunque già sicuri del proprio posto ai quarti di finale. Ma c’è di più: i Rockets sono anche la 4° squadra per net rating (+8.5) di tutta la lega. Buona parte del merito di questi risultati va riconosciuto a coach Ime Udoka, che in un universo parallelo in cui non è mai stato licenziato dai Celtics oggi è l’allenatore sulla bocca di tutti e se ne va in giro con un anello stracolmo di gemme preziose al dito.

Nonostante l'anno scorso non siano riusciti ad agganciare la post-season, in una sola stagione di lavoro con Udoka i Rockets sono passati da uno dei peggiori record della lega - 22 sconfitte e ultimo posto a Ovest a braccetto con gli Spurs - a un record di 41 vittorie e un bilancio complessivo tra W e L esattamente del 50%, grazie soprattutto a un marzo strepitoso da 13 vittorie e 2 sole sconfitte. Un salto di 19 vittorie da una stagione con l’altra, meglio di chiunque in NBA. Quegli stessi numeri l’anno scorso nella Eastern Conference gli sarebbero valsi il nono posto davanti ai Bulls (39-43) e la conseguente qualificazione ai play-in.

Il frontman di questa squadra è certamente Alperen Sengun: costanza e affidabilità sono le due parole chiavi del gioco di quello che è già stato rinominato da tutti il baby-Jokic turco. Ma attorno a lui c’è un nucleo giovanissimo, con tanti giocatori a roster che non hanno ancora compiuto 24 anni. Tanti giovani affamati di minuti creano una competitività positiva: se vuoi entrare in campo, devi dimostrare di meritarlo. Inoltre Houston quest'anno ha a roster ben 5 giocatori selezionati entro le prime 5 scelte del draft: Jalen Green alla #2, Jabari Smith e Reed Sheppard alla #3, Amen Thompson alla #4 e Jeff Green alla #5, l'unico dei quattro che non è stato scelto da Houston, bensì dai Seattle SuperSonics nel lontano Draft del 2007. Tanto talento in procinto di esplodere: il momento dei Rockets potrebbe essere già adesso.

Porzingis: il gran ritorno

Torniamo velocemente a giugno. I Boston Celtics si stanno apprestando ad iniziare le NBA Finals contro i Dallas Mavericks e contemporaneamente farà il suo ritorno sul parquet anche Kristaps Porzingis, assente da Gara4 contro i Miami Heat al primo turno playoff a causa di uno stiramento al polpaccio sinistro. Il lettone è stato il grande assente della run playoff dei Celtics ed in Gara1 delle Finals mostra quanto è mancato siglando 20 punti in soli 21 minuti di gioco con un 2/4 dall’arco, 8/13 dal campo ed anche 3 stoppate. La sua gara è incredibile ed anche in Gara2 nei pochi minuti in cui è in campo fa la differenza, ma in questa partita rimedia una rottura del retinacolo mediale che ha causato la lussazione del tendine tibiale. Gli stessi Celtics hanno definito raro quest’infortunio, ma Porzingis ha voluto stringere i denti e giocare comunque in Gara5 nonostante il rischio di aggravare il problema fisico. L’ha fatto perché voleva fare di tutto per portare il titolo a Boston. Ci è riuscito.

Ha giocato sopportando il dolore, già questo l’ha consacrato nell’Olimpo dei giocatori di cui i tifosi Celtics sono innamorati. Porzingis in estate si è operato e sarebbe dovuto rientrare nel nuovo anno, ma i tanti miglioramenti durante la riabilitazione hanno accelerato il processo di recupero, ed ecco che l’Unicorno di Liepāja ha fatto il suo ritorno al TD Garden nella gara di pochi giorni fa contro i Los Angeles Clippers. In soli 23 minuti ha messo a referto 16 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata e 2 stoppate. La presenza sul parquet di Porzingis non permette solamente ai Celtics di avere un milione di soluzioni offensive in più, ma anche un grandissimo upgrade in difesa. Nei suoi primi anni in NBA Kristaps aveva fatto aleggiare molti dubbi riguardo le sue capacità difensive, ma via via sono andati a disperdersi sempre di più. Porzingis è molto bravo a protezione del ferro ed è una presenza fondamentale nel pitturato per i Celtics, i quali hanno potuto dare il bentornato al loro Unicorno.

Clippers: che avvio!

Nonostante l’infortunio di Kawhi Leonard (che non ha ancora una possibile data di rientro) i Los Angeles Clippers stanno volando e stanno largamente sorprendendo nella Western Conference. L’addio di Paul George in estate, insieme ai molti dubbi sulla tenuta fisica di Kawhi oltre che un discorso anagrafico per quanto riguarda James Harden, avevano reso scettici gli addetti ai lavori. I Clippers erano dati addirittura fuori dal play-in in molti power ranking, eppure il loro sesto seed con un record di 11-8 non sta dando ragione agli opinionisti oltreoceano. Negli ultimi otto giorni i Clippers hanno vinto cinque partite consecutive superando in fila Jazz, Warriors, Magic, Kings ed anche Philadelphia in trasferta prima di capitolare in back to back contro i Boston Celtics al TD Garden. Motivi di questo ottimo span di partite sono sicuramente l’apporto di James Harden che sta giocando da grande facilitatore per mettere in ritmo i compagni e farli rendere nel miglior modo possibile.

Bisogna spendere due parole sulla grande stagione che stanno avendo sia Ivica Zubac che Derrick Jones Jr. Il centro croato sta viaggiando a medie di 15.6 punti a partita, 12.4 rimbalzi (quarto in tutta la lega) ed 1.1 stoppate, dimostrandosi fondamentale per i Clippers sia nella metà offensiva del parquet che in quella difensiva. Derrick Jones sta dando seguito alla sua buonissima esperienza con i Dallas Mavericks performando molto bene anche a Los Angeles. Segna di media 10.7 a partita, ma a sorprendere sono le sue percentuali: 43% dall’arco e 50% dal campo. I Clippers proseguiranno in queste grandi prestazioni? Dipenderà tanto da due fattori: il rientro di Leonard ed anche quello di Norman Powell che è ai box per un problema ai flessori ed offensivamente è troppo importante per Tyronn Lue.

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Sulla giostra di Franz Wagner

I Magic non sono più una sorpresa, eppure continuano a sorprendere. 9 vittorie nelle ultime 10 e 9-0 in casa finora in stagione. Tuttavia Paolo Banchero, quello che dovrebbe essere il loro leader tecnico, ha giocato soltanto cinque partite prima di fermarsi a causa di uno strappo muscolare che lo terrà lontano dal parquet fino all’incirca a Natale. In assenza di Banchero c’è chi non ha perso tempo e ha approfittato dell’occasione per prendersi la scena. La squadra ha individuato in Franz Wagner il loro nuovo cane-pastore e il tedesco sta ripagando tutta la fiducia. La sua prestazione contro il Lakers ad esempio è stata semplicemente favolosa: 37 punti, 11 assist e 6 rimbalzi con 13/26 dal campo. Ma soprattutto a un soffio dallo scadere dei regolamentari ha lasciato andare via questa cosina qui.

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Era il settembre del 2023 quando la Germania sfidava e batteva Team USA in semifinale ai Mondiali delle Filippine grazie alle triple di Andreas Obst, che di recente ha fatto registrare il nuovo record ogni epoca di 11 tiri da tre punti realizzati in una singola partita di Eurolega, e ai canestri decisivi di Franz Wagner.
Quella stessa Germania avrebbe poi sconfitto la Serbia in finale e si sarebbe laureata campione del Mondo, con buona pace degli americani, ancora una volta grazie alle giocate importanti di Wagner nei momenti che contavano di più. Oltre al premio di MVP di quella magica serata, quel giorno il giovincello con il 9 sulla schiena si è portato a casa quella consapevolezza nei propri mezzi che gli serviva e non l’ha più lasciata andare.

Welcome back Hali!

Le Eastern Conference Finals dello scorso anno, maturate poi in uno 4-0 in realtà molto combattuto subìto dai Boston Celtics, potevano essere sembrate una rampa di lancio per gli Indiana Pacers, che in offseason hanno provveduto a confermare in blocco il roster dello scorso anno rifirmando Pascal Siakam ed estendendo Andrew Nembhard. La stagione dei Pacers, però, non è iniziata nel migliore dei modi e l’ottavo posto nella Eastern Conference con un seed negativo che recita 8-10 ne è la dimostrazione. Tra le motivazioni c’è senza dubbio il downgrade statistico che sta colpendo Tyrese Haliburton, colui che dovrebbe essere la stella della squadra assieme a Siakam.

L’ex Kings sta segnando solamente 16.8 punti a partita (poco più di 20 invece lo scorso anno) e distribuisce 8.8 assist (a fronte degli 11 della passata stagione). Un crollo che si riflette anche nelle percentuali: nella scorsa stagione segnava con il 60% da due, con il 36% dall’arco e con il 48% dal campo. In questa stagione, invece, viaggia con il 48% da dentro l’area, il 33% da tre e solamente con il 39% dal campo: un abisso. Nell’ultima partita disputata, però, Haliburton ha fatto intravedere spazi di quella grandissima point guard che abbiamo ammirato lo scorso anno ed anche a Sacramento. Contro i Pelicans Haliburton ha segnato 34 punti (50% dall’arco e 52% dal campo), ha smerciato 13 assist ed ha anche effettuato tre steals. Un nuovo inizio? Beh, tutta la Pacers Nation lo spera.

  • Milanese classe 2003. Cestista mancato, ma gli è rimasto l'amore per il basket e per lo sport in generale.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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