
Luke Littler, la bomba atomica
L'impatto del diciassettenne Luke Littler nel primo anno nel mondo delle freccette, inedito se non inaudito.
Homer Simpson pensava che si potesse arrivare al dominio del mondo partendo dalla posizione di vigilante delle strade di Springfield, Luke Littler cerca di farlo partendo dalla posizione di giocatore di freccette. Luke chi? La crisi di astinenza da tutti gli altri eventi sportivi, tipica delle vacanze natalizie, aveva fatto scoprire la World Darts Championship 2024 a tanta gente. Perfino la stampa italiana si era occupata di questo adolescente che irrompeva sulla scena come una bomba atomica, fedele al suo soprannome “The Nuke”. Smaltita la sbornia natalizia le darts erano tornate nella loro nicchia, distanti perfino dal palcoscenico olimpico. Eppure continuavano a esistere e con lei la storia sportiva di Luke Littler. È passato quasi un anno da allora, tra un mese si tornerà ad Ally Pally ed è probabile che qualcuno si ricordi di questo strano mondo. Cos’è successo nel mezzo? Tantissime cose.
Torniamo a gennaio 2024. Allora si parlava della Premier League e del fatto se Luke Littler fosse in grado di reggere quel tipo di competizione e contemporaneamente giocare il circuito fatto di tornei floor e televisivi in Europa. Più la World Series in giro per il mondo, dove tra l’altro era richiestissimo. Qui serve una spiegazione tecnica: nelle freccette esiste un ranking sullo stile del golf, e quindi impostato sui ricavi nei tornei su un lasso di tempo di due anni. Più sei in alto nel ranking e più hai possibilità di gareggiare nei principali tornei.
Littler, pur essendo arrivato secondo al mondiale, aveva sostanzialmente solo quei soldi nel proprio ranking (£200,000) e quindi questa stagione, la sua prima effettiva nel Pro Tour, gli serviva per risalire la classifica e arrivare al prossimo mondiale con una posizione importante. La Premier League, che dà grande visibilità e grandi ricavi, si gioca nel pieno del Tour (tra una tappa e l’altra) e non contribuisce al ranking. Infine c’è l’abitudine a giocare così tanto e con poche pause, tutta da creare per i giocatori giovani che entrano nel circuito Pro. Bene, Luke Littler questo contraccolpo l’ha solo sfiorato.
Adesso facciamo solo l’elenco di com’è andata la sua stagione. Premier League? Vinta, arricchita con un nine-darter nella finale contro Luke Humphries. World Series of Darts? Due tappe su sette vinte, miglior ranking del torneo, e Finals vinte. Player Championship? Tre tappe vinte, nessuno come lui in stagione. European Tour? Due tappe vinte. Sommando i ricavi dei tra le ultime due, cioè la base del ranking PDC, solo Dave Chisnall ha fatto meglio e solo per £2,000. Sommando tutto questo ha vinto in questa stagione dieci tornei nel circuito PDC: nella storia delle Darts solo tre giocatori (Phil Taylor, Peter Wright e Michael Van Gerwen) erano andati in doppia cifra in una singola stagione. Nessuno di loro l’ha fatto all’esordio del circuito, alla sua età. Normalmente servono anni di Development Tour, il circuito delle promesse, prima di affermarsi nel circuito Pro quindi a 17 anni se si ha talento si fa un certo percorso. Luke Littler ha bruciato le tappe come solo Michael Van Gerwen negli ultimi trent’anni. Pensate che i suoi numeri siano finiti qua? Macché. Prima serve un passo di lato.
Se i numeri sono stati questi perché il contraccolpo è stato sfiorato? Fino a pochi giorni fa c’era una “macchia” sulla sua stagione: l’eliminazione al primo turno dei vari Major stagionali, cioè Matchplay, Grand Prix ed European Championship. Soprattutto l’ultima è sembrata pesante, contro un non irresistibile Andrew Gilding. Molto si è scritto di queste sconfitte precoci, semplicemente uno scotto dettato dall’inesperienza che da qualche parte doveva pur emergere. Per fortuna a oggi non abbiamo prove che Luke Littler sia una specie di Deep Blue delle Darts, cioè una macchina creata da IBM per sconfiggere l’umanità. Tutto questo si è diradato due weekend fa dove la luce di Littler si è manifestata in una maniera abbacinante.
Grand Slam of Darts, Wolverhampton. Penultimo Major della stagione. Dire che l’ha stravinto non rende l’idea. Funziona tipo mondiale di calcio: gironcino iniziale all’italiana e poi sfide a eliminazione diretta. Inizio tranquillo: tre vittorie su tre a 107 di media, c’è gente che ha vinto il girone scavallando a 95-97. Il quarto di finale contro Jermaine Wattimena, uno dei migliori giocatori del circuito quest’anno, è finito 16-2, scarto record nella storia del Grand Slam. La semifinale contro Gary Anderson si è decisa al decider ma è stato un match epico tra un giovane campione e un veterano, ne farà 54 a dicembre, giocato a livelli altissimi.
Finale contro Martin Lukeman, buon giocatore che ha approfittato di un lato decisamente agevole del tabellone per giungere alla prima finale Major della carriera. Qui sotto vedrete il percorso fatto fino a quel momento, sottolineo la media e il numero di 180 fino a quel momento. I primi due leg li vince Lukeman, i successivi quindici sono stati vinti da Luke Littler. Quando Lukeman, un attimo prima della sconfitta, è riuscito a interrompere questo filotto ha esultato come se avesse vinto il torneo. Solo per i finali: 16-3 a 107 di media e 12 "180" messi a segno, Lukeman solo uno. Il totale nel torneo fa 60, il 42% del totale di quest’edizione. Mai nessuno prima di lui.

L'ultimo major della stagione, il Player Championship concluso domenica sera, ha visto un altro dominio incredibile che solo Humphries, ancora e solo lui, è riuscito a spezzare vincendo la finale. Manca un mese alla prossima World Darts e la domanda è d’obbligo: chi vincerà? La scaramanzia potrebbe chiedere il suo tributo, dato che gli ultimi due vincitori del Grand Slam poi hanno esultato sotto gli archi di Ally Pally. L’attuale quarto posto nel ranking aiuterà Littler ad avere un buon tabellone nei primi turni, e offrirà al pubblico una possibile semifinale-resa dei conti contro Luke Humphries.
Una cosa è certa: anche se non vincesse siamo già nell'era Littler e la sua immagine ha già rotto il muro della Contea delle Darts, aprendo scenari impensabili fino a un anno fa. Due esempi per concludere e dare l’idea: il primo è una copertina di Forbes, nel numero che racconta “30 Under 30 Europe Sports & Games”, una classifica che comprende trenta persone europee più influenti nel mondo dello sport e del gaming dell’anno (presenti anche nomi più noti come Yaroslava Mahuchikh, Aryna Sabalenka, Vinicius Jr. e Jannik Sinner); la seconda è il video con cui l’Inghilterra ha presentato i 26 convocati all’ultimo Europeo di calcio maschile.
L’annuncio di Kobbie Mainoo viene dato mentre Littler lancia tre frecce. Punteggio? 180, ovviamente. In fondo quest’anno ne ha fatti oltre 750. Anche questo è un record storico.
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