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Inter Lipsia
, , 26 Novembre 2024

Inter-RB Lipsia 1-0, Considerazioni Sparse


Tre punti, rete inviolata e primato in classifica: l'Inter vive una di quelle serate europee da ricordare.

Basta fare un gol. Parafrasando il famoso slogan della Bell Company riusciamo ad avere un immagine abbastanza accurata del periodo europeo dell'Inter, che batte il Lipsia per 1-0 e conquista la quarta vittoria consecutiva in Champions, ottenendo il terzo identico risultato di fila e, soprattutto, la vetta della superclassifica almeno per una sera. La squadra di Inzaghi gioca bene e riesce a mantenere bene le distanze tra i reparti e il controllo del ritmo della gara, imponendo il proprio gioco ad un avversario di livello e pericoloso come la squadra di Rose ma mostra anche qualche limite e imperfezione, alcuni fisiologici e altri su cui c'è invece tanto da lavorare.


L'Inter approccia la gara nel miglior modo possibile e con la giusta intensità. Fin dai primissimi minuti, il leitmotiv della partita nerazzurra è dato da una combinazione altamente qualitativa di riaggregazione efficiente e possesso palla preciso, soprattutto nello stretto. In questo modo Lautaro e compagno riescono a costruire tanto e a subire poco, se non fosse per le fiammate di un Openda difficilmente contenibile e che sarà la causa dei sogni pesanti di Pavard questa notte. L'autogol di Lukeba, che si rivelerà infine decisivo, è il giusto premio per un primo tempo giocato ad alti livelli e in cui riesce ad imporsi soprattutto il centrocampo nerazzurro guidato da uno Zielinski sugli scudi, nella duplice veste di accorto equilibratore e prima valvola di sfogo per l'impostazione dal basso.


I padroni di casa riescono a mantenere alta la tensione anche nella prima parte della ripresa: l'Inter è brava a gestire il palleggio e a muovere il centrocampo tedesco creando spazi importanti per la spinta di Dumfries e degli esterni mancini. Quando però Rose decide di sfoderare tutto l'arsenale offensivo a sua disposizione schierando, tra gli altri, Benjamin Sesko, l'Inter è costretta ad abbassare il baricentro e a dover affrontare un calo fisico inevitabile. Gli ultimi venti minuti vedono l'Inter soffrire senza riuscire più ad alzare il pressing in modo organizzato e a recuperare il controllo del possesso e dei ritmi, anche per merito dei tedeschi. Per fortuna dei tifosi nerazzurri, ma soprattutto per bravura della difesa interista, gli uomini di Inzaghi riescono a replicare quella diga a tenuta stagna che aveva permesso all'Inter di battere l'Arsenal: il dominio del Lipsia non si traduce quasi mai in occasioni da gol concrete o potenziali e anche l'impeto degli ospiti va a scemare e a diventare sterile col passare dei minuti fino a scemare quasi completamente.

Per l'Inter, dunque, arriva un'altra vittoria che sugella un percorso europeo fin qui sostanzialmente perfetto e che vede la squadra di Inzaghi rimanere l'unica imbattuta di tutta la competizione. Ma per l'Inter c'è ancora spazio per migliorare e crescere in modo sensibile, a partire dall'eterno cruccio e limite di una squadra che gioca bene ma che non riesce a concretizzare l'enorme mole di occasioni avute e che, se concretizzate, avrebbero evitato all'Inter e ai suoi tifosi un finale di sofferenza e apprensione. Fino a quando l'Inter potrà permettersi di continuare a sprecare così tante occasioni impunemente sul palcoscenico europeo? Difficile a dirsi: fino a questo momento la solidità di una difesa che riesce sempre a compattarsi ed esaltarsi sulle note dell'inno della Champions è stata una garanzia non da poco, ma il prossimo banco di prova, la trasferta in casa dei Campioni di Germania del Bayer Leverkusen, sarà la prova del nove per una squadra a tratti troppo poco concreta.

Più in generale, benché in crescita dopo un avvio difficile, l'Inter si dimostra ancora non pienamente in grado di trovare il proprio equilibrio e mantenerlo con costanza per tutti i novanta minuti. I nerazzurri alternano fasi di grande intensità e dominio dello spazio a momenti in cui invece il rinculo e l'abbassamento del baricentro è talmente netto da essere la causa e non la conseguenza delle riprese offensive degli avversari. Ciò che manca in questo momento all'Inter è soprattutto la capacità di addormentare la partita, una strategia per non concedere palla e campo agli avversari per paura di scoprirsi e di non riuscire a mantenere l'equilibrio tra i reparti. La scarsa concretezza sotto porta e questa tendenza a subire (incassando bene, ma pur sempre subendo) certe fasi della partita rendono questo filotto di vittorie di horto muso meno solide e soddisfacenti di quanto possa apparire. Ma fino a al 10 dicembre c'è spazio per crescere e migliorare ancora, godendosi nel frattempo un primato più che meritato.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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