
God Save the Premier #9 - K.O. tecnico
Un'altra sconfitta del City, l'esordio di Amorim, il momento no del Villa, la rivincita Wolves e altro dalla Premier.
Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di calcio e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: Un altro k.o. del Manchester City, due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: L'esordio di Amorim, Bisogna preoccuparsi per il momento negativo dell’Aston Villa? e La rivincita del Wolverhampton).
Spiegazione terminata, cominciamo!
Un altro k.o. del Manchester City
Prima del match di sabato contro il Tottenham, si è rivisto sul prato dell’Etihad Rodri. Non indossava ovviamente maglietta e pantaloncini, per quello dobbiamo aspettare l’anno prossimo: portava invece in trionfo – a modo suo – il pallone d’oro conquistato qualche settimana fa, frutto di un anno, il 2024, da fuoriclasse assoluto, da dominatore degli intangibles, tanto per la Spagna quanto per il suo City.
Sabato, è stata anche la prima partita di Guardiola dopo il rinnovo biennale firmato qualche giorno fa, dopo mesi di tira e molla con sé stesso più che con la società. Sempre sabato, tuttavia, è andato in scena a Manchester uno spettacolo che nessuno si poteva immaginare: una sconfitta del Manchester City di Pep Guardiola per 0-4 contro il Tottenham di Postecoglu, non tanto per l’esito finale, visto che il City ha perso le ultime cinque partite tra tutte le competizioni, tanto per il modo con cui questa è arrivata.
Non ho mai creduto e mai crederò alla motivazione per la quale il pessimo momento del City è frutto unicamente dell’assenza di Rodri: sarebbe una motivazione troppo semplicistica, data presumibilmente da coloro che non osservano con occhio critico le partite della squadra di Guardiola. In che modo, per esempio, l’assenza di Rodri inficerebbe sulla scarsa media realizzativa recente di Haaland? Oppure perché, dietro il norvegese, il secondo e il terzo miglior marcatore sono Gvardiol e Stones, mentre De Bruyne, Doku, Foden, Silva, Savinho, Grealish e Gündogan sommati hanno messo assieme solo due gol?
O ancora, come mai i Cityzens hanno quasi raddoppiato i tiri subiti da transizione negativa in questa stagione? Non è solo la mancanza di Rodri che porta a tutto questo, ci sono problemi più profondi, che il solo ritorno dello spagnolo non basterebbe a risolvere. Potremmo parlare del fatto che Guardiola contro gli Spurs ha giocato con Walker e Gvardiol come ali, mentre Foden e Savinho fungevano da numeri 10. O di come Gvardiol si sia costantemente trovato in inferiorità numerica sulla fascia sinistra, dovendo affrontare le discese di Porro e Kulusevski, visto che in fase di non possesso Savinho si alzava al fianco di Haaland.
I'm hungry. Let's eat. 🍴
— Tottenham Hotspur (@SpursOfficial) November 24, 2024
Every angle of Maddison magic at the Dekihad 🤩 pic.twitter.com/Jjq5EgPpWJ
O ancora di come il City non sia stato in grado di assorbire la posizione di Maddison, che si abbassava sul centro sinistra per impostare, costringendo Lewis, Gündogan e Silva, e poi a cascata tutto il Manchester, a sbilanciarsi sul proprio lato destro, trovandosi poi a rincorrere uomini e spazi lasciati liberi sulla fascia sinistra. O, infine, di come Walker si sia ritrovato a giocare da ala destra, venendo costretto a creare vantaggio nell’uno contro uno (non la sua specialità) e al contempo stando attento a non finire l’azione troppo in alto nel campo, dato che Lewis si trovava in una posizione più centrale non potendo quindi dare copertura sul laterale sinistro avanzato del Tottenham.
Altri problemi simili ma non identici, si possono individuare nelle precedenti quattro sconfitte. Quindi è colpa di Guardiola che non sa più allenare? Oppure i giocatori non sono funzionali al suo gioco? Anzi, sì, è tutta colpa degli infortuni. La verità è molto più complessa di così. Quanto complessa? Beh, se il miglior allenatore del mondo non riesce a sistemarla, allora è tanto, tanto complessa. Per il semplice fatto che la causa sia formata da un po’ tutte queste cose (tranne il fatto che Guardiola non sappia allenare) messe insieme, non solo una di queste, e altre che probabilmente anche altre che sfuggono agli spettatori abituali, figuriamoci a quelli occasionali.
La corsa al titolo non è già chiusa, anche perché domenica prossima si gioca Liverpool-Manchester City, di conseguenza con una vittoria il City potrebbe riportarsi a -5 dalla vetta. È solo un periodo, il Manchester City si assesterà, in un modo o nell’altro, come ha sempre fatto. Detto questo, le cinque sconfitte consecutive stanno portando Guardiola e il Manchester City a sanguinare in modo preoccupante: devono al più presto fermare l’emorragia, altrimenti, beh, rischieranno di non sopravvivere.
La prima di Amorim
Qualsiasi tifoso dello United che si aspettasse una soluzione rapida ai problemi che hanno afflitto i Red Devils sotto la guida di ten Hag, confinandoli nella metà bassa Premier League, sarà rimasto e rimarrà deluso. Secondo Amorim, lo United dovrà "soffrire" mentre implementa le sue nuove idee.
"So che è frustrante per i tifosi, ma stiamo cambiando tanto in un momento in cui ci sono molte partite", ha detto. "Soffriremo per un lungo periodo. Cercheremo di vincere le partite, ma ci vorrà del tempo. Dobbiamo rischiare un po' [ora] e nel prossimo anno staremo meglio [altrimenti] l'anno prossimo saremo nella stessa fase a gestire gli stessi problemi". A Portman Road, contro l’Ipswich Town, nonostante il gol di Rashford dopo soli 81 secondi, lo United si è presto stabilizzato in uno schema familiare, di contenimento, di difesa.
Amorim Ball rashford pic.twitter.com/vHpguS4xtK
— Shelif De' Villager 🇺🇬🇺🇬🇺🇬 (@ShelifV) November 24, 2024
I Red Devils hanno creato occasioni che non hanno sfruttato, ma non si sono davvero imposti nel gioco e si sono trovati esposti troppo facilmente quando l'Ipswich ha contrattaccato. Alla fine, gli xG dello United sono stati 0,90, il terzo dato più basso della stagione, mentre quelli dell’Ipswich sono stati di 1,75, il più alto della loro stagione.
Domenica, tuttavia, si sono visti due dei nuovi principi del gioco di Amorim: la difesa a tre e i laterali a tutta fascia. Il 3-4-2-1 molto fluido con cui l’ex allenatore dello Sporting Lisbona si è presentato, prevedeva Mazraoui, de Ligt e Evans davanti a Onana. In fase di impostazione si formava più che altro un rombo, con de Ligt che alzava la sua posizione e Onana che faceva uscire il pallone sugli altri due centrali, nel caso in cui l’ex Bayern Monaco fosse marcato. Questo permetteva anche ad Eriksen di sganciarsi e andare ad aiutare Fernandes e Garnacho nel reparto offensivo. Proprio il portoghese e l’argentino, nonostante non fossero nelle loro posizioni abituali, hanno avuto spesso la possibilità di ricevere palla fronteggiando la porta, andando a costruire poi direttamente su Rashford o sulle due ali, Diallo e Dalot.
A mio avviso, uno dei punti deboli di questo sistema (visti gli interpreti a disposizione) sarà il centrocampo: ai due centrali, a Ipswich Eriksen e Casemiro, Amorim chiede molta copertura del campo. Né l’olandese né il brasiliano, però, in questa fase della loro carriera, sono il tipo di giocatore ideale per questo compito. Ugarte potrebbe ricoprire una delle due caselle, anche se pure lui sarebbe un po’ snaturato, perché al Paris Saint Germain non gli erano richiesto un raggio di manovra così ampio. L’altra, presumibilmente, dovrebbe arrivare dal mercato, al netto delle valutazioni del tecnico portoghese su Mainoo, il quale tuttavia, a mio avviso, ha caratteristiche maggiormente offensive per giocare “davanti alla difesa”.
Sarà interessante capire inoltre come Amorim integrerà Hojlund e Zirkzee, entrambi subentrati a metà ripresa contro l’Ipswich, all’interno di questo sistema. Il tutto, ovviamente, da fare in tempo zero, perché fino al 30 dicembre lo United giocherà ogni tre giorni tra campionato e coppe. Anzi, se vince in casa del Tottenham nei quarti di finale di Carabao Cup il mese prossimo, il periodo di partite infrasettimanali consecutive si estenderà fino a febbraio.
Bisogna preoccuparsi per il momento negativo dell’Aston Villa?
Dopo il pareggio contro il Crystal Palace, L'Aston Villa è arrivato alla sesta partita di fila – 2 vittorie e 4 pareggi - senza vittoria tra tutte le competizioni. Contro le Eagles sabato la squadra di Unai Emery ha fatto ancora una volta la partita, ma si è ritrovata due volte in situazione di svantaggio, prima a causa del gol di Mateta e poi per quello di Devenny, recuperando con i gol di Watkins e Barkley (nel mezzo è arrivato anche l’errore su calcio di rigore di Tielemans). Alcuni numeri, tuttavia, mostrano una squadra meno impermeabile di quanto si potesse presagire ad inizio anno, che subisce troppo e male.
I Villans hanno subito 19 gol finora in campionato, con Martinez che ha all’attivo una sola porta inviolata nelle prime 12 partite. Nonostante subiscano 1.08npxG (gol attesi subiti tolti i calci di rigore), quarto miglior dato della stagione, gli avversari stanno segnando più di quanto i 1.45 npxG prevederebbero, secondo dato peggiore. Questo sarebbe un bene sul lungo periodo, nel senso che gli avversari stanno over-performando, segnando più di quanto ci si aspetterebbe. Scavando più in profondità, però, si notano delle tendenze abbastanza preoccupanti. Per esempio, che L’Aston Villa ha 0.27 gol subiti in transizione difensiva per 90’, secondo peggior dato della Premier dopo il Brighton, e il gol di Devenny di sabato ne è dimostrazione.
A moment to remember for Justin Devenny 🫶#CPFC // #AVLCRY pic.twitter.com/zTcAxIKbGZ
— Crystal Palace F.C. (@CPFC) November 23, 2024
Oppure, che l’arrivo di Onana e l’abbassamento di posizione di Tielemans - per sopperire all’addio di Douglaz Luiz - non sta restituendo la stessa solidità difensiva. Guardando l’insieme, comunque, dovrebbe essere una sbandata temporanea per Emery, così come per Guardiola e il suo Manchester City, ma l’Aston Villa non vince da 6 partite tra tutte le competizioni, e alla fine i punti persi peseranno, specialmente in una classifica che rimarrà densa ancora a lungo.
La rivincita del Wolverhampton
Gary O'Neil, allenatore del Wolverhampton, ha visto la sua squadra registrare due vittorie consecutive in Premier League per la prima volta da febbraio e ha esteso la serie di imbattibilità dei suoi a quattro partite, trovandosi adesso fuori dalla zona retrocessione. La sua panchina sembrava traballante anche solo un paio di settimane fa, visti gli scarsi risultati ottenuti fin qui, ma la buona striscia di imbattibilità sta riportando entusiasmo dalle parti del Molineux.
Nota a margine, il cattivo inizio di stagione “potrebbe essere stato causato” da un calendario non proprio abbordabilissimo: in ordine, Arsenal, Chelsea, Nottingham Forest, Newcastle, Aston Villa, Liverpool, Brentford e Manchester City nelle prime otto giornate.
Terminata la nota, il giocatore più in forma dei Wolves è sicuramente Matheus Cunha, giocatore dal talento fuori discussione, che quest’anno sta confermando quanto di buono aveva mostrato all’Atletico Madrid un paio di anni fa. Sono già 7 i gol segnati in questo campionato, dietro solo a Haaland, Salah, Mbeumo e Wood e, se contiamo le ultime 29 partite di Premier, tra l’anno scorso e quest’anno, il brasiliano ha preso parte a 26 realizzazioni, con 17 reti e 9 assistenze.
Matheus Cunha is him.
— Wolves (@Wolves) November 23, 2024
🇧🇷🎯 pic.twitter.com/RYAWQbwFzx
Il Wolverhampton è, tra le squadre di bassa classifica, quella che ha più qualità da mettere sul piatto, e questa qualità l’abbiamo vista in tutte le partite disputate, anche nella pesante sconfitta per 6-2 contro il Chelsea, e i risultati stanno iniziando a dimostrarlo. Anche perché ora le squadre più forti sono tutte già state affrontate ed è arrivato il momento di mettere un po’ di punti a referto, per i giorni di magra, tipo quelli che arriveranno da fine dicembre a metà febbraio, quando i Wolves affronteranno in ordine Manchester United, Tottenham, Nottingham Forest, Newcastle, Chelsea, Arsenal, Aston Villa e Liverpool. Ma chi cavolo ha fatto sti calendari?!
Long Story Short
- Bentancur è stato squalificato per 7 giornate per i commenti giudicati razzisti nei confronti di Son.
- Pep Guardiola ha prolungato il contratto con il Manchester City per due anni
- Vi ricordate quella questione sugli accordi commerciali con le parti associate del Manchester City che la Premier League aveva messo sotto la lente d'ingrandimento? Bene, ora la Premier ha aggiornato le proprie regole.
- Con l'errore contro il Crystal Palace, Tielemans ha sbagliato 4 degli ultimi 6 calci di rigore.
- L'academy del Southampton sta producendo un altro piccolo enorme talento: Tyler Dibling, classe 2006.
- Il Leicester,16esimo con 10 punti conquistati in 12 partite, ha licenziato Steve Cooper.
- Il 2007 Nwaneri dell'Arsenal ha segnato il suo primo gol in campionato, diventando il nono giocatore più giovane nella storia della Premier ha realizzare una rete.
- A domanda diretta, Salah ha detto che non ha ricevuto ancora un offerta di rinnovo dal Liverpool e che quindi si considera più lontano che vicino al Liverpool per la prossima stagione.
- Dopo 12 partite, il Liverpool di Slot ha 8 punti di vantaggio rispetto alla seconda: è il secondo margine più ampio nella storia.
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