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Inter Hellas Verona
, , 23 Novembre 2024

Hellas Verona-Inter 0-5, Considerazioni Sparse


All'Inter basta un tempo per liquidare la pratica Hellas Verona: alla goleada partecipa anche il Tucu Correa.

Ritorna il campionato dopo la sosta per la Nazionali e l'Inter manda un segnale forte e chiaro alle dirette concorrenti: la manita ai danni del derelitto Hellas Verona arriva in un pomeriggio in cui l'Inter deve fare a meno della colonna vertebrale della formazione titolare ma grazie alla riscoperta di risorse ed energie nuove e graditissime, a partire dalla bella prestazione del Tucu Correa che segna, fa assist e in generale lancia segnali positivi sulla possibilità di ritagliarsi finalmente un piccolo spazio in una squadra che deve fare i conti con gli impegni intercontinentali di Lautaro e Taremi. Nello 0-5 con cui i nerazzurri espugnano il Bentegodi, ad ogni modo, la linea di confine tra i meriti della squadra d'Inzaghi e le colpe gravi di quella di Zanetti è molto sottile. Al Verona basta pochissimo per crollare nonostante un avvio incoraggiante e la sensazione è che il tecnico ex Empoli abbia perso ormai le redini di un gruppo che manca di ogni qualsivoglia parvenza di organizzazione difensiva.

Il primo tempo prende l'abbrivio da una sliding door che avrebbe potuto cambiare radicalmente gli scenari e le dinamiche della partita. La traversa di Tengstedt poteva portare in vantaggio il Verona e suggellare le difficoltà difensive dell'Inter, che nel primo quarto d'ora soffre il dinamismo dell'Hellas e si ritrova di nuovo senza Acerbi per colpa dei soliti fastidi muscolari. E invece a sbloccare la partita sono gli attaccanti nerazzurri che riscoprono, per una volta, quanto sia importante concretizzare le occasioni e poter contare su un reparto offensivo mobile e in palla. La fase difensiva rossoblù è degna di un film di Hitchcock ed è la migliore alleata per un tandem di punte inedito e in difficoltà ma Thuram torna a mostrare cattiveria e lucidità sotto porta mentre i movimenti di Correa e la sua qualità nel palleggio fra le linee restituisce all'Inter una dose di imprevedibilità che era mancata nelle ultime uscite. Per il resto, il livello agonistico della prima metà di gara è ben descritto dal fatto che le ultime due reti arrivino da due difensori centrali, Bisseck e De Vrij: per una volta il merito non è tanto delle sofisticate strategie offensive d'Inzaghi quanto della voglia di tutta la squadra di partecipare alla fiera del gol.

Sul secondo tempo c'è invece pochissimo da dire. Il Verona cerca di salvare quantomeno la dignità ed evitare di subire gol anche nella ripresa e in ciò trova un assist abbastanza scontato nell'inevitabile turnover d'Inzaghi, che trasforma la partita sostanzialmente in un amichevole. I ritmi sono estremamente blandi, di conseguenza la partita non offre spunti particolari: basti pensare che l'Inter chiude la partita con una difesa a quattro che dice tanto soprattutto sulle difficoltà degli ospiti nel gestire le energie nella continua girandola d'impegni nazionali ed europei. Tra un tiro della distanza di Asllani e un dribbling di Tchatchoua, l'highlight del secondo tempo sono i cori dei tifosi di casa che fingono, più d'una volta, di aver segnato un gol, cosa che sarebbe rimasta davvero poco probabile nella realtà fattuale.

Difficile dire quali segnali possano davvero arrivare ad Inzaghi dopo una partita come questa. Vincere in modo così netto è sempre positivo e averlo fatto senza Lautaro, Calhanoglu e Acerbi non può far che piacere. Ma il livello di questo Verona è davvero basso e poco provante e per questo bisogna cercare di non farsi prendere da facili entusiasmi. Soprattutto se pensiamo all'eroe del pomeriggio, quel Correa che torna al gol dopo più di due anni sul campo in cui aveva esordito in maglia nerazzurra con una doppietta. L'argentino ha giocato bene ed è stato utilissimo nella gestione della palla e nel far muovere il blocco basso del Verona, confermando quelle sensazioni positive che c'erano state ad esempio contro il Monza. Ma, di nuovo, bisogna fare la tara: una rondine non fa primavera, a maggior ragione nel cielo di questa Verona. Se però Correa dovesse dare seguito a questi segnali, avere un quinto attaccante in grado di vivere e lottare con la squadra potrebbe fare davvero la differenza con un calendario congestionato e un Lautaro a mezzo servizio. Primum vivere, deinde philosofari.

Dopo una sconfitta e soprattutto una prestazione del genere cosa rimane tra le rovine di una squadra che nell'ultimo mese ha subito venti gol e che ha vinto solo contro squadre messere rigidamente peggio? Zanetti è al capolinea ed è impossibile non accorgersi di come il Verona manchi di una qualsiasi forma di solidità, a partire da quella mentale. La mancanza di Duda non basta a giustificare la facilità con cui l'Inter oggi riusciva a penetrare dalle vie centrali mentre la difesa letteralmente allo sbaraglio ha perso ogni punto di riferimento, anche mentale, dopo la prima, vera occasione da rete costruita dagli uomini d'Inzaghi. L'Hellas dovrebbe cercare di voltare pagina il prima possibile e ripartire da una guida tecnica in grado di valorizzare l'alto patrimonio tecnico a disposizione degli scaligeri. Rimettere Suslov al centro del progetto e costruire una salvezza su Tchatchoua e Tengstedt è divenuto quasi un imperativo morale e categorico.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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