
Oklahoma City Thunder-Dallas Mavericks 119-121, Considerazioni Sparse
I Mavericks orfani di Luka Dončić espugnano il Paycom Center di Oklahoma City e battono a sorpresa i Thunder.
Eroici e sorprendenti. Sono queste le due parole che meglio descrivono i Dallas Mavericks che, stanotte, son riusciti a battere a domicilio gli Oklahoma City Thunder. Perché sorprendenti? Innanzitutto perché ci son riusciti senza Luka Doncic, il loro giocatore migliore, e inoltre perché erano in back to back. Per i Mavs è la seconda vittoria consecutiva dopo quella ottenuta nel derby texano contro i San Antonio Spurs e rialzare la testa in questo modo, sul campo della squadra migliore ad ovest, non può che dare un’iniezione di fiducia incredibile. Le 4 sconfitte consecutive devono rimanere un lontano ricordo ed ora tocca ai Mavericks stessi trovare continuità e risalire la china in un Ovest più che competitivo. I Thunder incappano in una sconfitta dopo tre vittorie consecutive e lasciano momentaneamente la vetta della Western Conference, buonissima la gara del duo formato da Gilgeous-Alexander e Jalen Williams, ma il quintetto micro ball questa volta ha mostrato tutti i suoi limiti ed ha patito molto contro l’intensità ed i centimetri di Dallas.
I rimbalzi offensivi: la chiave dei Mavs. I ragazzi di Kidd si sono creati moltissime seconde chance e le hanno sfruttate al meglio per costruirsi il vantaggio e per vincere la partita. L’ha confermato nell’intervista post gara anche PJ Washington, MVP a mani basse della serata. Dallas ha catturato ben 18 rimbalzi offensivi ed ha completamente annullato OKC raccogliendo 53 rimbalzi in tutta la partita a fronte dei soli 29 avversari. I Thunder hanno sofferto molto la size dei Mavs con Kidd che per tutta la partita ha sempre tenuto nel parquet due tra Washington, Gafford, Lively, Powell e Kleber al fine proprio di sfruttare i loro centimetri per mettere pressione ad una Oklahoma priva di lunghi a causa degli infortuni di Holmgren, Jaylin Williams e Hartenstein. I Mavs, inoltre, hanno tirato 84 volte a canestro e ben 46 di questi tentativi sono arrivati nel pitturato con una percentuale di realizzazione del 56%.
PJ Washington ama giocare contro i Thunder. Quanto era mancato l’ex Hornets a questi Mavericks si è compreso bene stanotte. Il numero 25 è stato l’MVP della partita ed è curioso notare come la sua miglior gara stagionale sia arrivata proprio contro Oklahoma City, dopo che negli scorsi playoff disputò una serie ottima contro di loro. Washington chiude con 27 punti, 17 rimbalzi (suo career high personale e di cui ben 6 offensivi) ed 1 stoppata. PJ ha anche tirato benissimo dall’arco, in stagione viaggiava con un bassissimo 28%, ma stanotte ha realizzato un ottimo 75%. Benissimo, ovviamente, anche Kyrie Irving con 23 punti e 6 assist dopo che è stato costretto, a causa dell’assenza di Luka, a far girare l’attacco praticamente da solo con il suo ottimo playmaking. Malissimo, invece, Klay Thompson che gioca una gara pessima in cui è stato a tratti negativo per Dallas. L’ex Warriors ha perso l’atletismo di un tempo, e questo si sapeva, ma sembra aver smarrito anche le sue doti da tiratore ed il suo 1/11 dal campo di stanotte per poco costava carissimo ai Mavs. Ottima partita anche di Quentin Grimes che è stato promosso nel quintetto titolare e che ha ripagato la fiducia giocando benissimo ambo i lati del parquet.
L’arma dei Mavs è stata anche la panchina. Hanno beneficiato dei ben 50 punti che è riuscita a produrre la panchina grazie ad Hardy, Marshall e Gafford che ne hanno totalizzati complessivamente ben 37. La sorpresa è stata Spencer Dinwiddie che dopo qualche minuto pessimo nel primo tempo ha risposto presente nel terzo periodo segnando due triple consecutive che hanno avuto un peso non indifferente. Netti miglioramenti anche per Hardy che ha chiuso benissimo al ferro (4/5) e che per diventare un punto fermo della rotazione di Dallas ha solo bisogno di trovare costanza e mettere un freno a questo alternarsi di grandi gare con altre spente ed opache.
Ad OKC non basta Shai. Il canadese disputa una grandissima gara anche dal punto di vista difensivo, ma i Thunder tirano male dall’arco e non riescono a mettere una pezza a rimbalzo ed alle triple dei Mavs. È comunque una sconfitta che non deve preoccupare, Oklahoma tornerà presto in vetta alla Western Conference e recuperare il prima possibile Hartenstein farebbe la differenza. Dallas, invece, vince e torna in parità con il record: 7-7 e decimo seed, ma questa vittoria potrebbe aver dato una spallata emotiva alla loro stagione e scopriremo il responso nelle prossime gare contro Pelicans e Denver prima del viaggio a Est tra Miami ed Atlanta.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














