
God Save the Premier #8 - Il Liverpool ringrazia
Salah è il Liverpool, a scuola da Hürzeler, Il rientro di Ødegaard e la prima vittoria dell’Ipswich Town.
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di calcio e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: Salah è il Liverpool, due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: A scuola da Hurzeler, Il rientro di Odegaard e la prima vittoria dell’Ipswich Town).
Spiegazione terminata, cominciamo!
Salah è il Liverpool
Il Liverpool non è pronto a lasciare andar via Salah - e come biasimarli? Chi sarebbe disposto a rinunciare ad un giocatore così? Determinante, onnipresente, un interprete la cui gravity va ben oltre i gol che segna e che fa segnare – che comunque sono 10 reti e 10 assist, primo giocatore nel panorama europeo ad arrivare in doppia cifra in stagione in entrambe queste statistiche. Nella pausa per le nazionali dovrebbero ripartire i colloqui per il suo rinnovo del contratto, forti anche del fatto, Salah e il Liverpool, che l’egiziano non giocherà con la sua nazionale le partite di qualificazione contro Capo Verde e Botswana.
La vittoria di sabato sera per 2-0 contro l’Aston Villa ha confermato i Reds in testa alla classifica, a più 5 sul Manchester City secondo, che ha perso la possibilità (della situazione della squadra di Guardiola parleremo in settimana con un articolo dedicato) di accorciare in campionato dopo la sconfitta a Brighton. Per Slot sono 15 vittorie nelle prime 17 partite, 10 di queste con la rete inviolata. Contro i Villans il Liverpool non è stato esente da difetti, tanto che Kelleher ha dovuto fare un paio di salvataggi decisivi prima su Onana e poi su Diego Carlos, mentre all’inizio del secondo tempo è stato graziato da una conclusione imperfetta di Rogers.
La differenza, però, l’ha fatta ancora una volta Salah. Sull’1-0 l’arbitro ha evitato di estrarre il cartellino rosso a Bailey quando l’ex Leverkusen ha travolto l’egiziano lanciato verso la porta di Martinez, lasciando correre l’azione e permettendo a Darwin Núñez di portare in vantaggio il Liverpool. Sul 2-0, grazie anche ad un rimpallo vinto contro Diego Carlos, Salah si fa tutta la metà campo avversaria di corsa e, arrivato davanti al portiere argentino, lo batte mettendo sotto la traversa il tiro che chiude il match.
— Mohamed Salah (@MoSalah) November 10, 2024
Salah, ancora lui. Colui che fa accadere cose con la sua sola presenza. Dell’importanza dell’egiziano ad Anfield ne avevamo già parlato la settimana scorsa, ma non potevamo non parlarne ancora una volta, così come i tifosi del Liverpool non potevano astenersi, prima del fischio d’inizio, dall’esporre uno striscione sulla KOP che recitava “FSG, he fires a bow, now give Mo his dough", che tradotto significa “Fenway Sports Group, lui scocca la freccia, ora date a Mo i suoi soldi”.
Salah è il Liverpool.
A scuola da Hürzeler
“Essere spietati ed usare lo slancio accumulato durante la partita è fondamentale, perché se non lo sfrutti e non concretizzi, gli avversari useranno il loro di slancio e verrai punito.” La scorsa settimana il Liverpool aveva rimontato e battuto il Brighton ad Anfield, lasciando i Seagulls a mani vuote dopo una grande prestazione corale. Sabato, Hürzeler ha ribaltato una partita che sembrava ormai destinata al Manchester City, portando i suoi a -4 dalla squadra di Guardiola seconda in campionato. Una prova di forza da parte di un allenatore ancora troppo poco celebrato, che ha vinto e sta vincendo grazie alle sue idee e che, nonostante alcune battute d’arresto fragorose come il 2-4 contro il Chelsea, non ha paura di proporre e imporre il suo modo di fare calcio, come De Zerbi prima di lui e come Potter prima del tecnico italiano.
Contro il City, Hürzeler ha effettuato quattro cambi tra il 45’ e il 66’, perché la squadra aveva bisogno di una scossa: dentro Baleba, O’Riley, Joao Pedro e Gruda, tutti e quattro risultati poi decisivi nella vittoria finale dei Seagulls. Baleba si è andato a posizionare tra difesa e centrocampo – davanti a Van Hecke e Igor e dietro a Rutter e Hinshelwood - per gestire palloni più puliti e innescare il reparto d’attacco, sfruttando una linea bassa della squadra di Guardiola in fase di non possesso. Gli altri tre hanno creato continuamente la superiorità numerica a destra o a sinistra, inserendosi tra terzino e centrale difensivo avversari, costringendo in particolare il terzino a prendere la decisione se accorciare sul giocatore del Brighton più centrale o su quello più esterno.
Sealing the win for Albion on his #PL debut! 🙌 @MonsterEnergy ⚡️ pic.twitter.com/c7PUX2Xmt0
— Brighton & Hove Albion (@OfficialBHAFC) November 9, 2024
I gol di Joao Pedro e O’Riley sono frutto del sovrannumero offensivo del Brighton: movimento, creazione degli spazi, inserimento, realizzazione. Un po’ come Arteta e come Guardiola, Hürzeler vuole sfruttare il campo in tutta la sua ampiezza: mentre il Manchester City assedia la tre quarti avversaria cercando un varco, l’Arsenal e il Brighton vanno in verticale in zone predefinite del campo, quelle dove sanno che può generarsi una situazione di 2 contro 1. Si va a scuola solo dai migliori, dunque anche Hürzeler deve avere una sua cattedra all’università del calcio, perché dal tedesco c’è tanto da imparare.
Il rientro di Ødegaard
È tornato Martin Ødegaard e, con lui, è tornato anche il gioco dell’Arsenal. L’1-1 rimediato a Stamford Bridge contro il Chelsea ha mostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto è importante il centrocampista norvegese negli equilibri della squadra di Arteta. Al netto dell’assist per il gol di Martinelli, la sua presenza permette all’allenatore basco di far giocare i Gunners in un certo modo, sfruttando quel 3-2-5 usato ad inizio stagione, ma abbandonato poi quando la caviglia dell’ex Real Sociedad si è girata in nazionale. E da quel giorno, le prestazioni dell’Arsenal sono andate di male in peggio.
🔴⚪️🇳🇴 Arteta on Martin Odegaard: "I don’t know another player that is capable of playing at that level after six weeks out".
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) November 11, 2024
"How physically and mentally connected he was with the team... it was unbelievable". pic.twitter.com/MM2OCb4VHb
Il saldo con/senza Ødegaard dall’inizio del 2021 parla da chiaro: i Gunners segnano di meno, subiscono più gol e, soprattutto, hanno una percentuale di vittorie molto più bassa (65.6% contro 47.1%) quando il norvegese non gioca. Da agosto 2022, in più, è Ødegaard ad aver creato più occasioni da rete nelle situazioni open play, davanti sia a Saka che ha Martinelli. A mio avviso, è lui il giocatore più insostituibile di questa squadra, ben più di Rice e Saliba. L’Arsenal ha bisogno del miglior Ødegaard se vuole risalire in campionato, e queste settimane senza di lui ne sono state la riprova.
La prima vittoria dell'Ipswich Town
Dopo la vittoria di sabato del Wolverhampton, l’Ipswich Town era rimasta l’unica squadra a non avere ancora vinto una partita in questa Premier League. Chi, meglio del Tottenham, poteva sacrificarsi concedendo a McKenna il primo successo nella massima serie inglese, dopo aver consegnato la prima vittoria anche al Crystal Palace qualche settimana fa?
If you only watch one video today, make it this one.
— FanHub (@FanHub) November 10, 2024
Brilliant scenes in that Ipswich away end at Spurs, over 20 years since those supporters would've seen their side win in the top division. What a let off that is. 🤩#ITFC pic.twitter.com/M73mTN887O
Scherzi a parte, i Tractor Boys, prima della vittoria per 2-1 contro gli Spurs, avevano guadagnato solamente 5 punti nelle prime 10 partite di Premier, nonostante essere passati in vantaggio in 5 di queste 10, venendo poi recuperati (2 volte) e sconfitti (3 volte): solo il Brentford ha perso più punti da situazione di vantaggio questa stagione rispetto a loro. I due gol di domenica sono stati segnati da Szmodics e da Delap.
Il primo, dall’inizio della scorsa stagione, ha segnato 31 gol tra Blackburn e Ipswich, dietro solo a Haaland per produzione nei quattro massimi campionati inglesi in questo lasso di tempo. Il secondo ha totalizzato 6 dei 12 gol della squadra in questa Premier League, dietro solo a Haaland e Wood per rapporto gol individuali sui gol complessivi. È abbastanza chiaro però che l’eventuale salvezza di McKenna e dei suoi passi dalla metà campo difensiva: seconda peggior difesa (22 reti incassate) e terzo peggior differenziale tra gol segnati e subiti (-10).
Se non vogliono che quella di quest’anno sia la prima e l’unica stagione dal 2002 in Premier della storia, i Tractor Boys dovranno iniziare ad ottenere di più che 8 punti in 11 partite, iniziando con il non farsi recuperare una volta passati in vantaggio.
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