
Denver Nuggets-Dallas Mavericks 122-120, Considerazioni Sparse
A Dallas non basta Kyrie Irving: in Colorado passano Denver e Jokic.
Nuggets-Mavericks è la sfida da tra i due giocatori europei più forti della lega, ma se da una parte Nikola Jokic ha accettato il palcoscenico ed ha giocato una gara mostruosa, dall’altra la scena se l’è presa Kyrie Irving con una prestazione ai limiti del paranormale. A Dallas è mancato Luka Doncic, che fino a poco prima della gara era in dubbio per un problema all’inguine ed infatti era visibilmente a mezzo servizio. Lento nel battere l’uomo o nel creare separazione ed impreciso al tiro. Lo sloveno è stato il grande assente della gara, ma giocando praticamente da fermo ha comunque messo 24 punti e 9 assist. Il problema, però, son state le sue percentuali al tiro: un 25% da tre punti che ha condannato i Mavericks alla seconda sconfitta consecutiva, alla terza nelle ultime quattro. Bastava letteralmente una tripla in più, ma non è arrivata e Dallas torna dal Colorado con molti, moltissimi rimpianti.
Hanno di nuovo vinto le assenze. Denver è costretta a giocare senza Aaron Gordon e sarà così anche nelle prossime settimane. I Mavericks, invece, stanno patendo tantissimo le assenze di PJ Washington e Dereck Lively. Il primo è probabilmente il miglior difensore sulle ali avversarie dei texani, ma oltre a questo ti garantisce anche delle buone spaziature in attacco ed una buona minaccia dagli angoli (anche se c’è da dire che non stava tirando benissimo in questa stagione). È comunque anche un discorso di rotazione, avere Washington nel quintetto titolare ti permette di avere Naji Marshall dalla panchina, praticamente un lusso. Ancora più netta ed impattante è la mancanza di Lively e stanotte ha fatto la differenza, come mai?
Dallas ha letteralmente dominato il pitturato. Su 120 punti segnati ben 62 son stati fatti nel paint, segno che la protezione del ferro, a causa anche della defezione di Gordon, non è proprio il punto di forza dei Nuggets. I Mavericks hanno banchettato al ferro, Kyrie ha chiuso benissimo e Daniel Gafford è stata una presenza fondamentale nell’offense di Dallas. I problemi, però, sono arrivati quando l’ex Wizards era in panchina ed al suo posto c’era Dwight Powell, centro (adattato) di grande professionalità e devozione ai Mavs, ma senza grandissime doti offensive e senza più atletismo dopo il brutto infortunio al tendine d’Achille che ha patito nel 2020. Se ci fosse stato Dereck Lively probabilmente staremmo commentando un altro risultato, con lui e Gafford a spartirsi i minuti da centro, infatti, Dallas avrebbe potuto far sentire ancora di più la sua supremazia al ferro.
A Kyrie Irving ha risposto Nikola Jokic. Entrambi hanno giocato una gara monumentale. Il serbo ha di nuovo dimostrato di essere il miglior giocatore della lega e probabilmente l’attaccante migliore e più completo di sempre. Jokic mette a referto 37 punti, 18 rimbalzi (di cui ben 8 offensivi) e 15 assist. Numeri senza logica che forse nemmeno bastano a descrivere la sua grandezza ed il suo dominio. Irving, invece, si è dovuto caricare l’attacco di Dallas sulle spalle a causa di un Luka Doncic a mezzo servizio e di un Klay Thompson ai limiti del negativo. Il playmaker ex Nets ha chiuso con 43 punti e con percentuali paranormali: 75% da tre punti e 77% dal campo. Una gioia per gli occhi.
Due posizioni in classifica molto diverse. I Nuggets vincono e scacciano i fantasmi e le critiche delle prime partite centrando la quinta W consecutiva e salendo al quarto posto della Western Conference con un record che recita 7-3. I Mavericks perdono e sprofondano all’undicesimo seed (fuori anche dalla zona play-in) sul 5-5 e si preparano ad affrontare dei Golden State Warriors in piena forma al Chase Center di San Francisco.
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