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Olimpia Virtus
, 1 Novembre 2024

Olimpia Milano-Virtus Bologna 99-90, Considerazioni Sparse


Dopo una montagna russa durata quaranta minuti l'Olimpia si aggiudica il Derby d’Italia. La Virtus annega sempre di più nelle sue difficoltà.

Al Forum si affrontano i due fanalini di coda della classifica, le uniche squadre insieme all’Alba Berlino ad aver raccolto una sola vittoria nelle prime sei partite. Tante le assenze da entrambe le parti: oltre a coach Messina, alle prese con un’otite acuta, l’infortunio di Shields rimediato contro Napoli lo costringe ad accomodarsi in tribuna insieme a McCormack e Ousmane Diop. Per Bologna rientra a disposizione Zizic, fuori due giorni fa con il Bayern Monaco, mentre non sono della partita Pajola e Hackett, oltre a Devontae Cacok. Banchi schiera un quintetto grosso per sopperire in qualche modo alle assenze in regia, buttando la partita subito su un piano molto fisico.

Nelle idee di Milano però c’è una difesa molto aggressiva fin dai primi possessi, per poi alzare il ritmo partita correndo in contropiede, mentre Bologna cerca tanto Shengelia in post-basso, ma costruisce poco, e quando ha occasioni le spreca, tant’è che il primo canestro degli ospiti arriva soltanto dopo 4’30” e nel primo parziale i punti dal campo sono soltanto 7. La Segafredo si tiene in piedi grazie a qualche buon possesso difensivo – alternato ad altri molto meno buoni – e a un sempiterno Belinelli che prova a scuotere i suoi con le sue solite triple fuori equilibrio in uscita dai blocchi; prende due tiri uno dietro l’altro e per due volte si muove la retina. Risultato: 6 punti. Le sue fiammate però non bastano e la Virtus arriva a toccare anche il -17, salvo poi rientrare sotto la doppia cifra di svantaggio sul finire del primo tempo, chiuso con solo 6/16 da 2 punti e salvato dai 15 liberi segnati sui 16 guadagnati. L’Olimpia sembra in controllo. Sembra, appunto.

La partita non è finita perché, come ha già ampiamente dimostrato, Milano è in grado di subire controparziali e rimonte impensabili. La Virtus rientra dagli spogliatoi aggressiva e con molta più intensità. Piazza un parziale di 20-5 e soprattutto aggiusta le percentuali al tiro, sfruttando i primi minuti di un’Olimpia irriconoscibile che sembra sciogliersi come neve al sole. I biancorossi costringono Diouf al quarto fallo molto presto, limitando dunque le rotazioni di Banchi, si ricompongono e ritrovano un equilibrio fra attacco e difesa. La partita si accende e diventa una sfida punto a punto, canestro su canestro. Alla fine, con qualche guizzo in più e con la complicità degli errori della controparte, la squadra di Mirotic conquista la sua sudatissima seconda vittoria e abbandona l’ultimo posto della classifica.

Milano ritrova il sapore della vittoria dopo una partita giocata per tre quarti con grande concentrazione: tanti passaggi che mettono in ritmo i tiratori, pochi tiri forzati e poche palle perse. Nel primo tempo funziona il pick&roll Bolmaro-Nebo, e funziona soprattutto Caruso, che sarebbe piaciuto vedere in campo altri minuti. Sono ben quattro i giocatori in doppia cifra: uno straordinario Caseur, che sa toccare i tasti giusti della partita al momento opportuno, un Mirotic da 21 punti, sempre pronto quando chiamato in causa, Zach Leday fondamentale dalla panchina e un Tonut scatenato dall’arco (4/5). Molto bene anche Dimitrijevic, che non sarà ancora un realizzatore compiuto ma nel secondo tempo trova splendide letture, nonostante qualche errore si fa coraggio e mette in seria difficoltà difesa la difesa avversaria, confezionando addirittura 9 assist. I problemi sono tutt’altro che risolti – 90 punti concessi in casa sono tantini – ma stasera ci si gode la vittoria.

Will Clyburn è il vero assente della partita della Virtus: solo due tiri liberi segnati, ma soprattutto è apparso davvero spaesato in campo. Bologna è troppo pasticciona in alcuni frangenti, manca di continuità e deve necessariamente affidarsi agli unici due fari dell'attacco, Belinelli e Shengelia. Una spinta alla squadra prova a darla Matthew Morgan (11 punti, 10 assist), che nel primo fa tempo poco e niente, ma nel secondo porta grande energia alla causa delle Vu Nere; quando però si spengono gli altri, non riesce a fare la differenza. Troppi rimbalzi in attacco concessi a Milano (15, contro i 3 ottenuti) e poca continuità lungo l'arco dei quaranta minuti. Da apprezzare la volontà di non mollare e la di rientrare in partita, Bologna paga il grande sforzo di un terzo quarto da 32 punti segnati e si affievolisce nel finale.

  • Milanese classe 2003. Cestista mancato, ma gli è rimasto l'amore per il basket e per lo sport in generale.

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