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Milan Napoli
, 29 Ottobre 2024

Milan-Napoli 0-2, Considerazioni Sparse


Il Napoli esce vincitore da San Siro, a decidere i gol di Lukaku e Kvara. A un Milan decimato non basta l’orgoglio.

Milan-Napoli era già una partita spartiacque per entrambe le squadre: da una parte i rossoneri, che dovevano confermare quanto di buono fatto ultimamente, nonostante tenti alti e bassi, dall’altra gli azzurri, capolista ma sofferente contro il Lecce appena 3 giorni fa. Il verdetto, almeno secondo il risultato, è stato chiaro e senza possibilità di appello: il Napoli può continuare ad avere ambizioni tricolori mentre per Fonseca il lavoro da fare è ancora lungo. Il momentaneo +7 rispetto all’Inter e +8 rispetto alla Juventus, proietta i partenopei saldamente in testa alla classifica mentre i rossoneri rimangono in zona galleggiamento a 14 punti a 2 lunghezze dalla zona Champions, chiaramente obiettivo minimo della stagione.

Eppure la partita non è stata giocata male dai rossoneri. Fonseca ha dovuto inizialmente far fronte all’improvvisa defezione di Pulisic, colpito da attacco intestinale. Brutto colpo per il coach portoghese, visto che l’americano, fino ad oggi, era stato senza ombra di dubbio l’uomo in più per il Milan. La sua assenza, unita a quelle di Theo Hernandez e Rejinders, ha sicuramente inciso sul gioco del Milan. Per tutto il primo tempo, infatti, Morata è stato costretto a prendere l’iniziativa, svuotando l’area di rigore, rendendo sterili le comunque numerose opportunità create. La coppia di centrali di difesa, ancora una volta, non é stata perfetta, lasciando scappare Lukaku in campo aperto dopo appena 5 minuti. Le note positive riguardano soprattutto Fofana, vero uomo ovunque nel centrocampo rossonero.

Fonseca, in buona sostanza, non l’aveva preparata male, sono stati i dettagli a fare la differenza: nel primo gol, quei pochi metri lasciati ad Anguissa hanno aperto un corridoio troppo invitante per Lukaku, che ha fatto un boccone di Pavlovic e ha depositato in rete. Poi tanto gioco, buoni fraseggi, nonostante gli evidenti limiti mostrati da qualche effettivo (Terracciano e Emerson Royal su tutti). Qualche occasione, qualche buona iniziativa da parte soprattutto degli esterni ma poca concretezza. Il raddoppio di Kvara, invece, gode della complicità di Maignan, non perfetto nell’occasione. Un Milan, quindi, ancora fortemente work in progress ma è necessario cominciare a fare i punti veri prima che la stagione diventi già completamente compromessa.

Il Napoli, invece, è forte. È forte ed è una serissima candidata alla vittoria dello scudetto, con buona pace degli scaramantici e dei venditori di cornetti a Spaccanapoli. Nonostante oggi non abbia espresso un gioco particolarmente frizzante, la squadra di Conte è parsa quasi sempre in grado di reggere alla pressione del Milan, anche in maniera ruvida. Conte non ha avuto vergogna a schierare la più classica delle difese a 5 perché il secondo tempo di questa partita richiedeva un Napoli più arcigno e attento alla copertura delle ali rossonere. Difesa e ripartenze, sfruttando al 100% le caratteristiche dei propri interpreti migliori. Olivera monumentale, Politano generoso, Buingiorno stranamente talvolta disattento ma a far gol ci hanno pensato i soliti Lukaku e Kvara, insieme già 9 gol in campionato. 

Antonio Conte non è certo venuto in Italia a fare da comparsa. Il tecnico ex Juventus, Inter e Tottenham, tra le altre, è tra i più grandi specialisti di vittorie di campionati (talvolta anche con punteggi record) e prendere un Napoli dalle macerie e renderlo di nuovo vincente era un’occasione troppo ghiotta per confermarsi uomo dei miracoli. Conte con una partita a settimana ha potuto inculcare già da subito i propri concetti ai calciatori e i risultati sono arrivati subito. In più, ha preteso un mercato importante e De Laurentiis l’ha accontentato. Non è un caso che Buongiorno, McTominay e Lukaku siano tra i fedelissimi di Conte e principali protagonisti di questo inizio di campionato, insieme all’eterno Kvaratskhelia.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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