
Napoli-Lecce 1-0, Considerazioni Sparse
Il Lecce torna in sé dopo la batosta della settimana scorsa, ma non riesce a racimolare punti contro il Napoli.
In un pomeriggio di fine ottobre che sorride al Napoli di Antonio Conte, ci torna in mente un vecchio proverbio: dice che il leone, se ferito, vada ucciso, poiché poi ritorna più forte di prima: lo 0-6 della Fiorentina di domenica scorsa non ha ammazzato i salentini, che anzi si sono lentamente rialzati dopo essere finiti al tappeto, pronti a resistere a un nuovo round di lotta e passione sulla strada verso la salvezza. E la squadra di Gotti lo ha fatto dimostrando quanto una sconfitta possa insegnare tanto sotto il profilo tattico, restituendoci una squadra compatta e ben disposta in campo, ma soprattutto quanto possa pizzicare le corde dell'orgoglio, che ha spinto i salentini a gettare il cuore oltre l'ostacolo incurante di aver di fronte la prima della classe. Il risultato è una partita fiera e combattiva degli ospiti, che non solo hanno venduto cara la pelle, ma anzi hanno accarezzato anche la possibilità di tornare a casa con qualche punto prezioso.
Chi conosce l'orgoglio dei salentini è ovviamente Antonio Conte, salentino doc anch'egli che ha messo da subito in guardia i suoi giocatori dalle insidie nascoste tra le pieghe della partita del suo cuore. Ciò nonostante, il tecnico si concede qualche variazione sul tema: oltre all'annunciato Gilmour in luogo dell'infortunato Lobotka, Conte concede l'esordio da titolari in campionato a Neres e Ngonge, rinunciando perlomeno all'inizio agli insostituibili Politano e Kvaratskhelia. Cambi che sono tali solo riguardo agli uomini, ma non riguardo l'atteggiamento della squadra, che mantiene il suo schieramento fluido che vede nell'esterno destro l'ago della bilancia in grado di far confluire la squadra da un 4-2-4 in fase offensiva a un 5-3-2 in quella di non possesso.
Con Lobotka infortunato e le partenze dalla panchina di Kvaratskhelia e Politano, l'ultimo highlander insostituibile diventa Di Lorenzo, che oggi dimostra perché nessuno tra i tecnici avvicendatisi sulla panchina del Napoli dal 2019 ad oggi ha mai rinunciato a lui: per il capitano oggi due gol (anche se uno solo è finito ufficialmente nel tabellino), una marea di palloni serviti in appoggio alle punte e ancor più chilometri macinati lungo tutta la lunghezza del campo, che lo hanno reso l'uomo in più a cui appoggiarsi in ogni evenienza per i suoi compagni. Molto bene per gli azzurri anche Buongiorno, provvidenziale nel primo tempo, è Gilmour, in grado di non far rimpiangere Lobotka. Rimandato, ancora una volta, Lukaku, sulla cui prova pesa un errore grave che ha impedito ai suoi di passare in vantaggio in anticipo.
A prescindere dalla posizione in cui viene schierato, il Lecce non può fare a meno di Dorgu: a soli 20 anni il danese è già l'uomo più importante dei suoi, anima e corpo di questa squadra, che forse inizia già a stargli troppo stretta. Detto del giovanissimo esterno, quanto sono mancati a Gotti gli inserimenti di Rafia e l'atletismo di Banda, capaci di mettere in apprensione le difese avversarie e di creare soluzioni offensive più variegate a una squadra, il Lecce, che ormai da un mese fa una fatica matta a fare gol.
È un risultato striminzito, quasi una vittoria da minimo sindacale, ma è la quarta consecutiva per gli azzurri, che tengono salda la vetta della classifica, aspettando il risultato dello scontro fratricida che attende le due principali inseguitrici. Per il Napoli il peggio probabilmente è alle porte, con la serie Milan-Atalanta-Inter-Roma in poco meno di un mese che attende gli azzurri già da martedì sera. Un ciclo che forse ci dirà la verità sulle ambizioni e la forza degli azzurri; un ciclo al quale però gli azzurri arrivano preparati come meglio forse non potevano: in attesa della forza quindi, gli azzurri ci hanno già mostrato una buona dose di maturità.
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