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Lakers Suns
, 26 Ottobre 2024

Lakers-Suns 123-116, Considerazioni Sparse


I Suns fanno e disfano, prima il massimo vantaggio e poi subiscono la rimonta dei Lakers.

È una Phoenix a due facce quella che questa notte ha disputato la sua seconda gara a Los Angeles. È andata esattamente come contro i Clippers due giorni fa, ma con la differenza che stanotte contro i Lakers è arrivata la sconfitta. Nel primo tempo i Suns son stati una macchina quasi perfetta, giravano bene palla e colpivano da tre punti con grande cinismo. Successivamente sono incappati negli stessi errori della scorsa stagione con isolamenti offensivi stagnanti e troppa palla in mano alle star. Insomma, Phoenix è di nuovo rimandata. Ottima gara, invece, per i gialloviola che dimostrano grandi miglioramenti grazie al cambio panchina di J.J. Redick.

Il primo quarto dei Suns è da manuale. Buonissima difesa (quando c’è Plumlee in campo) e grande freddezza dall’arco. Phoenix tocca anche il +20 e tutto sembra andare per il meglio: Tyus Jones è la point guard di cui avevano bisogno, è bravo a mettere in ritmo le star, ma sopratutto commette pochi turnover. Ryan Dunn dalla panchina si conferma una grandissima aggiunta considerato che si sta costruendo un tiro affidabile e dispone di eccezionali abilità difensive. Il rookie dei Suns deve necessariamente giocare di più e non è normale che abbia giocato solamente 14 minuti e Royce O’Neale ben 28. C’è troppa disparità tra i due minutaggi ed è folle se si pensa che Dunn incida molto di più in fase difensiva.

Jusuf Nurkic ha questa partita sulla coscienza. Ovviamente a Phoenix, e non, son sempre stati consci delle sue scarse capacità di protezione del ferro, ma la gara di questa notte è stata una disasterclass sotto ogni fronte. Il centro bosniaco non è mai riuscito a garantire una difesa quantomeno timida, ma è stato sempre passivo ed ha sempre patito il pick and roll di Reaves e Davis che ha continuamente distrutto i Suns. Nurkic è lentissimo nei closeout e rispetto alla scorsa stagione ha perso ancora più velocità negli spostamenti, è un difensore tragico ed i suoi minuti hanno portato i Lakers prima alla rimonta e poi alla vittoria. Il plus/minus non è una statistica affidabile perché molto dipende dai compagni che hai in quintetto, ma il fatto che Nurkic abbia chiuso con -19 e Mason Plumlee con +14 è la degna rappresentazione della gara. In più: davvero Oso Ighodaro ha potuto giocare solamente 6 minuti?

Tra le note positive c’è sicuramente Bradley Beal. Nella scorsa stagione ha giocato poco a causa dei problemi fisici e questi, sommati all’attacco di Vogel fatto principalmente di isolamenti, hanno fatto sorgere tanti dubbi sul giocatore e sul suo apporto. In queste prime due gare, però, ha smentito le voci e dimostrato di essere ancora un grandissimo scorer, ma non solo. Beal chiude con 15 punti (50% dall’arco), 9 assist, 2 rubate ed 1 stoppata. Tutto sommato bene anche Devin Booker e Kevin Durant che mettono a referto rispettivamente 23 e 30 punti. Il più grande neo del Big Three? Anche nei momenti di difficoltà devono permettere a Tyus Jones di guidare l’attacco e giocare da portatore di palla principale considerato che questo agevola anche il loro scoring.

Questa notte arriverà già una reazione? Phoenix, infatti, dovrà di nuovo scendere in campo per il suo primo back to back contro i Dallas Mavericks. Sarà l’esordio stagionale in casa e sicuramente le fatiche della gara a Los Angeles si faranno sentire. La sfida, però, è quella sicuramente più interessante. I Mavericks hanno vinto il loro season opener nel derby texano contro i San Antonio Spurs e son pronti a dare vita all’ennesimo capitolo dell’interminabile rivalità con i Suns. Da una parte Beal, Booker e Durant, dall’altra Klay Thompson, Kyrie Irving e il giocatore più forte della lega: Luka Doncic.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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