
Young Boys-Inter 0-1, Considerazioni Sparse
La rete allo scadere di Thuram salva l'Inter dalle conseguenze di una prestazione poco convincente.
In Champions League non esistono né partite né avversari troppo facili e questa sera l'Inter ha avuto la conferma di una delle regole non scritte più importanti della massima competizione europea. Ma, per fortuna dei nerazzurri, le partite di calcio, tutte e in generale ma in particolare soprattutto quelle del martedì e del mercoledì sera, durano novanta minuti e credere con insistenza e fiducia nella vittoria fino alla fine diventa importante quanto gli aspetti tecnico e tattici. E così l'Inter si imbarca sull'aereo che da Berna la riporterà a Milano con tre punti preziosissimi conquistati proprio grazie ad una rete all'ultimissimo minuto costruita e finalizzata dall'anima e spina dorsale di questa squadra, in una partita che si è rivelata ad altissimo gradiente di difficoltà e non solo per le questioni legate all'erba sintetica così tanto temuta da Inzaghi e che ha pure avuto un impatto sensibile sull'andamento della gara.
Lo Young Boys non stende di certo il tappeto rosso ai Campioni d'Italia in carica e si rivela un avversario capace di mettere sotto Barella e compagni per larga parte del primo tempo, di difendersi con ordine e di arrivare più volte vicino alla rete del vantaggio nel secondo. Lo fa approcciando la partita in modo estremamente aggressivo fin dai primi minuti, slanciandosi in una pressione alta, intensa ma organizzata e gestita benissimo con movimenti precisi a cui ha fatto spesso seguito un'ottima gestione del pallone grazie anche alla qualità di palleggio di una batteria di attaccanti mobili, veloci e bravi ad attaccare la profondità e grazie al buon lavoro di impostazione sulla fascia sinistra dove Ugrinic e Hadjam hanno creato non pochi grattacapi agli ospiti. Anche nel secondo tempo, quando l'impressionante tenuta fisica degli svizzeri va inevitabilmente a calare, la squadra di Magrin è brava nel gestire la fase difensiva in modo ordinato e ad assorbire le transizioni dell'Inter a sua volta creandone sempre di pericolose. La rete finale di Thuram punisce lo Young Boys in modo forse più severo e netto di quanto avrebbe meritato.
Ma, appunto, la rete di Thuram a tempo ormai più che scaduto è una sentenza inappellabile che permette all'Inter di rinforzare una posizione in classifica che si fa molto positiva, in un momento straordinariamente difficile come confermato anche dall'infortunio di Carlos Augusto. Più che una sentenza, però, per rimanere in termini giuridici e limitarci all'andamento della singola partita, il gol del Tikus è provvedimento di grazia gentilmente concesso con clemenza e indulgenza nei confronti di una squadra che ha giocato male, che non è riuscita ad imporsi, che ha subito troppo l'avversario e che ha sprecato drammaticamente tutte le migliori occasioni avute ma che nonostante questo si conferma una grande squadra per il modo in cui può contare sull'impatto e sul rendimento della sua colonna vertebrale, a partire da quei Lautaro, Dimarco e Thuram che incartano e scartano il cioccolatino svizzero più buono e desiderato da Inzaghi e che lo fanno da subentrati, imponendo una svolta sensibile sulla partita.
L'Inter ha il merito di crederci e di trovare unità e compattezza anche in un contesto difficile e in una situazione complicata. Per tutto il secondo tempo, nei lanci affrettati di Barella, negli occhi spiritati di Frattesi e nell'atteggiamento generale della squadra si avverte l'emergere di un nervosismo tipico di chi è consapevole dei propri limiti, dei propri problemi e dell'attuale impossibilità di risolverli se non affidandosi al vero punto di forza dell'Inter che rimane l'identità corale e solidale che emersa anche stasera e anche fuori dal rettangolo di gioco, a partire dal modo in cui la panchina ha consolato un Arnautovic sull'orlo delle lacrime dopo il rigore sbagliato ad inizio ripresa. C'è ancora tanto da lavorare soprattutto nella gestione della circolazione della palla, il vero vulnus della prestazione odierna, e sulla fase realizzativa sempre criminosamente imprecisa, ma i tifosi dell'Inter dovranno provare a non fare come l'Austriaco e a guardare il bicchiere mezzo pieno conservando un atteggiamento positivo.
Per l'Inter arriva dunque la seconda vittoria per 0-1 consecutiva e il fatto che la squadra di Inzaghi si sia imposta di nuovo in trasferta contro un avversario difficile e con lo stesso risultato dimostra quanto quanto l'Inter abbia ancora dalla sua un substrato che le permette di affermarsi anche quando il gioco e la condizione non sono dalla sua parte. Come ci racconta il successo in terra elvetica, in attesa di tempi e di forma migliori, l'Inter non può far altro che fare quadrato e cercare la propria solidità nel gruppo e nella propria identità, senza lasciarsi andare a isterismi o demoralizzarsi. E magari cercando di mantenere ancora la porta inviolata come questa sera, conditio sine qua non di ogni vittoria brutta ma stoica.
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