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Sahin
, 22 Ottobre 2024

Nuri Sahin e BVB tra passato, presente e futuro


Ripercorriamo la carriera di Sahin e cerchiamo di capire che squadra è il suo Borussia Dortmund.

Da quella notte a Wembley sono passati più di 140 giorni. Il Borussia Dortmund, contro ogni pronostico, è arrivato davvero ad un passo dall’alzare la seconda Champions League della sua storia. Sarebbe stato il finale più bello di sempre per Marco Reus, che ha dedicato tutta la carriera a quei colori, ma ahinoi la realtà è crudele e solitamente favorevole al Real. Come dieci anni prima, quindi, il Dortmund si è arreso all’atto conclusivo. Persino la cornice era la stessa, cambiava solo l’avversario. Nel 2013, il sogno giallonero fu interrotto dal Bayern Monaco, mentre pochi mesi fa è stato il turno del Real Madrid. Oggi, a poco più di un'estate di distanza, le due squadre si affrontano di nuovo ma tutto il resto è cambiato.

È ambiato lo scenario, visto che questa sera si giocherà al Santiago Bernabeu, ma soprattutto è cambiata la posta in palio, considerato che si tratta solamente della terza giornata su nove del nuovo formato della Champons League. È cambiato anche chi siede sulla panchina del BVB: tre mesi fa, in finale, l'allenatore del Dormund era Edin Terzic che - probabilmente a causa di pessimi rapporti con i "senatori" (leggasi: con Mats Hummels) e con la dirigenza (leggasi: difficoltà in campionato e poco spazio ai talenti giovani) - ha rassegnato le proprie dimissioni. Questa sera, invece, a dirigere l’orchestra giallonera ci sarà Nuri Sahin, ex assistente di Terzic con 274 presenze in giallonero e una stagione a dir poco buia al Real Madrid.

L’allenatore turco-tedesco, infatti, si è formato calcisticamente proprio nel Borussia Dortmund. Nato a Lüdenscheid, cittadina trentatré chilometri a sud del Westfalenstadion, a 14 anni entra nel settore giovanile e già due anni più tardi, a 16 anni e 335 giorni, esordisce in Bundesliga come giocatore più giovane di sempre (record che perderà in favore di Youssoufa Moukoko). Dopo due stagioni nelle rotazioni, Sahin viene mandato in prestito annuale al Feyenoord e nel 2008 fa ritorno "a casa", dove rimane per tre stagioni vincendo il Meisterschale nel 2010/2011 e imponendosi come il miglior centrocampista della Bundesliga. In quella stessa primavera, però, accetta la corte del Real, che nel frattempo aveva acquistato dalla Germania anche Mesut Özil, Sami Khedira e Hamit Altintop. Tuttavia, a Madrid la fortuna non lo assiste. A causa di problemi fisici, viene relegato ai margini della squadra e scende in campo soltanto dieci volte. In estate viene mandato per un anno e mezzo in prestito al Liverpool e a gennaio 2013 torna nuovamente a Dortmund, come un vero e proprio figliol prodigo. Vi rimane altri cinque anni prima di due ultime esperienze con il Werder Brema e in Turchia con l’Antalyaspor.

È ad Adalia/Antalya, centro turistico del sud della Turchia, che comincia la carriera da allenatore di Nuri Sahin. Dopo essersi ritirato, Sahin guida il club turco per due stagioni e mezza (dove allena vecchie conoscenze della Serie A come Andrea Poli, Luiz Adriano, Fernando e Naldo) prima di lasciare a dicembre 2023 ed entrare, insieme all’ex compagno Sven Bender, nello staff di Terzic. A fine stagione, dopo le già citate dimissioni del tecnico croato, viene promosso appena trentaseienne ad allenatore della prima squadra. Il Borussia Dortmund decide di puntare forte su di lui con un progetto a medio-lungo termine, come testimoniato dal contratto triennale. In estate salutano due bandiere come Marco Reus (passato in MLS ai Los Angeles Galaxy) e Mats Hummels (svincolato, finito alla Roma a mercato già chiuso), segno in più che i gialloneri devono iniziare il loro nuovo corso.

Il mercato estivo è molto ambizioso e regala a Sahin una rosa di ottimo livello: per sostituire le partenze di Füllkrug (passato al West Ham), Haller e Moukoko arrivano Maximilian Beier dall’Hoffenheim e il capocannoniere della scorsa Bundesliga Serhou Guirassy; per la difesa, vengono messi sotto contratto Waldemar Anton dallo Stoccarda e il laterale ex Girona e scuola Manchester City Yan Couto; ciliegina sulla torta, poi, il ritorno in Germania di Pascal Groß, reduce da un paio di stagioni di altissimo livello con il Brighton di Roberto de Zerbi.

Ad oggi si sono giocate ancora poche partite, dieci in tutto, quindi è ancora complicato avere un'idea chiara del Sahin allenatore di alto livello, così come è prematuro tirare delle somme sul suo Borussia Dortmund. Fino ad ora, nonostante fosse il suo vice, sembra che Sahin dal punto di vista tattico abbia idee di rottura rispetto Terzic. Il modulo di partenza, almeno sulla carta, rimane il 4-2-3-1 della scorsa stagione, ma il modo in cui viene approcciata la gara è radicalmente differente. Il tecnico croato era molto più conservativo e la sua propensione alla difesa non l’ha risparmiato da critiche - particolarmente violente quelle di Hummels, che a Sportbild ha dichiarato di essersi "vergognato di scendere in campo" per l'atteggiamento troppo difensivista di Terzic. Sahin, al contrario, predilige uno stile di gioco più offensivo e più improntato al controllo palla (per ora 4% in più rispetto alla passata stagione) con una difesa decisamente più alta e più aggressiva. Quest’ultimo aspetto, però, è già stato motivo di critiche piuttosto aspre dopo il 5-1 subito a Stoccarda esattamente un mese fa.

In fase di possesso, il Dortmund parte da una costruzione 3+2. Anton e Schlotterbeck stanno molto alti, quasi sulla linea del centrocampo, mentre Emre Can arretra accanto a loro come play. I due terzini, solitamente Bensebaini ed uno tra Ryerson e Couto, si alzano in contemporanea per creare superiorità sulle fasce. Il Borussia Dortmund gioca in un campo molto largo e cerca ripetutamente la velocità degli esterni per colpire le difese avversarie con tagli sui fianchi. Non è un caso, infatti, che fino ad ora che dei 28 gol segnati dal Dortmund in queste prime partite (dei quali sette sono arrivati contro il Celtic Glasgow in Champions League), quasi la metà è stata siglata da esterni o terzini.

Questo Borussia Dortmund, ancora in costruzione e (come sempre), zeppo di giovani e giovanissimi di grande prospettiva, si sta comportando come una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde. I gialloneri hanno alternato prove a dir poco spumeggianti anche contro avversari di livello - si vedano il 7-1 al Celtic Glasgow o il meno pirotecnico ma solidissimo 2-0 all'Eintracht Francoforte alla prima giornata - a prove molto più povere e confuse, in cui la squadra sembra non riuscire a trovare il modo di funzionare, come il già citato 5-1 di Stoccarda o la sconfitta per 2-1 contro l'Union Berlino di due settimane fa.

Per Nuri Sahin è la prima volta sulla panchina di una grande squadra e l’avvio è stato tutto sommato positivo (7V 1P 2S) nonostante qualche brusca frenata. L'autunno è il momento in cui la stagione entrerà realmente nel vivo e in cui il Borussia dovrà riuscire a ingranare il ritmo e non aumentare il distacco dal gruppo delle prime in classifica. Nel prossimo mese o poco più, Sahin dovrà affrontare RB Lipsia, Friburgo e Bayern Monaco in Bundesliga e Wolfsburg in DFB Pokal e Real Madrid, Sturm Graz e Dinamo Zagabria in Champions League: quaranta giorni in cui si deciderà moltissimo della stagione giallonera e, di conseguenza, del suo allenatore.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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