
Milan-Club Brugge 3-1, Considerazioni Sparse
Pur soffrendo ed in superiorità numerica, il Milan porta a casa la prima vittoria di questa Champions League. Doppietta per Reijnders, Leao sostituito e fischiato.
Il Milan porta a casa la seconda vittoria casalinga in tre giorni. E già questa di per sé non è una notizia banale. I gol di Pulisic nel primo tempo e la doppietta di Rejinders permettono ai rossoneri di mettere la prima spunta alla voce “vittorie” in Champions League. Tre punti tutto sommato meritati, agevolati anche dalla superiorità numerica guadagnata dopo appena due quaranta minuti a causa dell’espulsione di Onyedika dopo un fallo killer su Reijnders. Tre punti fondamentali, quindi, che aprono il solco al percorso europeo del Milan che, da qui in avanti, tolto il Real, è tutt’altro che proibitivo.
Comunque, non è stato tutto oro quello che ha luccicato. La partita del Milan è stata imperfetta già dalle prime battute, tanto che, per ben due volte nei primi 15 minuti, Maignan è stato costretto a salvare i suoi con due interventi decisivi. Piano piano, grazie più che altro a giocate individuali, il Milan ha messo la testa fuori ma ha dovuto pensarci Pulisic a sbloccare la partita. Il fuoriclasse americano questa volta ha timbrato direttamente da calcio d’angolo, aiutato dal lavoro di Morata e Gabbia ma soprattutto da un’uscita imperfetta di Mignolet. Trovara la superiorità numerica, il Milan non è comunque riuscito a diventare padrone del gioco, tanto che a inizio secondo tempo il Brugge è riuscito a pareggiare grazie al gol di Sabbe. Poi tra il calo fisico dei belgi e i cambi azzeccati di Fonseca, i rossoneri sono riusciti a portare a casa i tre punti, nonostante tutto.
A non luccicare stasera è stato soprattutto Rafael Leao. Sostituito, umiliato e scontento, il portoghese è l’ombra del giocatore vivace e dinamico dei tempi dello scudetto. Fonseca ha provato a rilanciarlo dal primo minuto e, tutto sommato, qualche iniziativa dai suoi piedi è anche arrivata. Ma nei periodi difficili c’è sempre che diventino ancora più difficili: non è un caso che 20 secondi dopo il suo ingresso in campo, Okafor abbia messo sui piedi dell’accorrente Reijnders il pallone del 2-1. Lo stesso Okafor aveva preso il posto proprio di Leao, che non aveva neanche fatto in tempo a girare l’angolo per uscire dal campo. Fischi di San Siro, sorriso sparito e periodo peggiore da quando veste rossonero per il numero 10.
Oltre a Leao, a non brillare particolarmente è stato Loftus Cheek, anche lui pesce totalmente fuor d’acqua negli schemi tattici di Fonseca. Uscito lui e spostato Pulisic dietro la punta, la partita è girata, complice anche l’ingresso di un Chukwueze in gran forma (suo l’assist per la seconda marcatura di Reijnders). Le note positive sono, appunto, i tre nuovi trequartisti titolari, con Pulisic sugli scudi e Tijani Reijnders che, dopo la controversa espulsione contro l’Udinese, è tornato a brillare in una notte importantissima. Il centrocampista inglese rimane quindi, forse dopo il solo Leao, la nota individuale più negativa di questi primi mesi di stagione rossonera.
Impossibile non menzionare Francesco Camarda che, con i suoi 16 anni e 226 giorni è il calciatore italiano più giovane ad aver esordito in Champions League. Come se non bastasse, al minuto 83’, Camarda aveva trovato anche il gol e, non fosse stato per un fuorigioco piuttosto evidente, sarebbe anche diventato il più giovane marcatore della storia della Champions. Pazienza, per adesso ci accontentiamo di questo record ma il difficile deve ancora arrivare. Fonseca sembra capace a gestire i giovani e la loro crescita. Sarà importante farlo soprattutto con questo ragazzo, che da anni è etichettato come il futuro dell’intero movimento calcistico italiano.
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