
Lecce-Fiorentina 0-6, Considerazioni Sparse
Tutto facilissimo per la Fiorentina al Via del Mare, dove travolge un Lecce sempre più allo sbando.
Goleada della Fiorentina di Palladino in quel di Lecce, dove i padroni di casa vedono arrivare allo zenit i problemi di un avvio di stagione a dir poco complicato. Una sola vittoria (datata agosto) contro il Cagliari, peggior attacco del campionato, peggior difesa del campionato, già fuori dalla Coppa Italia (per mano del Sassuolo) e piena zona retrocessione: questo il quadro di una squadra che sembra in balìa delle onde. Al di là di nodi e valutazioni di mercato errate che vengono ormai al pettine, la sequela di errori con cui la squadra di Gotti tappezza la sua partita - e non è la prima volta - trasmettono l'immagine di un gruppo allo sbando, rassegnato a veder scivolare via i 90 minuti. L'unità d'intenti del meccanismo corviniano è oramai in pezzi, ed è difficile pensare a una soluzione efficace per scuotere la squadra e salvare il salvabile, anche a prescindere dal futuro del tecnico Gotti.
Prima vittoria esterna stagionale per la Fiorentina, netta e senza appello, dove le uniche note stonate sono gli infortuni di Gudmundsson (fuori al nono minuto per problemi muscolari) e Kean (fuori all'intervallo per un problema alla caviglia). Prestazione dei viola dominante, e che, seppur agevolata dall'inconsistenza di un Lecce peraltro rimasto in dieci uomini sul finire del primo tempo, restituisce l'immagine di una squadra rinfrancata nella mente e nello spirito a partire dalla vittoria di due settimane fa contro il Milan. Palladino ripropone lo stesso 11 e le stesse soluzioni già viste contro i rossoneri per costruire e sviluppare gioco, con una costruzione da dietro fluida per privare di riferimenti gli avversari, dove la presenza di Adli contribuisce a facilitare la ricerca delle linee di passaggio in avanti. In attesa di ulteriori test, il tecnico sembra aver, dopo le prime settimane di tentennamenti, trovato una quadra più o meno definitiva per la sua compagine.
Primi squilli per il Flaco Colpani, due volte a segno per le sue prime marcature in maglia viola. Esteticamente bellissima in particolare la seconda rete (quella dello 0-4, ndr), con una volée in area leccese dopo una serie di respinte mal gestite dai salentini. Finora, l'ex-Monza era stato uno dei grandi assenti tra i nuovi arrivati della Fiorentina: la doppietta - nel quadro di una gara molto meno timida del solito - potrebbe essere il punto di svolta, anzi di inizio, della sua annata.
Un'altra risposta molto positiva, a livello di singoli, la Fiorentina la trova in Lucas Beltran: entrato per sostituire Gudmundsson e chiamato a galleggiare dietro Kean (impreciso sottoporta, ma ingestibile per il duo difensivo giallorosso), l'argentino propizia con un recupero alto il primo gol di Colpani e trova la marcatura personale dopo un'ora di gioco, ritornando a segno su azione dopo 8 mesi. Pur con caratteristiche molto diverse dall'islandese, El Vikingo sembra - di nuovo - trovarsi più a suo agio nell'operare lontano dalle maglie difensive avversarie e a muoversi tra le linee, piuttosto che ad agire da vertice offensivo di squadre che comunque fanno molto affidamento sul centravanti per uscire e attaccare la profondità. Una contraddizione, questa sul giocatore argentino, già palesatasi la scorsa stagione: la sua collocazione tattica non è semplice, ma le qualità inespresse di Beltran in buona parte sembrano dipendere da un peccato originale, ovvero l'equivoco sul suo ruolo (o meglio, sulla sua interpretazione del ruolo) nel momento in cui la Fiorentina lo andò a prelevare dal River.
Danilo Cataldi e la gloria personale. La prima doppietta in carriera per l'ex Lazio, che sblocca la partita e poi di fatto la chiude con un grazioso sigillo su punizione a ridosso dell'intervallo, è in qualche misura anche il premio e il riconoscimento ad un inizio di stagione da gregario prezioso e presente. Centrocampista d'ordine e d'equilibrio, spesso non appariscente nelle giocate ma raramente da segnalare come autore di errori, "l'ordine al caos" trasmesso da Cataldi è stato forse più prezioso di quanto sembra nel condurre la Fiorentina fuori dalla propria fase di assestamento in questo inizio d'anno. Soldato semplice che oggi si prende le medaglie al merito, per quanto la vittoria viola sul Lecce ha un retrogusto maramaldesco di una squadra troppo grande per una rivale troppo debilitata.
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