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, 11 Ottobre 2024

Containers (The Night Skinny) - Considerazioni Sparse


Skinny accantona gli esperimenti di Botox per tornare all'essenza del rap

Fin dal momento dell'annuncio, l'hype attorno a Containers è stato decisamente elevato, vuoi per un roster a 5 stelle che riunisce i migliori emergenti degli ultimi anni a colossi del rap italiano, vuoi perché Botox, l'ultimo disco di Night Skinny, non era riuscito a soddisfare del tutto la platea. In questo senso, la posse track CNTNRS, pubblicata due ore prima dell'uscita dell'album per intero assieme all'omonimo video, suona come una dichiarazione d'intenti: in Containers non c'è spazio per artifici ed invenzioni poco gradite, il rap è al centro della scena. Da un Jake la Furia che sembra caduto nella fonte dell'eterna giovinezza al pregevolissimo scambio tra Nerissima Serpe e Papa V, passando per strofe notevoli come quelle di Rasty Kilo e Kid Yugi, tutti in CNTNRS si presentano col vestito buono, col preciso intento di rendere il proprio pezzo il più caratteristico possibile. Il rapper di Massafra, in particolare, si presenta con barre forse meno ricercate rispetto a quelle cui ha abituato i suoi fan, ma sia in Entro nel posto che in Divido cose, Kid Yugi conferma che la sua intesa con Skinny, già ammirata in Quarto di Bue, non si è affatto arrugginita.

La volontà di Night Skinny di distaccarsi da Botox e riprendere il filone iniziato con Pezzi nel 2017, e proseguito due anni dopo con Mattoni, è chiara sin dalle prime tracce. Anche quelle che sembrano nate per diventare delle hit vere e proprie, come Trema o Nella trap, non sentono praticamente mai il bisogno di strizzare l'occhio al commerciale o di esplorare altri generi senza una reale necessità. Da questo punto di vista, Containers è un perfetto prodotto del suo tempo, con produzioni puramente street e altre più elettro-dark, che avremmo potuto trovare tanto in Club Dogo quanto in X2VR, mentre Botox aveva cercato di intercettare una possibile virata verso il pop che la scena italiana non ha in realtà mai abbracciato del tutto. I beat di Skinny non cercano praticamente mai di diventare protagonisti, anzi appaiono quasi minimali in più di un'occasione, col preciso obiettivo di esaltare gli artisti chiamati in causa. Fa eccezione Walzer, vera e propria gemma nascosta all'interno dell'album, globalmente il pezzo più ficcante grazie a una base psichedelica che si sposa alla perfezione col collaudato binomio Papa V - Nerissima Serpe, e con un Fabri Fibra che riveste a sorpresa i panni di Mr. Simpatia, autore di barre di una crudezza quasi sconcertante.

Walzer ci permette di introdurre anche un altro importante tema di Containers: nella lotta tra la vecchia e la nuova scena, spesso alimentata molto più dai social e dagli altri media che non dagli artisti stessi, Skinny sceglie con successo di mettere tutti sullo stesso piano, dando vita a tracce in cui il divario generazionale si appiana con naturalezza. True Story è evidentemente un pezzo concepito su misura per Noyz Narcos, che però svolge ottimamente il ruolo di apripista per Papa V e Artie 5ive, anch'essi del tutto a loro agio sul beat; Rito Breve, al contrario, sembra uscito da Tunnel di Simba La Rue, ma né Noyz né Geolier fanno una piega nel declinarsi sulle tonalità proprie del rapper di origine tunisina. C'è ampio spazio anche per i tributi, da parte dei più giovani, a barre che rappresentano la storia del rap italiano: Tony Boy cita con chiarezza Lingerie di Sfera e Tedua, Kid Yugi riprende una delle aperture più celebri di Deadly Combination, Artie 5ive omaggia l'immortale Brivido di Marracash e Guè.

In mezzo a Containers ci sono tante piccole storie che i fan dei singoli artisti non faticheranno a cogliere. Subissato dalle critiche dei supporter di vecchia data in seguito all'uscita del suo ultimo album, Lazza ci tiene a ricordarci che sa ancora rappare, Capo Plaza prova a mostrarci una sua (piuttosto riuscita) versione dai toni più cupi, ma la più evidente è quella relativa a Tedua. Se in Trema Mario, come Lazza, ci ricorda di non aver perso il flow dei vecchi tempi, DM si presenta come un vero e proprio dialogo a cuore aperto tra il rapper e un suo fan; un'ennesima dimostrazione di come, attraverso rime e argomentazioni apparentemente semplici, il cantautore genovese riesca sempre a toccare le corde giuste smuovendo l'animo dell'ascoltatore. Qui emerge tutta la duttilità di Night Skinny, efficace anche nelle ballate come dimostrato anche da Mio padre, toccante duetto tra Noyz Narcos e Guè, che per una volta antepongono il sentimento alle punchline dissacranti e ironiche, e Solo Dio sa, traccia che ci restituisce una versione decisamente intima del trio Tony Boy - Geolier - Shiva, col particolare timbro della cantautrice Anice ad arricchire il ritornello.

Tra le canzoni stand-alone, oltre alla già citata DM, Numero 5 di Artie 5ive è un flusso di coscienza a tutto tondo che "presenta" l'artista sul palcoscenico dei grandi, così come Amore cieco e Solo, aggiungono poco alla produzione di Madame e Luchè: pezzi che piaceranno sicuramente ai fan dei due artisti, ma che almeno ai primi ascolti non appaiono indimenticabili.
Se la missione di Containers era non deludere le aspettative degli appassionati e offrire uno spaccato quanto più verosimile della scena rap contemporanea, allora essa può dirsi assolutamente riuscita. Non parliamo di un disco rivoluzionario, quanto dell'esatto contrario: tramite Containers, Night Skinny riafferma la sua identità come producer e mostra un'invidiabile capacità di comprendere la scena rap, tramite abbinamenti "facili" (Good girl di Rkomi, Ernia e Bresh è esattamente la canzone che vi aspettereste da questo trio) e altri più arditi, senza uscirne mai sconfitto. Chi cerca concretezza e realness in un momento storico in cui è facilissimo imbattersi in contaminazioni e artifizi di vario genere, troverà senz'altro in Containers un porto sicuro.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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