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Inter Roma femminile Haavi
, 8 Ottobre 2024

Inter-Roma 1-1, Considerazioni Sparse


All’Arena Civica Inter e Roma si dividono la posta, con un 1-1 che rallenta la rincorsa giallorossa sulla Juventus.

Partiamo da un fatto: dopo cinque partite di campionato, l’Inter è ancora imbattuta. La sensazione è che che di partita in partita la squadra di Piovani stia acquistando sempre maggior consapevolezza nonché una certa solidità tattica e mentale. La difficoltà principale della Roma, a prescindere da qualsiasi analisi che si può fare su meriti e demeriti della squadra di Spugna, è stata infatti trovare spazi e facilità di manovra contro un avversario così ben piazzato in campo. A Piovani va il merito di saper leggere sempre in modo molto astuto le partite, cambiando le carte in tavola al momento opportuno. Non è un caso, infatti, se la squadra a tirare le fila del gioco, soprattutto nel secondo tempo, è stata proprio l’Inter.

Partita divisa in due: nel primo tempo lato Roma ha furoreggiato la sempiterna Emilie Haavi. Sempre capace di creare problemi secondo un copione è stato fisso e ripetitivo, ma non per questo meno gestibile (Robben vibes): lei che prende palla, rientra sul destro e tira o mette la palla al centro. Haavi ha tirato 7 volte in questa partita, ha tentato 6 dribbling – di cui 4 riusciti – ed è stata una presenza costante nell’area di rigore neroazzurra e, non a caso, la Roma si è mostrata più pericolosa sulla fascia sinistra. Proprio da una di queste azioni, la Roma conquista il corner con cui segna il gol del vantaggio, grazie a un rimpallo tra Dragoni e Milinkovic sul primo palo e il tocco della neroazzurra per il vantaggio giallorosso.

A fine primo tempo per Piovani inserisce Polli al posto di Serturini. Così facendo, l’Inter sposta di peso il suo baricentro in avanti: pur non controllando la palla, le nerazzurre schierano 4 attaccanti costringendo la Roma o a rinunciare a una calciatrice in fase di possesso o ad accettare l’uno contro uno, una volta che l’Inter ripartiva. Mossa tattica che cambia la partita, e che è tradotta sul campo dalla qualità della numero 9 nerazzurra. Non lo scopriamo di certo oggi, fatto sta che Elisa Polli è una giocatrice davvero incredibile e guardarla giocare significa riuscire ad apprezzare sempre il pensiero fatto in occasione di qualsiasi giocata. La notevole prestazione individuale da lei offerta si compone di tutte le carte del suo repertorio, messe generosamente sul tavolo di gioco: dribbling, duelli, lavoro sporco spalle alla porta, sportellate, giocate intelligenti, sacrificio. Il procurato rigore del pareggio è solo la ciliegina di una prestazione brillante. E se non avete visto il recupero nella metà campo dell’Inter e il modo in cui si è girata sull’avversaria e partita palla al piede, recuperatelo (anche il velo per la conclusione di Magull, enjoy).

Il pari finale sigillato da Karchouni, ottenuto proprio grazie all'ennesimo guizzo di Polli abile a gestire una di quelle palle che, cronometro alla mano, inizia ad avere il sapore della disperazione, è un risultato meritato dall'Inter. Pari che restituisce l'immagine iconica della gara e di un'Inter di lotta, con Polli sullo sfondo ancora a terra dolorante che viene medicata mentre le compagne festeggiano il rigore trasformato. Ma fondamentale in casa nerazzurra anche la prova di Rúnarsdóttir perché, se è vero che la Roma ha la colpa di non aver chiuso per tempo la partita, nonostante le numerose occasioni, bisogna anche dire che la portiera islandese classe 2003 ha tirato fuori una prestazione di prim'ordine con 9 parate, tra cui 4 tiri che partivano da dentro l’area di rigore.

Questa partita per la Roma ha il sapore di due punti persi, specialmente per non aver gestito al meglio il risultato, con una Juventus che si allontana sempre di più e con lo scontro diretto all’Allianz il 13/10 che non sembra essere ancora un match point, ma almeno un tie-break che può indirizzare pesantemente il campionato. Per l’Inter, invece, è un importante punto guadagnato non solo per la classifica ma soprattutto per aver dimostrato di essere una squadra in grado di stare al tavolo di chi si gioca lo scudetto.


Queste considerazioni sparse sono realizzate in collaborazione con Ceretta, pagina sul calcio femminile curata da Valentina Forlin.


  • Romano, classe 1999, a tempo perso studia ingegneria e si diletta su Excel, utile difensore mancino per il calciotto

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