
Juventus-Cagliari 1-1, Considerazioni Sparse
Il Cagliari sorprende allo Stadium una Signora che spreca troppo.
L'eroica trasferta di Lipsia ci ha restituito la Juventus più scintillante della stagione, ma ha anche sottoposto i bianconeri a uno sforzo fisico notevole, il quale ha portato Thiago Motta a varare una piccola rivoluzione nel suo XI iniziale da opporre al Cagliari. Confermata in blocco la difesa post infortunio di Bremer, con Kalulu-Gatti al centro e Cambiaso-Savona sulle fasce, in mediana tornano titolari sia Locatelli che Thuram, mentre il redivivo Mbangula spinge Yildiz verso la prima panchina stagionale, con Chico Conceiçao al debutto da titolare sul versante opposto. Dall'altra parte, Davide Nicola cambia un solo tassello della squadra che contro il Parma ha centrato la prima vittoria stagionale: fuori un attaccante, Luvumbo, e dentro un esterno difensivo, Augello, con Piccoli unico riferimento offensivo e Viola ancora preferito a Gaetano sulla trequarti.
Pur con un atteggiamento reattivo come prevedibile (23% di possesso palla nel primo tempo), il Cagliari alterna al blocco basso una pressione alta non troppo aggressiva, ma comunque sufficiente a creare qualche grattacapo alla Juve in costruzione, soprattutto a un Thuram mobile e volenteroso ma un po' troppo impreciso. Dal canto suo, la Juventus aspetta con pazienza il varco giusto per punire gli ospiti, affidandosi soprattutto a un Vlahovic in grande spolvero, bravo a farsi trovare spesso libero e sempre più preciso nel dialogo coi compagni. Dopo un tiro da buona posizione del serbo, liberatosi col corpo di Luperto, arriva l'episodio che fa svoltare la gara: sul corner di Koopmeiners e il susseguente colpo di testa di Gatti, Luperto salta in maniera scomposta e tocca con il braccio. Dusan Vlahovic ringrazia sentitamente per il regalo, e dal dischetto realizza il quinto gol in campionato che vale l'1-0 della Juve, con dedica al compagno Gleison Bremer. Com'è spesso accaduto in stagione, una volta sbloccata la gara la Juventus acquista convinzione nel pressing e rischia di dilagare: un mancino violento di Koopmeiners, che non vede Thuram in posizione più favorevole della sua, e uno di Conceiçao fanno tremare il Cagliari, ancora l'ex Atalanta su un'ottima sponda di Vlahovic vede il suo sinistro respinto da Scuffet.
Sembra il preludio al raddoppio della Juve, dato che il Cagliari fatica tremendamente ad uscire dalla propria metà campo e perde più volte palla in zone sanguinose, invece i bianconeri abbassano la qualità del palleggio e gli isolani ne approfittano per orchestrare rapide ripartenze con molti uomini, che non si concludono con tiri pericolosi dalle parti di Di Gregorio solo grazie agli straordinari della difesa bianconera (col fondamentale aiuto di Locatelli) e a qualche imprecisione nell'ultimo passaggio. La ripresa parte con Fagioli per Koopmeiners ma soprattutto con un'azione travolgente di Conceiçao, che si libera di un avversario in giravolta e fa a fette la retroguardia cagliaritana con una progressione di 60 metri, servendo poi Vlahovic a centro area con un pallone un po' troppo alto che il serbo, col ginocchio, mette a lato. Il Cagliari risponde immediatamente con un lancio per Piccoli che trova impreparata la linea bianconera e chiama Kalulu (tra i migliori) al grande recupero, un segnale per una Juve che era sembrata un po' troppo rilassata sul finire della prima frazione.
Un'ulteriore scossa arriva con l'ingresso in campo di Zito Luvumbo, che mette subito in apprensione la difesa casalinga liberandosi al tiro sulla sinistra, ma la sua conclusione è respinta da Gatti a un metro dalla linea di porta, con Di Gregorio comunque sulla traiettoria. La squadra di Motta cerca di compensare a qualche falla nella distanza tra i reparti addormentando la partita, in avanti è soprattutto Chico Conceiçao a suonare la carica, saltando sistematicamente il diretto avversario ma senza trovare il tocco decisivo verso il cuore dell'area, anche per colpa di una prova cattedratica di Yerry Mina nel coprire le falle lasciate dai compagni. L'occasione più grande del secondo tempo arriva al 78', quando sulla ribattuta di un potente tiro del subentrato Douglas Luiz la palla arriva sui piedi di Vlahovic, il quale però manca incredibilmente a lato da dentro l'area piccola, con Scuffet già a terra. Il brasiliano è ancora protagonista, ma stavolta in negativo, quando entra in ritardo in area su Piccoli causando il secondo calcio di rigore in due partite. Dal dischetto Razvan Marin è impeccabile, e realizza l'1-1. La Juve prova a riversarsi in avanti di rabbia, all'ennesima penetrazione in area Conceiçao va giù su un tocco di un avversario, Marinelli punisce la leggerezza con cui il portoghese va giù con il secondo giallo, lasciando i bianconeri in 10 per gli ultimi minuti di gara.
C'è il tempo per un paio di occasioni potenziali create dalla Juve e per un palo da fuori area colto da Obert, poi la partita si spegne sul risultato di 1-1. La Juventus può recriminare per le tante occasioni sciupate e incassa la prima rete in campionato, pur su rigore, mostrando anche qualche sbandamento di reparto non pervenuto nelle scorse occasioni. Tra i singoli, Vlahovic e Conceiçao sono stati globalmente i più coinvolti e pericolosi; pesano però gli episodi, soprattutto per il serbo che avrebbe potuto chiudere la gara evitando la rimonta del Cagliari nel finale, co. Vanno però sottolineati i meriti della squadra di Nicola, brava a non uscire mai dalla partita, coraggiosa nel ripartire con convinzione, caparbia nel continuare a mettere pressione alla Juve fino a fine partita, sfiorando anche una vittoria che avrebbe probabilmente punito oltremodo i bianconeri. Spicca la prova di Mina in difesa, davanti Piccoli è fin troppo isolato ma ha il merito di conquistare il rigore poi realizzato dal subentrato Marin, una sentenza sui calci piazzati.
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