
Fiorentina-Milan 2-1, Considerazioni Sparse
Palladino sorride con merito e con lui la Fiorentina mentre il Milan si riscopre malato e debilitato.
I tre rigori (severi) sbagliati in quel del Franchi possono bastare per farsi un'idea di quello che è stata Fiorentina-Milan, una partita ritmata, agonistica, a tratti confusionaria, divertente ma ansiogena, costellata di errori soprattutto dei singoli ma anche di picchi notevoli. Picchi tra i quali su tutti emergono quelli di David De Gea, che dice no dagli undici metri prima a Theo Hernandez poi ad Abraham. Prestazione monumentale dello spagnolo, decisiva forse non solo per le sue parate (tante, oltre ai rigori), ma anche per trasmettere alla squadra con ogni suo intervento l'idea che questa partita poteva esser vinta. Un fattore, quello emozionale, completamente mancato al Milan.
Fiorentina a dir poco articolata nello schieramento: 4-4-2 in non possesso, dove è Bove ad aprirsi per prendersi Emerson Royal; 3-4-2-1 in costruzione, dove Adli scala sistematicamente nella linea dei centrali per dare qualità all'uscita, e dove i due terzini viola salgono fin oltre la linea di metà campo. Soluzione raffinata, che risolve i problemi in uscita sofferti dai toscani nelle ultime gare, e al contempo garantisce alla Fiorentina quella densità a difesa dell'area necessaria per impantanare i quattro davanti del Milan, e per scoprire il radicale 4-2-4 di Fonseca. Balla, scricchiola la Fiorentina quando i rossoneri riescono ad accelerare, ma dopo tante incertezze sono i gigliati quelli più lucidi, più concentrati e più capaci di dettare l'inerzia della gara.
Viene da chiedersi se la difesa del Milan non sia rimasta in qualche modo traumatizzata dal rigore fischiatole contro, vista la passività mostrata in occasione del gol di Adli. Ma a ben vedere tutta la partita del reparto arretrato rossonero appare frastagliata da cali di concentrazioni, tempi lunghi di reazione e brutte letture. A spiccare in negativo è Theo Hernandez, ovvero uno dei giocatori più importanti dei rossoneri, uno di quelli che dovrebbe aiutare a far uscire la squadra dalle difficoltà. Ingenuo sul fallo da rigore, superficiale (ma bravo De Gea) in occasione di quello calciato, con uno stillicidio di duelli persi contro un Colpani tutt'altro che smagliante. Una prestazione, condita con l'espulsione a gara conclusa, che definire irritante è forse poco.
Fonseca, con in mano un Milan ancora convalescente, ha dato l'impressione di esser rimasto un passo indietro per tutta la partita. Non tanto nelle scelte iniziali, che con quel 4-2-4 sanno ancora di terapia temporanea per curare vari malanni forse strutturali, quanto sia per la mancanza di correttivi in corso (nonostante il momentaneo pari), sia per le scelte e le tempistiche dei cambi. In una squadra che è mancata clamorosamente a livello di prestazioni individuali, stona il fatto che le uniche due sostituzioni siano state riservate ai due migliori in campo, ovvero Leao e Pusilic. Nel quadro di una squadra che, pur creando tanto, ha sofferto notevolmente sulle transizioni ed ha sbattuto più volte sul muro difensivo gigliato, rinunciare alla qualità del portoghese (due minuti prima del 2-1) e dell'americano (per gli ultimi dieci minuti finali) è stata una mossa che ha finito per privare il Milan di soluzioni, lasciandolo con tutti i suoi problemi.
Altre note individuali: Moise Kean alterna forse la peggior prima ora di gioco della stagione con un'ultima mezzora dove crea incubi alla tremolante coppia Gabbia-Tomori. Gudmundsson in sordina per lunga parte della gara, pesca il jolly (bellissimo) della vittoria. Bove, nella semplice veste di sacrificato portalegna, ritrova un senso in campo. Adli, dopo forse troppa panchina, si riscopre soluzione ai problemi. Lato Fiorentina alla fine stecca solo Colpani, il cui "duello" con Theo tocca per merito di entrambi livelli di goffaggine imbarazzanti. Lato Milan, tolte le sgasate di Leao e Pulisic c'è poco da salvare. Se Abraham in avanti è stato quasi nullo (rigore sbagliato compreso), tutta la linea difensiva rossonera si è riscoperta fragile, distratta, approssimativa. Così non va.
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