
Bologna-Parma 0-0, Considerazioni Sparse
Il Bologna non sa attaccare mentre il Parma si scopre finalmente solido, il Derby emiliano finisce a reti inviolate.
A quasi quattro anni dall'ultima volta, Bologna e Parma tornano a disputare il Derby emiliano in Serie A e lo fanno in modo radicalmente diverso da quanto ci si potesse aspettare quattro stagioni fa. L'impegno di Champions League contro il Bologna spingono Italiano a ridisegnare il suo undici titolare mentre Pecchia cerca una riscossa personale e di squadra per superare il periodo difficile che ha visto il suo parma protagonista in negativo dopo un ottimo avvio. Il risultato finale ci consegna l'immagine di due squadre in grado di affrontarsi in modo consapevole ma non abbastanza da sapere come far male all'avversario. Lo 0-0 va però decisamente stretto al Bologna che non ha saputo sfruttare, ancora una volta, la superiorità territoriale e questa volta anche numerica mentre il Parma ottiene un punto che aiuta il morale e suggerisce agli uomini di Pecchia una via alla solidità difensiva tanto agognata in questi primi mesi di campionato.
Il primo tempo vede come protagonista il ritmo con il Parma che vuole fin da subito provare a stanare il Bolo e impedirle di prendere campo. La squadra di Pecchia cerca di disporsi con un baricentro alto e di sfruttare le corsie esterne puntando soprattutto sul lavoro in sovrapposizione di Valeri e soprattutto di Coulibaly, protagonista assieme a Bonny di quella che è stata probabilmente la migliore azione del Parma nei primi 45 minuti grazie ad un bellissimo taglio del terzino francese. Al centro invece è proprio l'attaccante del Parma ad essere l'ago della bilancia del gioco gialloblù dettando tempi e strategia della manovra alternando movimenti di ricucitura e di apertura degli spazi per Man a lavoro da centravanti più tradizionale rendendosi pericoloso in più d'una occasione. Da segnalare inoltre l'assetto della mediana parmense che ha visto alternarsi sulla trequarti Sohm e molto più spesso Hernani, che ha lavorato molto bene anche da guastatore, mentre lo svizzero è servito più volte da secondo play al fianco o dietro a Bernabè per cercare di aiutare l'uscita dal basso della squadra.
Il Bologna dal canto suo cerca di assorbire la partenza arrembante dei rivali emiliani e, nella prima mezz'ora, cerca di sfruttare gli enormi spazi lasciati incustoditi sulle fasce per colpire in contropiede con Ndoye e Orsolini. Sarà per lo scarso momento di forma di entrambi o per le difficoltà che il Bologna dimostra di continuare ad avere in tema di costruzione e finalizzazione, ma la gestione delle transizioni risulta lacunosa e ben poco efficace. Alla lunga viene però fuori il Bologna, anche approfittando del calo fisiologico del Parma e alza il proprio baricentro e con un palleggio più insistito inverte l'inerzia della partita ma il fatto che le occasioni più pericolose siano arrivate con Castro e Erlic su calcio d'angolo la dice lunga sull'incapacità mostrata nel primo tempo di convertire il dominio territoriale in concrete azioni da gol della squadra d'Italiano.
L'espulsione ad inizio ripresa proprio di Coulibaly rende ancora più netti gli equilibri di forza che si andavano consolidando. Il Bologna continua col suo palleggio esasperato ma senza trovare sbocchi nel fronte della difesa parmense che invece si difende con ordine e cerca, almeno fino a quando Bonny rimane in campo, di sfruttare le transizioni grazie al lavoro di sponda del francese e alla qualità imprevedibile di Man, con Pecchia che decide di insistere su questo canovaccio inserendo anche Mihaila che per la prima volta non era partito coi galloni dei titolari in stagione. I padroni di casa invece, nonostante gli inserimenti di Fabbian, Iling Junior e Urbanski non riescono a fare mai davvero male ad una squadra che peraltro sta sempre di più acquisendo dimestichezza con il giocare in inferiorità numerica, considerando come quella di Coulibaly è già la quarta espulsione per il Parma in questa Serie A. E così il secondo tempo se ne va così, con la squadra di Italiano che sposta il pallone da un lato all'altro del campo, Castro che si danna l'anima come una zanzara impazzita mentre le migliori occasioni per i felsinei arrivano da calcio d'angolo o da spunti personali improvvisi.
Il pareggio è un risultato che va benissimo al Parma che un po' per gli evidenti limiti offensivi del Bologna ma anche per la buona prestazione dei singoli scopre una solidità difensiva del tutto inedita in questa stagione, accompagnando al buon punto in trasferta il primo clean sheet del suo campionato. L'occasione allo scadere di Mihaila poteva addirittura condannare i padroni di casa ad una sconfitta beffarda, soprattutto per la costante incapacità dimostrata dalla squadra d'Italiano di costruire azioni da rete valide e pericolose più che per la rivalità fra le due squadre. Anche quando il Parma cercava di attaccare in modo più organico e di spazi ce ne erano in abbondanza, i rossoblù non hanno mai dato davvero l'idea di poter far male e questa sensazione, meglio questa certezza, si è trascinata per tutto il secondo tempo ed è stata più forte di qualsiasi forcing o superiorità numerica.
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