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Verona Sogliano
, 3 Ottobre 2024

Le razionali follie dell’Hellas Verona


Da anni il Verona è una costante sorpresa della Serie A e Sean Sogliano ne è assoluto protagonista.

Il calciomercato è argomento controverso tra i calciofili. Molti lo amano, altrettanti lo ripudiano. Quest’ultimi non sopportano l’apparentemente incolmabile distanza spazio-temporale che li separa dal calcio giocato, la marea di informazioni e notizie - quasi mai verificabili - che viene riversata e, infondo, nessuno è felice all’idea di dover salutare i propri beniamini.

Quando un giocatore particolarmente legato a una squadra e a una città viene ceduto, spesso i tifosi criticano aspramente la società con cori, striscioni e - da qualche anno a questa parte - crociate (o shitstorm) sui social network. Per i direttori sportivi, oltre al proprio lavoro tradizionale tra campo ufficio e relazioni da cucire e mantenere, è di primaria importanza saper reggere l’enorme pressione che deriva dal malcontento dei propri tifosi ed essere consci che ogni singola mossa potrebbe risultare fatale. 

È quindi fondamentale è rendersi credibili agli occhi del proprio pubblico. Se i tifosi si fidano di te, sarà senz’altro più facile affrontare momenti difficili. Essere credibili significa avere convinto nel tempo i tifosi che, nel bene o nel male, riconosceranno le tue capacità e sapranno assorbire anche le cessioni più dure con fiducia e con la stessa fiducia sapranno aspettare i frutti di colpi esotici e sconosciuti ai più. In questa fattispecie, tra i DS che più hanno saputo convincere il proprio pubblico, rientra sicuramente Sean Sogliano, dirigente dell’Hellas Verona dal 2012 al 2015 e nuovamente,, dal 2022 a oggi.

I gialloblù si trovano da anni con una situazione societaria complessa e la proprietà Setti sta attraversando un momento difficile della propria storia. Ciononostante, l'Hellas ha saputo reinventarsi di stagione in stagione sotto ogni punto di vista, riducendo al minimo le conseguenze sul campo dei disastri "ai piani alti". Da cinque anni a questa parte (senza contare il biennio 2013-2015) club scaligero rappresenta una costante sorpresa. Ai blocchi di partenza è data sempre piuttosto indietro ma, a fine campionato, stagione dopo stagione, si è sempre dimostrata squadra solida, difficile da affrontare e straordinariamente abile nella gestione della rosa, del mercato e nella scelta degli allenatori, anche quando ha dovuto cambiare in corsa.

Si sa: per una squadra come il Verona affermarsi ad alti livelli è difficile, anzi, difficilissimo. L’Hellas è tra quei club che puntano sullo scouting per prelevare giovani prospetti, formarli e poi rivenderli per fare plusvalenza e autosostenersi, con tutti i rischi connessi a un player trading senza compromessi. Chiaramente, senza l'iniezione di capitali da parte di una proprietà facoltosa o di un grande giro d'affari preesistente, questa dinamica rende molto complesso riuscire a fare il famoso passo in più. Da un lato i giocatori migliori difficilmente potranno rifiutare le avances di squadre più ricche e blasonate, dall'altro la necessità di capitalizzare rende arduo per la dirigenza rifiutare offerte importanti. Risulta dunque complicato dar vita ad un progetto a lungo termine, tenendo alcuni tra i pezzi pregiati e magari rinforzando i reparti più deboli; più facile, invece, puntare su massicce compravendite a basso rischio, nella speranza di comprare il giocatore giusto per fare jackpot

Questo approccio si è reso ancor più necessario dopo il 20 dicembre 2023, quando l’intero pacchetto azionario appartenente a Maurizio Setti, proprietario dell’Hellas Verona, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a causa delle accuse di bancarotta fraudolenta mosse nei confronti dell’imprenditore da parte dell'ex patron di Spezia e Pro Recco Gabriele Volpi. La situazione è poi rientrata con il dissequestro delle quote, ma le giù risicate finanze del Verona non ne hanno certo giovato e i gialloblù continuano a navigare a vista in attesa di una cessione. 

Non a caso, infatti, il mercato invernale 2023/2024 è stato profondamente intaccato dalle difficoltà economiche: Queste le parole pronunciate all'epoca dal DS Sean Sogliano: “Quando una società prende coscienza della sua situazione economica, è doveroso migliorarla per evitare di avere delle problematiche future. (...) Il presidente mi ha detto che doveva rientrare da spese effettuate in passato dove le gestioni sono state superiori alle proprie possibilità, non è che il Verona deve iniziare di punto in bianco a vendere giocatori perché è arrivata una perdita improvvisa”. 

Verona cessioni

Va dunque sottolineato come Setti e Sogliano abbiano dovuto affrontare una situazione poco rosea del club e qualcosa andava fatto. Quel qualcosa è stato il calciomercato, unica àncora di salvezza, e così i gialloblù hanno dovuto salutare praticamente tutti i propri migliori giocatori - almeno 6/7 titolari - facendo spazio a nuovi giocatori, spesso avvolti dall’anonimato, proprio come lo erano i loro predecessori prima di affermarsi in Serie A ed essere ceduti.

Sogliano, si può dire che sia l’anima dell’Hellas. Come accennato, aveva già lavorato come DS proprio al Verona dal 2012 al 2015, tenendo un approccio piuttosto differente; tra il 2015 e il 2022, poi, ha girato diverse squadre quali Genoa e Bari. La filosofia societaria era chiara: comprare bene e a poco, vendere meglio e a tanto. Una roba da niente. Tuttavia, i risultati finora hanno dato ragione al Verona e a Sogliano, che ha dimostrato di essere uno dei migliori dirigenti in circolazione, considerando le condizioni e il budget con cui è stato costretto a lavorare. Non si è dato limiti, ha sguinzagliato gli scout e sfogato la propria fantasia oltre ogni immaginazione, scovando giocatori talentuosi e adatti da ogni angolo del globo e centrando il doppio obiettivo della salvezza sportiva e finanziaria ogni stagione, anche quando dato per spacciato. 

Il DS del Verona ha dimostrato più volte come la visione comune, secondo la quale per rinforzare la propria squadra è necessario o sufficiente investire ingenti somme di denaro è quantomeno una prospettiva limitata. Da anni, l’Hellas certifica come con la competenza si possa generare valore "dal nulla" mantenendosi competitivi in Serie A anche nelle condizioni più complicate. Secondo Transfermarkt, nelle ultime tre sessioni di mercato il Verona ha acquistato giocatori per €29 milioni e ne ha incassati €119 dalle cessioni. I nomi più altisonanti sono Isak Hien (comprato a €4,6 mln e venduto dopo 18 mesi a €8,5), Juan Cabal (comprato a €3,5 e rivenduto a €12,8), Josh Doig (acquistato a €3,4 e ceduto a €6), o il vero capolavoro di Sogliano, la gestione di Cyril Ngonge, arrivato per €550k il 19 gennaio 2023 e venduto esattamente un anno più tardi a €18 milioni.

La cessione di Ngonge è stata la ciliegina sulla torta di una campagna invernale al limite del grottesco, in cui il Verona ha dovuto rivoluzionare la rosa, come anticipato, per far fronte a una situazione societaria a dir poco precaria. Sono stati ceduti ben 15 giocatori - tra i quali alcune colonne portanti della squadra gialloblù come Djuric, Terracciano e i già citati Doig e Ngonge - e ne sono stati prelevati ben nove per sopperire ai buchi lasciati dal mercato in uscita. La più grande abilità di Sogliano in tutti questi anni è stata forse il di attingere da campionati di livello inferiore giocatori che poi si sono rivelati sorprendentemente pronti per il nostro campionato e che hanno fatto immediatamente la differenza nella lotta salvezza. Due nomi su tutti: Tijjani Noslin, arrivato dal Fortuna Sittard per 3M a gennaio '23 e trascinatore del Verona con 5 gol e 4 assist in 17 partite (poi, tanto per cambiare, ceduto alla Lazio quasi 9M neanche sei mesi dopo) e Belayhane, centrocampista prelevato dal Nizza per €500k dopo nemmeno un'intera partita giocata in Francia ed esploso durante questa stagione, diventando titolare inamovibile nel Verona di Paolo Zanetti. 

La palla di Belayhane per Livramento è incredibile.

Come accennato precedentemente, l'ottima gestione dell'Hellas di Sogliano non si limita alla compravendita di calciatori, ma anche alla scelta degli allenatori. Negli ultimi anni diversi tecnici fino a quel momento poco considerati si sono affermati sulle rive dell'Adige. In primis Ivan Juric, che dopo un'esperienza dimenticabile al Genoa, è riuscito a portare il Verona al nono posto da neopromossa e al decimo la stagione successiva, salvo poi litigare con la società e lasciare prima della scadenza del contratto triennale. L'anno successivo all'addio di Juric, il 2021/2022 comincia in maniera disastrosa con Eusebio Di Francesco, ma la società scaligera prende la scelta giusta al momento giusto esonerando l'allenatore dopo sole tre giornate e sostituendolo con Igor Tudor, che porterà nuovamente il Verona al nono posto in classifica, arrivando a ridosso della bagarre per i posti europei

Dopo l’addio di Tudor, però, il Verona ha cominciato a faticare. La stagione 2022-2023, caratterizzata da un altro cambio d’allenatore (formalmente due cambi, considerando il subentro ufficiale di Zaffaroni al posto di Bocchetti) si è conclusa con lo spareggio per la retrocessione vinto contro lo Spezia, risultato nettamente peggiore dei precedenti ma comunque sorprendente, tenendo conto dell'andamento della stagione e dell'inizio dei guai giudiziari del presidente Setti. Dell'ultima stagione ne abbiamo già parlato: nonostante la profonda crisi societaria e le scelte radicali prese nel mercato di gennaio, la scelta di affidare la panchina a Marco Baroni e di non esonerarlo nei momenti di difficoltà si è dimostrata vincente. Baroni è riuscito a ricompattare l’ambiente giocando un girone di ritorno ai limiti della perfezione che permette a un Verona disastrato di salvarsi alla penultima giornata, agguantando addirittura il tredicesimo posto finale. Baroni, nonostante la conferma da parte della società per la stagione a venire, ha lasciato Verona per sostituire proprio Tudor alla Lazio.  

Il video che il club gialloblù ha dedicato all'incredibile stagione scorsa.

Al posto di Baroni, è stato messo sotto contratto Paolo Zanetti, reduce da mesi disastrosi a Empoli conclusi con l'esonero nel settembre 2023. Oggi è ancora presto per dare risposte definitive, ma finora i risultati stanno premiando, ancora una volta, le scelte in apparenza poco comprensibili, le follie razionali di Sean Sogliano. Il Verona si è confermato essere una squadra competitiva che sta, ancora una volta, lanciando moltissimi giocatori interessanti ed esotici: Livramento, arrivato dalla seconda divisione olandese; Mosquera, l'anno scorso all'Atlético Puramaranga; Tchatchoua, arrivato dallo Charleroi e soprattutto il già citato Belahyane e Suslov, anche lui preso in Olanda dal Groningen e che si è messo in luce con la 10 della Slovacchia agli Europei di quest'estate.

Da qualche tempo, dunque, Verona sembra essersi trasformata in un'oasi, un ambiente felice in cui gli allenatori possono reinventarsi e rivalutarsi, anche grazie alla poca pressione alla quale sono sottoposti ma soprattutto per merito della "copertura di spalle" offerta da una dirigenza straordinariamente competente e risoluta nelle proprie strategie. 


  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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