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Lipsia Juventus
, 2 Ottobre 2024

Lipsia-Juventus 2-3, Considerazioni Sparse


La rimonta della Juventus si inserisce nell'album bianconero delle serate storiche della Champions League.

La notte di Lipsia. Potrebbe essere il titolo di un film, o di un libro. Quello che è successo, sicuramente, non può essere descritto solo come “una semplice partita di calcio”. Una Juventus eroica esce con i tre punti dalla Red Bull Arena, e lo fa dopo essersi trovata a poco più di 20 minuti dalla fine sotto di un uomo e una rete. Alla fine ha vinto la squadra, ha vinto il gruppo. I bianconeri volano quindi a 6 punti dando seguito alla buona prestazione europea vista contro il PSV. Male, invece, il Lipsia, troppo attendista e troppo rinunciatario nelle prime fasi della partita, che rimane fermo a 0 punti dopo la sconfitta all’esordio contro l’Atlético Madrid.

La gara inizia male già dal punto di vista psicologico. In pochissimi minuti, infatti, la Juventus è costretta a dover sostituire sia Bremer che Nico Gonzalez. Per l’argentino si tratta di un problema muscolare alla coscia destra e sarà da valutare, mentre per quanto riguarda il brasiliano si teme uno stop lunghissimo considerato il rischio della rottura del legamento crociato. Il Lipsia ha approcciato la gara nello stesso modo con il quale aveva affrontato la sfida contro l’Atlético Madrid: lascia il pallino del gioco in mano agli avversari, si difende con un 4-4-2 stretto ed affida la propria fase offensiva alla velocità di Openda, Xavi Simons e Sesko. I ragazzi di Thiago Motta in fase di costruzione danno vita ad un 3-2-4-1 con Cambiaso che si alza in mediana al fianco di Fagioli e con McKennie che avanza sulla linea dei trequartisti. Gli infortuni iniziali portano la Juventus a dover usare subito due sostituzioni: fuori quindi Bremer e Nico per Gatti e Conceição. La Juventus fa fatica a scardinare le due linee difensive del Lipsia, il quale attende senza attuare un pressing asfissiante. Intorno alla mezz’ora Vlahovic impensierisce Gulacsi deviando un tiro di Koopmeiners, ma sul contropiede Openda lancia Sesko che stoppa in area e con il mancino sigla la rete del vantaggio per i tedeschi. Poco prima della fine dell’intervallo i bianconeri protestano, con evidente ragione, per un rigore non ravvisato a causa di un fallo di Lukeba su Vlahovic, ma Letexier non è dello stesso avviso e il Var non lo richiama. Una buona prima frazione di gioco per i ragazzi di Rose che hanno interpretato benissimo la gara secondo il piano partita dell’ex tecnico di Dortmund e Gladbach.

La ripresa è una baraonda, un turbinio di emozioni e raccontarlo solamente dal punto di vista tattico non renderebbe giustizia a ciò che è stata. La seconda frazione di gioco comincia benissimo per la Juventus che entra in campo con coraggio e voglia. Koopmeiners prende il palo, ma poco dopo Vlahovic si avventa su un cross di Cambiaso dalla sinistra e girando col mancino trova il pari. Per i bianconeri, però, le cose si complicano: prima il Lipsia prende il palo con Openda e poi si ritrovano in 10 uomini a causa dell’espulsione di Di Gregorio arrivata perché ha toccato da ultimo uomo con la mano la sfera fuori dall’area. Letexier non aveva notato subito l’irregolarità ed è stato aiutato dal Var. Sulla punizione il nuovo entrato Douglas Luiz devia con il gomito, anche qui il fischietto francese non ravvisa nulla, ma grazie ancora alla tecnologia rivede l’azione e dà calcio di rigore. Dal dischetto Sesko sigla la doppietta personale e riporta in vantaggio i teutonici. Da qui in poi quello che succede è un film. Vlahovic al 68’ risponde allo sloveno e con un meraviglioso mancino da fuori area ripristina lo status quo, ma poi all’82’ la magia. Dalla destra Conceição entra in area, con una finta ubriaca due difensori e con un tocco dolcissimo di mancino batte Gulacsi. La Juventus si difende, con grinta, con il cuore, lo fa da squadra ed ottiene una vittoria incredibile che dà tanto entusiasmo, ma soprattutto tantissima consapevolezza.

Dusan Vlahovic. Solamente questo. Il serbo ha ricevuto tantissime critiche, molte anche giuste, ma stasera, su un grandissimo palcoscenico, ha risposto da fenomeno. Una doppietta bellissima, ancora più importante perché il secondo gol è arrivato poco dopo l’espulsione ed il rigore di Sesko. Ha dato il via alla rimonta, ha fatto intravedere tutte le qualità di un leader positivo, proprio come lo definisce Thiago. Merita una grande nomina anche Conceição, ma non solo per il gol. La prestazione del portoghese è stata maiuscola, è stato una spina nel fianco continua per la difesa tedesca. Poi ovviamente è anche arrivato il gol, che ha impreziosito una gara eccezionale. Infine non si può non citare Pierre Kalulu, ancora più responsabilizzato a causa dell’assenza di Bremer. Il francese non ha fatto passare nulla ed il salvataggio su Nusa è l’immagine della sua gara.

Due vittorie su due, i ragazzi di Thiago Motta hanno cominciato benissimo questa nuova Champions League. La vittoria col PSV era passata quasi come “un obbligo”, ma questa è una di quelle serate europee che non dimenticherai mai. In dieci uomini, in trasferta e sotto di un gol. La Juventus ha vinto e l’ha fatto da squadra. È successo perché è una squadra forte, conscia dei propri mezzi e delle proprie qualità. Thiago non avrà forse ancora plasmato al 100% la squadra secondo la sua idea di calcio (ed è anche normale considerato che siamo ad inizio ottobre), ma sicuramente è riuscito benissimo a formare un gruppo straordinario dimostrando essere un grandissimo allenatore.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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