
Appunti sulla trade Towns-Randle
Uno scossone inatteso sulla linea New York-Minnesota: quanto sposterà KAT a Est?
Sembrava un periodo tranquillo per l’NBA. Sembrava, appunto, prima dell'ultima settimana.
Qualche prolungamento contrattuale (l’estensione triennale da $47 milioni firmata da Terance Mann con i Los Angeles Clippers) ha solo anticipato i primi botti stagionali. I primi sono arrivati ai lati del parquet: dipartite importanti dalla squadra di lavoro di ESPN come Adrian Wojnarowski – GOAT delle notizie di mercato – e Zach Lowe – uno dei punti di riferimento del basket americano, mandato via nei giorni scorsi - hanno lasciato il punto di riferimento dell'informazione sportiva a stelle e strisce. Ma poco o nulla faceva presagire a uno scambio tra due delle contender nelle rispettive Conference.
Come confermato da Bobby Marks, esperto del lato economico di ESPN, il tutto si è sviluppato negli ultimi due giorni, e persino i diretti interessati non erano stati informati di quello che stava per accadere.
I New York Knicks e i Minnesota Timberwolves, nella notte italiana tra venerdì e sabato, hanno “premuto il grilletto”: Karl-Anthony Towns da Minnesota a New York, Julius Randle, Donte DiVincenzo, Keita Bates-Diop e una prima scelta al prossimo draft, via Detroit, protetta top-13, a fare lo stesso viaggio ma in verso opposto.
Per far quadrare i conti dal punto di vista salariale, una terza squadra è stata coinvolta: gli Charlotte Hornets riceveranno dai Knicks l’equivalente salariale di $8.8 milioni come draft compensation (New York ha appena tagliato dal roster Morris e Okeke, liberando posti per firmare e spedire agli Hornets i contratti presumibilmente di DeQuan Jeffries and Charlie Brown Jr. Su quali giocatori verranno mandati a Charlotte non c’è ancora certezza), essendo sia Timberwolves che Knicks già oltre la soglia del primo apron nel nuovo Salary Cap NBA.
Una mossa inaspettata, che non era nell’aria, ma che riflette le condizioni economiche, di chimica in campo e relazionali di tutte le parti interessate.
Lato New York Knicks
Il bisogno principale per la squadra della Big Apple era un centro, magari che sapesse tirare da 3 per aprire il campo e liberare spazio alle penetrazioni di Jalen Brunson. La scelta di puntare su Mitchell Robinson come lungo titolare non aveva per l'appunto pagato fino in fondo, per colpa dei numerosi infortuni, compreso quello al piede che lo terrà fuori almeno per tre mesi dall’inizio della stagione.
Durante le sue assenze nelle ultime due stagioni, il posto in quintetto era stato preso da Isaiah Hartenstein, giocatore con caratteristiche molto diverse da Robinson, più passatore che atleta. Il tedesco ha però firmato quest’estate un triennale da $87 milioni con Oklahoma City. Il terzo centro, Jericho Sims, è ancora troppo acerbo per occupare un posto così importante.
Così il presidente Leon Rose ha puntato su Karl-Anthony Towns: Rose e KAT si conoscevano già, entrambi nativi del New Jersey, con Rose che in una vita cestistica precedente era stato l’agente di Towns fin da quando il dominicano era un teenager, accompagnandolo prima a Kentucky e poi in NBA. KAT, ormai ex Wolves (lo scambio deve ancora essere messo nero su bianco per la questione dei giocatori da mandare a Charlotte) ha trascorso le prime 9 stagioni nella massima lega americana a Minnesota, prima come potenziale futura pietra miliare della franchigia e poi come secondo violino a supporto di Anthony Edwards.
A New York, KAT andrà a ricoprire un ruolo che nelle ultime annate a Minnesota aveva smesso di praticare, quello di 5, con molti punti interrogativi sulla sua fase difensiva, ma pochi su quella offensiva. KAT è attaccante completo, che forse esplora troppo poco il gioco in post, in grado di tirare in modo egregio da tre punti - il 39% della passata stagione lo certifica.
Il quintetto Brunson-Hart-Anunoby-Bridges-Towns è, sulla carta, uno dei più completi della lega, con però i soli McBride e Achiuwa come giocatori affidabili in uscita dalla panchina (e RObinson quando rientrerà). Si parla già di potenziali firme di alcuni veterani come Shamet per completare il roster, anche se "solo" su 7/8 giocatori è ciò che coach Thibodeau ha sempre dimostrato di voler contare nel momento caldo della stagione.
Lato Minnesota Timberwolves
Quest’anno entra in essere il contratto quadriennale da $224 milioni firmato nel 2022 da KAT: sommato ai pluriennali di Edwards, Gobert, McDaniels e Reid (Naz ha player option per la prossima stagione da $15 milioni, ma è molto probabile che vada a sondare il mercato per accaparrarsi un contratto più lungo e lucrativo), i Timberwolves si sarebbero ritrovati, senza lo scambio di Towns, a dover pagare la Luxury Tax per un valore superiore ai $100 milioni, non avendo nemmeno la flessibilità salariale per rifirmare Reid, sesto uomo del 2023-2024.
Per evitare di sborsare così tanto, quindi, Minnesota hanno tradato KAT in cambio di DiVincenzo e Randle (Bates-Diop è un giocatore di contorno in questa operazione). Il primo è stato il terzo miglior giocatore per triple segnate nella lega del 2023/24, dietro solamente a Steph Curry e Luka Doncic; il secondo arriva da una stagione con 24 punti, 10 rimbalzi e 4 assist di media a partita.
Contrattualmente, gli stipendi dei due sommati non arrivano a quello di KAT: Randle in particolare ha una player option per la prossima stagione di $30.9 milioni e, in generale, è eleggibile per un quadriennale da $181 milioni. Minnesota, decidendo eventualmente di non rifirmare l’ex Pelicans, potrebbe garantirsi spazio salariale e maggior possibilità di manovra.
Chris Finch, l’attuale coach dei Timberwolves, ha già allenato Randle nel 2018/19 in quella che è stata la stagione dell’affermazione del #30. Spera di poter fare lo stesso da quest’anno, affidandogli maggiormente la palla e sgravando Anthony Edwards dal dover sempre impostare l’azione (Ant ha avuto una Usage%, statistica che misura quanto un giocatore determina palla in mano nell'economia offensiva di una squadra, di 31.4% nell'ultima Regular Season (5° tra i giocatori NBA con minutaggio significativo) e di 28.9% nei playoffs (8°), arrivando spesso col fiato corto nei finali di partita).
Un probabile quintetto Conley-Edwrads-McDaniels-Randle-Gobert rappresenta, a mio avviso, un peggioramento rispetto a quello della scorsa annata. C'è invece un giocatore in più come DiVincenzo in uscita dalla panchina, ma le esigenze contrattuali incombevano e la scelta nell'immediato di Minnesota su KAT rischia di pagare nel lungo periodo.
Se dovessi dare una valutazione personale a questo scambio, direi che i Knicks ci hanno guadagnato sul campo e i Timberwolves hanno, in modo oculato, sistemato le proprie finanze. Solo le prossime stagioni ci daranno un quadro più completo.
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