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Supercoppa Volley Femminile
, | 30 Settembre 2024

Supercoppa Volley Femminile, Considerazioni Sparse


Le assenze di Egonu e Zhu, Conegliano che vince, la cornice di Roma per la Supercoppa che inaugura il 2024/25.

La stagione del volley femminile di club, dopo la splendente estate olimpica, ricomincia da dove era finita: con l’Imoco Conegliano sul podio a festeggiare la Supercoppa, alzando l’ennesimo trofeo. Nella splendida cornice di Roma, la corazzata veneta fa propria questa “ouverture” stagionale non senza sofferenze, sconfiggendo la Numia Vero Volley Milano al tie break, dopo due ore e mezza di battaglia e dopo esser state due volte in svantaggio. Una dimostrazione di carattere che evidenzia come le pantere non abbiano finito il loro appetito nonostante la loro pancia possa esser abbondantemente piena, e che le rimette senza esitazioni in pole position anche per la stagione appena cominciata. Per l’Imoco si tratta dell’8° Supercoppa, che diventa il sedicesimo trofeo conquistato consecutivamente in Italia: gli avversari non mancano, ma per spodestare la squadra di Daniele Santarelli ci vorrà una impresa eccezionale.

La finale di Supercoppa è stata avvincente, intensa ed equilibrata. Il primo ed il terzo set sono di marca milanese, con una prova estremamente ordinata e corale, volta ad allungare gli scambi con intelligenza e farli propri: sugli scudi ci stanno tutte e tre le schiacciatrici, con una menzione particolare per Myriam Sylla, solita mattatrice con 24 punti, e per Helene Cazaute, che si sacrifica in un ruolo non suo e mette a terra 17 palloni. Conegliano all’inizio fatica più del previsto, riesce a pareggiare i conti nella seconda frazione, ricade nel buio pesto nella successiva, ma alla fine della quarta comincia la sua manovra da pitone che avvolge la sua preda: quando l’ultimo pallone del quarto set è caduto sul campo di Milano, tutti hanno capito come sarebbe andata a finire. Nel tie break, le pantere mettono in campo tutta la loro mentalità vincente, trascinate da una Moky De Gennaro leader indiscussa, dalla brasiliana Gabi che si conferma una vincente (16) anche sui taraflex nostrani, e da Isabelle Haak, che sebbene a luce intermittente schianta ben 20 punti sul campo avversario. Il quinto parziale finisce 15-11, si stappa il Prosecco, ma Milano dimostra di essere un avversario estremamente credibile.

Era impossibile non notare le due grandi assenti: dal lato milanese Paola Egonu, e dal lato veneto Zhu Ting, due star assolute a livello mondiale. Conegliano, senza la schiacciatrice cinese, ci mette un po' a trovare l’assetto giusto, ed a sparigliare le carte è l’inattesa Lukasic, che entra a partita in corso e sigla 10 punti importanti. Ancora più roboante l’assenza della Paola nazionale, forse l’elemento più atteso ed iconico della Supercoppa e della nostra pallavolo dopo l’oro olimpico estivo, che deve rinunciare all’abbraccio del pubblico e a dare il suo contributo a Milano: Lavarini senza di lei disegna un assetto con tre schiacciatori e Cazaute nel ruolo di opposto, un approccio alla gara tatticamente intelligente e riesce a creare più di un grattacapo alla Prosecco Doc, ma cade sul più bello, ad un passo dal possibile successo. Cosa possano essere queste due squadre con le loro star è una domanda affascinante, che conferma quanto il nostro campionato sia al vertice a livello planetario.

L’egemonia di Conegliano non finisce di stupire: si tratta del venticinquesimo trofeo messo in bacheca tra l’Italia (7 scudetti, 8 Supercoppa, 6 Coppa Italia) ed il Mondo (2 Mondiali e 2 Champions League), un palmarès pazzesco figlio di una progettazione ottimale che perdura da anni. Il club di Maschio e Garbellotto, che aveva festeggiato solo pochi mesi fa il triplete Scudetto, Coppa Italia e Champions, ha capito benissimo quali siano gli ingredienti per rendere il suo progetto, semplicemente, migliore di tutti gli altri: nucleo solido di giocatrici attorno a cui formare un gruppo talentuoso, investimenti mirati da preferire a follie estemporanee, un allenatore su cui si punta senza se e senza ma. Proprio Daniele Santarelli, dopo un’estate con la nazionale turca meno entusiasmante del solito (ma “il suo solito” è vincere sempre, quindi il range di questa affermazione è discutibile), è tornato a gioire grazie alla Supercoppa con il club che ha scommesso su di lui anni fa, riuscendo ancora una volta ad incidere con i cambi nell’andamento della gara. Conegliano oggi è il modello perfetto da seguire negli sport di squadra, e lo era anche prima di questa vittoria in Supercoppa.

Al Palazzo dello Sport di Roma c’erano 10.500 spettatori che hanno offerto una cornice pazzesca al fine settimana di Supercoppa. Che il volley, forte del recente successo olimpico (Julio Velasco era ovviamente presente) , stia vivendo un golden moment è evidente, con numeri che fanno pensare a una vera ondata di entusiasmo. Anche prima dei Giochi Olimpici, la stagione 2022/23 aveva fatto segnare il record di incassi ed una crescita del 22% degli spettatori: con l’oro della nazionale azzurra, questi dati sono letteralmente esplosi, basti pensare la finale di Parigi è stata vista da più di 5 milioni di italiani, con il 40% di share assoluto. Quello che si dice meno frequentemente però è il volley deve queste fortune al fatto di non essere uno sport di genere: dei 365.000 tesserati, la maggior parte sono al femminile, ma più di 80.000 sono al maschile, e a livello di seguito spesso i dati sono similari. Uno sport che, tra modifiche al regolamento (Rally Point System, ne parleremo nel prossimo numero del nostro magazine) e una campagna adeguata di promozione, è stato reso più fruibile, godibile e capace di abbattere differenze di genere: e questa visione a lungo raggio, inequivocabilmente, ha pagato fino a portare a questi spettacoli meravigliosi, sul campo e fuori.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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