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Goglichidze Empoli
, 25 Settembre 2024

Saba Goglichidze Ministro della Difesa


Il giovane georgiano dell'Empoli ama proteggere, creando disagio.

Bastano 270' più recupero al di fuori del calcio georgiano per godere del presente e fantasticare sul futuro di un difensore centrale del 2004? No. Direbbe la logica.

Bastano 270' più recupero al di fuori del calcio georgiano per godere del presente e fantasticare sul futuro di Saba Goglichidze? Eccome. Dice l'inizio di Serie A 2024/25.

Il 30 agosto, Goglichidze non era nemmeno il difensore centrale georgiano di nome Saba con più credenziali dell'Empoli, considerato l'arrivo a fine mercato di Sazonov dall'ombra della Mole. Nella sfida di Coppa Italia di metà agosto, con Ismajli e Walukiewicz indisponibili, mister D'Aversa gli aveva preferito l'adattato Cacace braccetto sinistro e Luca Marianucci braccetto destro, 28 giorni più giovane e con già una Serie C (Pro Sesto) alle spalle.

Con lo scambio sull'asse Empoli-Torino del penultimo giorno di mercato, la partenza di Walukiewicz ha aperto una voragine sul centrodestra del terzetto difensivo empolese, da colmare nell'immediato per la trasferta al Dall'Ara di Bologna. Dal 31 agosto a oggi, quel vuoto non solo è stato riempito, ma vede già fondamenta che ispirano sicurezza anche per il lungo periodo. Bologna, Juventus e Cagliari sono state solamente le prime di una - si presume - lunga serie di presenze di Goglichidze in maglia Empoli, alla destra di Ismajli e Viti e a protezione di Vásquez.

Acquistato dai toscani nell'ultima sessione invernale di calciomercato, se non ne avete mai sentito parlare prima dell'ultimo respiro di agosto non sentitevi in colpa: anche a causa di un impervio adattamento linguistico, i circa €450k investiti dalla società del presidente Corsi per prelevarlo dalla Torpedo Kutaisi - sì: se ve lo steste chiedendo, Levan Mchedlidze giocava lì, prima di ritirarsi nel novembre 2023 - sono stati ripagati nel primo semestre sportivo da soli 90' in tutto il torneo Primavera 1, in un Empoli-Inter 1-2 di inizio febbraio vinto in rimonta dai nerazzurri allenati da Christian Chivu.

Dove si intravedono già, nel gol del pareggio di Berenbruch, alcuni tratti rivisti anche al piano superiore.

Nella squadra di mister Birindelli - e anche nei primi sprazzi nella Georgia, con cui ha esordito nell'ultima finestra di Nations League -, Goglichidze era stato immaginato come difensore centrale destro di una retroguardia a 3 in una struttura comunque conservativa, disposta ad abbassarsi per attaccare poi a palla recuperata nella maniera più diretta e verticale possibile. Lo stesso habitat ritrovato coi "grandi" di D'Aversa, dove è richiesto innanzitutto il coprirsi le spalle a vicenda nel corridoio centrale per compensare la limitata esplosività nei recuperi all'indietro.

Se Viti o Ismajli rompono la linea per duellare su una palla alta - raramente l'Empoli lo fa per seguire l'attaccante che si stacca e viene incontro - è il georgiano a posizionarsi al centro: in un calcio sempre più pieno di braccetti caricati come molle per accorciare in avanti, Goglichidze si sta dimostrando un profilo più adatto nel coprire la profondità, come potesse difendere sulla linea di fondo se non esistesse la regola del fuorigioco.

Conservativo non significa però meno aggressivo: attendere l'arrivo della manovra offensiva avversaria non significa necessariamente rischiare di più, qualora il senso della posizione assista l'arretramento. La circonferenza delle cosce, il temporeggiamento estremo, l'arte già sviluppata dell'arrangiarsi a difendere con le braccia ove lo scatto e l'accelerazione non assistono: doti che a un poco più che ventenne, con appena 30 partite tra i professionisti in Erovnuli Liga, non dovrebbero ancora appartenere, ma che costituiscono invece la base del gioco di Goglichidze.

Anche solo analizzando gli uomini offensivi da lui gestiti nelle prime uscite in Serie A si può intuire quanto Saba sia il guardiano che vorresti alle mura della tua città sotto assedio. Karlsson e Odgaard a Bologna, Yıldız e Mbangula con la Juventus, Luvumbo e Pavoletti alla Unipol Domus di Cagliari: non sorprende che, tra tutti, quello a mettere più in difficoltà Saba sia stato il primo della lista.

Il 10 di Italiano è l'unico a possedere il naturale istinto di chiamare la palla sui piedi il più arretrato e largo possibile, per attirare su di sé la marcatura lontano dall'area avversaria e duellare nella massima porzione di campo: tutti gli altri profili, fossero essi più inclini a convergere nel mezzo spazio (Yıldız per qualità, Luvumbo per sensibilità del piede forte), attaccare senza palla (Odgaard e Mbangula) o fissare la profondità da bersaglio aereo (Pavoletti), hanno fatto il gioco di Goglichidze e delle sue prestazioni da 99 in "Contrasto" sul fu FIFA - la carta di EAFC25 riporta 59 in "Contrasto in Piedi" e 58 in "Contrasto a Terra": urgono aggiornamenti...

"Nonostante" i 193 cm di altezza, non è il gioco aereo il pane di Saba. O meglio: come tutte le azioni difensive del georgiano, l'obiettivo di Goglichidze non è tanto quello di vincere il duello quanto farlo perdere all'avversario. Se la conseguenza visiva è che sembri più basso di quello che si dice sia, quella concreta è che la forza nella parte bassa del corpo gli torna utile per sbilanciare l'avversario e fargli perdere il possesso, non necessariamente riconquistandolo in prima persona.

Uno dei tanti meriti di D'Aversa nel chiedere a Goglichidze esattamente quello che può già fare a livello da Serie A è la posizione nella zona con cui l'Empoli difende sui calci d'angolo: se sul gol di Fabbian al Dall'Ara era Viti a proteggere l'angolo cieco sul palo lontano, il mister nato a Stoccarda ha invertito i due, dando più "libertà" di lettura e movimento a Goglichidze senza farlo faticare nella mischia vicino all'area piccola che si crea sui calci d'angolo e tamponando i tagli sul secondo palo di Juventus e Cagliari.

Il contratto firmato con l'Empoli sino al 2028 permette poi di guardare con calma allo sviluppo della fase di possesso. In una struttura come quella di D'Aversa che demanda la risalita del pallone tramite la conduzione, se non tramite una traccia lunga diretta o combinazioni verticali rapide di contiana e inzaghiana memoria, principalmente ai quinti - Goglichidze è a 1 conduzione in 3 gare secondo il modello Opta: il difensore più "spregiudicato" dell'Empoli in questo torneo è Walukiewicz con 2, tra l'altro ora al Torino.

Riconoscere in lui una sicurezza palla al piede di un centrocampista significa valutare con pregiudizio le caratteristiche che si pensa debbano avere universalmente i terzi di difesa, o concepire erroneamente come l'impiego da terzino nella massima serie georgiana (persino sulla fascia sinistra!) non corrisponda in automatico a un profilo a proprio agio nel controllare il possesso.

Per ora si parla di un difensore che sa difendere e poco più, per il sollievo dei calciosemplicisti: per massimizzarne il talento al settembre 2024 converrebbe quasi schierarlo da perno centrale di un terzetto, ma il peso gerarchico di Ismaijli a Empoli e di capitan Kashia nella nazionale georgiana farà porre nuovamente il quesito tra qualche mese.

Saba Goglichidze è originario di Kutaisi, città dell'antica Colchide che gli scavi archeologici fanno corrispondere alla Aia che Apollonio Rodio descrive come colei che giace oltre i limiti del mare e della terra. Una città governata da Eete ma violata da Giasone, eroe che riuscì a rubare il vello d'oro custodito dal fratello di Circe aggiogando buoi con zoccoli di bronzo, lapidando giganti nati da denti di serpente disseminati all'esterno della città e addormentando draghi insonni. Tutte sfide all'apparenza impossibili, anche per il capo degli Argonauti, ma che l'aiuto magico di Medea e il valore del prode hanno saputo superare.

Chissà che fine avrebbe fatto l'eroismo di Giasone di fronte alla difesa di Saba Goglichidze.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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