
Torino-Empoli 1-2, Considerazioni Sparse
Il giovane Empoli è stupefacente: il Torino già eliminato ai sedicesimi della Coppa Italia.
Dopo i mirabolanti sogni di gloria in campionato, il Torino scivola in Coppa Italia subendo la prima sconfitta stagionale: ad espugnare l’Olimpico è un Empoli coraggioso, che scende in campo con molti ragazzi del giovanile che però hanno mostrato sul campo tutto il loro valore, conquistando il derby con la Fiorentina agli ottavi di finale. Quando si è presa visione delle formazioni, nessuno avrebbe potuto pronosticare questo risultato, ma i giovani empolesi sono stati straordinari per applicazione, intensità e talento: per il Torino è una eliminazione scottante, che da un lato mette in luce alcuni limiti strutturali della squadra, e dall’altra avviene senza neanche l’attenuante di un turnover eccessivo. I granata escono male da questo martedì di Coppa, eliminati e stanchi in vista del difficile impegno di campionato di domenica, mentre l’Empoli si gode un risultato eccezionale e forse inaspettato.
Il Torino non cambia né il modulo né l’idea di gioco, semplicemente prova ad attuarli con interpreti diversi: questo impone che inizialmente i ritmi di gioco debba dettarli Linetty, che è onesto mestierante ma non certo regista, che nelle zone di Zapata si muova Karamoh, inadatto a farne le veci per caratteristiche, che sulla fascia si muova Pedersen, che ad oggi come sostituto di Bellanova lascia più di un dubbio. Insomma, il Torino sarà anche primo in Serie A, ma ci sarebbe da istituire una commissione d’inchiesta su come stia raggiungendo questi risultati Paolo Vanoli con questa rosa a disposizione: la partita di oggi ci dice che la rosa del Torino non è sufficientemente lunga per competere in più competizioni, e che tra i sostituti molti non sono all’altezza dei titolari. Chi si stupisce della contestazione ai vertici del club, più che ad un primo posto ottenuto con sacrificio più che col valore della rosa, dovrebbe guardare a questa partita e levarsi ogni dubbio di sorta.
Dell’Empoli stupisce, anche se non dovrebbe visto l’inizio della stagione, la personalità: i toscani, come già succede in campionato, riescono a fornire una prestazione estremamente compatta, deputando le ripartenze alla velocità dei suoi attaccanti. D’Aversa, giusto o sbagliato che sia, è passato alla cronaca per motivi estranei alla sua abilità tattica, che invece ha dimostrato in piazze e momenti diversi. Il tecnico dei toscani è riuscito, ancora una volta, a strutturare una fase difensiva estremamente efficace: questo Empoli non fa eccezione perché, pur privato di molti titolari, riesce a schermare bene la manovra granata e correre pochissimi pericoli. L’Empoli, come aveva già fatto il Lecce in campionato, ha scelto scientemente di lasciare il pallino del gioco ai granata, che evidentemente soffrono questo tipo di situazione: mossa riuscita alla perfezione sino al 70’, quando il gol di Adams ha rimesso tutto in discussione. Nel finale, quando tutti pensavano ai rigori, è arrivata la zampata decisiva di Haas, un segnale di fame e coraggio che regala il pass per gli ottavi.
Promossi e bocciati: tra le fila dell’Empoli si è visto moltissimo di buono anche a livello individuale, a cominciare dal marcatore Ekong, spina nel fianco costante per la difesa granata, ma senza tralasciare anche gli altri reparti, guidati alla grande da Haas e Cacace e, soprattutto, un sorprendente e miracoloso Seghetti tra i pali. Nel Torino qualcuno sta sul banco degli imputati più di altri: si tratta in primis di un disastroso Karamoh, che fallisce la propria chance senza appello, ma anche di un Tameze più pasticcione del solito e dell’ex Walukiewicz, che dopo buone prestazioni in campionato commette un errore marchiano sul gol avversario. In generale, il turnover granata non ha funzionato: a far miglior figura sono infatti i soliti Zapata (pur sciupone in due occasioni) e Adams (ancora una volta in rete), oltre all’esordiente Njie che ha mostrato personalità e iniziativa.
Cosa può costituire la Coppa Italia per queste squadre? Sempre difficile dirlo quando si è così lontani dalle fasi finali, ma probabilmente questa competizione poteva rappresentare, paradossalmente, un obiettivo reale più per i granata che per i toscani. D’altro canto però, sulle rive del Po sponda granata, la Coppa Italia è da anni un tabù: i granata da anni non riescono ad avanzare salvo sporadiche occasioni, e se Juric sembrava quasi snobbare questa competizione, Vanoli dichiarava da giorni quanto potesse costituire una parte importante del percorso. Per l’Empoli ora si aprono ora scenari interessanti in un tabellone complesso, ma se la squadra di D’Aversa saprà mantenere questo atteggiamento, in Coppa come in campionato, potrebbe esser un osso duro per qualunque avversario.
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