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Roma Juric
, 22 Settembre 2024

Roma-Udinese 3-0, Considerazioni Sparse


La Roma trova un'ottima prova dopo una settimana di autolesionismo, primo crollo per l'Udinese

La Roma si trova a scendere in campo dopo una settimana folle, culminata con le dimissioni poche ore prima del fischio d’inizio della CEO Lina Souloukou. Lo fa con un nuovo allenatore, ma con scelte negli uomini e nello stile di gioco che sembrano indicare - anche visto il poco tempo a disposizione - la continuità con quanto impostato da De Rossi. Si vedono nuovamente infatti la costruzione a 3, Angeliño braccetto sinistro, la terza titolarità consecutiva di Pisilli a fare la mezzala d’assalto. Al netto di quanto leggerete sotto, sul campo si sono visti segnali incoraggianti: Ivan Juric sembra essersi calato rapidamente in una situazione alquanto incandescente, facendo scelte molto pratiche e funzionali al momento, e ha trovato dai giocatori le risposte che cercava.

Se esonerare dopo appena quattro partite un allenatore cui era stato appena fatto firmale un triennale ha tutti i crismi di una scelta irrazionale, farlo per prendere Juric assomiglia molto a un auto-sabotaggio. Nulla contro il croato, che in queste stagioni ha dimostrato di essere un tecnico preparato e di livello, ma solo un nome “irrinunciabile” in panchina avrebbe dato un barlume di senso alla scelta sconfessare in pochi giorni un progetto tecnico cui erano stati destinati investimenti importanti durante l’estate. Ad addensare le nubi sono state anche le modalità, freddissime, con cui è stato liquidata una bandiera del club, che aveva accettato la panchina pur avendo tantissimo da perdere nel raccogliere la pesante eredità - sia tecnica, con la squadra completamente disabituata a giocare, che spirituale - di Josè Mourinho. Le dimissioni, appena cinque giorni dopo, della figura che apparentemente è stata responsabile della scelta dell’esonero, aggiungono un tocco tragicomico alla vicenda.

La Roma è oggi una società futurista, completamente priva di dirigenti: i diretti riporti della proprietà erano stati praticamente tutti “decapitati” negli ultimi 18 mesi e adesso, con l’abbandono della nave da parte della donna sola al comando, l’unica figura di livello alto rimane un DS del quale però non conosciamo nemmeno la voce. Lo stesso Ivan Juric non è nemmeno stato presentato e nessuno dalla società si è palesato per spiegare perché fosse lui la scelta giusta; così il nuovo tecnico si è trovato completamente da solo a fronteggiare la sua prima conferenza stampa. Adesso dovrà giocarsi la sua grande chance nel calcio di vertice e dovrà farlo non solo lavorando con una rosa che non ha costruito o scelto, ma anche dovendosi fare carico di un ruolo da frontman e rappresentante unico della società. Un ruolo che -da persona piuttosto schiva e diretta- non è mai sembrato amare troppo. In bocca al lupo.

Venendo al campo, dal lato giallorosso si sono viste ottime cose. L’approccio alla gara è stata da subito aggressivo, con un’evidente volontà di tutti gli undici di provare a mettere in pratica quanto richiesto dal nuovo coach, con dei risultati incoraggianti a livello di orientamento sull’uomo e letture preventive che hanno tolto il respiro all’Udinese. Il gol da vero numero 9 di Dovbyk, autore di una prestazione da migliore in campo, dopo 20’ di gioco ha indirizzato un match che ha visto la Roma in perenne controllo. Angelino, in quanto epicentro di un sistema molto fluido, è risultato determinante, sia per le responsabilità che si è preso palla al piede fungendo da vero e proprio regista aggiunto, che grazie alla sua propensione a seguire l’avversario a tutto campo. Con El Shaarawy sulla sinistra hanno costituito un’ottima catena, e non è un caso che il grosso dei pericoli costruiti dai giallorossi siano arrivati da quel lato. 

Per l’Udinese di Kosta Runjaić arriva il primo stop, ed è una sconfitta netta con un risultato che poteva essere anche più punitivo. I bianconeri non hanno offerto a livello di intensità la prova che era lecito attendersi, ed hanno sofferto dal primo minuto i mezzi spazi tra centrocampo e difesa. La scelta coraggiosa di schierare Brenner che di Thauvin alle spalle di Lucca non ha pagato, visto che quasi ogni tentativo di imbeccarli è stato soffocato sul nascere e al contempo la coppia di centrocampo Karlsorm-Ekkelenkamp è apparsa troppo isolata e in balia delle onde. Le idee però ci sono e l’impressione è che la squadra friulana potrebbe finalmente ambire a un piazzamento più tranquillo. Dove potrà arrivare la Roma è invece prestissimo per dirlo. Oggi, però, ha fatto un primissimo passo verso la normalità, uscendo da una settimana infernale con un netto 3-0.


  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore.
    Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali.
    Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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