Logo sportellate
Verona Torino
, 20 Settembre 2024

Hellas Verona-Torino 2-3, Considerazioni Sparse


Il Torino si gode i suoi attaccanti, espugna Verona e si addormenta in testa alla classifica.

Il Torino espugna il Bentegodi e vola in testa alla Serie A per una notte. La squadra di Vanoli ottiene tre punti meritati sfruttando al meglio gli oltre 70’ di superiorità numerica dovuta al rosso a Davidowicz, confermando le ottime impressioni suscitate nelle prime giornate e di fatto centrando il miglior avvio di stagione dal 2018. L’Hellas prova a restare in gara fino alla fine, ma prende il gol del 3-1 proprio nel suo momento migliore, ed a poco serve il gol tardivo che accorcia le distanze al 93’. Finisce 3-2, con il Torino che brinda alla seconda vittoria esterna consecutiva e gli scaligeri che si rammaricano per una gara viziata in gran parte da una follia in rissa attorno al 20’: una partita strampalata che sicuramente regala entusiasmo ai granata ma non può, per come si è svolta, generare allarmismi in casa veronese.

Nella prima frazione succede di tutto. Il protagonista assoluto è Tonny Sanabria, che tornando in campo da titolare fa il bello e il cattivo tempo, prima segnando il primo gol dopo una bella combinazione con Zapata, poi facendo espellere Davidowicz per una ingenua gomitata, e infine sbagliando il rigore appena guadagnato (ed insaccando irregolarmente la ribattuta): se il paraguaiano voleva far qualcosa per non passare inosservato, non si può dire non ci sia riuscito. In tutto questo, si infila pure un bellissimo pareggio di Kastanos con una prodezza balistica, e un Verona che fa una prestazione confusionaria ma sicuramente non arrendevole: gli scaligeri tengono sempre accesa la fiammella della speranza di rimonta, non molleranno manco al 93', ma non riusciranno a centrar l'impresa.

Il Torino, dopo la partita insipida col Lecce, ritrova la sua versione gagliarda: l’approccio è quello di una squadra che vuole vincere la gara, e finalmente i granata ritrovano un possesso palla produttivo e delle combinazioni pregevoli, come testimoniano i primi due gol, con la consueta ricerca reciproca degli attaccanti e finalmente un maggior apporto dalle fasce, soprattutto dal lato destro. La squadra di Vanoli ripropone quella manovra corale che aveva ben impressionato nelle prime giornate, ma soprattutto si gode un attacco estremamente prolifico e una intesa offensiva importante, con tutti e 3 i bomber a segno: Sanabria, anche se sbaglia il penalty di centimetri, sigla la prima rete e torna quel raccordo fondamentale che era nelle scorse stagioni, Che Adams trova una perla nel momento più importante della partita, mentre Duvan è la solita, enorme, garanzia.

Il Verona paga carissima l’espulsione di Davidowicz, perché per il resto ha pochissimi demeriti. I gialloblù in realtà, infatti, non abbandonano mai l’idea di stare in partita, ma di fatto in 10 contro 11 l’impresa si rivela troppo ardua: l’Hellas per buona parte del tempo si schiaccia nella propria metà campo e vive di qualche ripartenza e qualche fiammata, troppo poco per rimettere in sesto una gara che aveva preso una piega sbagliata. Zanetti le prova tutte, con le carte Livramento e Mosquera che sembrano ravvivare la verve offensiva, ma gli scaligeri non riescono mai davvero ad impensierire la difesa granata, e devono subire la prima sconfitta casalinga. Non è questa tuttavia la gara che fa testo per dire cosa possa fare l’Hellas, troppo episodica e situazionale per trarre conclusioni: sicuramente, ancora una volta, si sono viste delle ingenuità enormi e delle sorprese positive, e dal rapporto tra questi due fattori potrebbero dipendere le sorti della squadra di Zanetti, a lungo termine.

Promossi e bocciati: per il Torino è difficile trovare insufficienze, e sarebbe molto semplice parlare di Sanabria che ha spaccato la partita e di Zapata, miglior realizzatore di testa dei campionati europei. Tuttavia, citiamo tre nomi meno appariscenti: Ricci torna il metronomo decisivo per il gioco granata, Lazaro torna a fornire un assist decisivo, Walukiewicz conferma le buone impressioni destate contro il Lecce. L’unico bocciato è Masina, che pasticcia nel recupero regalando un gol all’Hellas. Per gli scaligeri, la bocciatura più grossa non può che andare a Davidowicz: buone sensazioni invece da Belahyane, che impressiona per personalità a centrocampo, ma anche da Mosquera e Livramento, ultimi a mollare. Infine, non si può non citare Paolo Vanoli: se il Torino si gode la vetta per una notte, una bella fetta di merito è sua.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

pencilcrossmenu