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God Save the Premier
, 17 Settembre 2024

God Save the Premier #1 - North London Derby


Il primo KO di Arne Slot, il North London Derby ai Gunners e l'autodistruzione dell'Everton.

Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),

questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di calcio e divano.

La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale sviluppato in chiave tattica (nell'uscita di oggi: la prima sconfitta di Arne Slot e del suo Liverpool in Premier); due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: Il derby del Nord di Londra, l’inevitabilità di Haaland e i complimenti a Frank e La continua autodistruzione dell'Everton e l'ottimo momento di forma di Duran), un po’ di cose in breve successe in Premier League questa settimana.

Spiegazione terminata, cominciamo!

La prima sconfitta di Arne Slot

Arne Slot non ha usato mezzi termini dopo la prestazione di Anfield, etichettando la sconfitta del suo Liverpool contro il Nottingham Forest una "grande battuta d'arresto". Virgil van Dijk l’ha definita addirittura "inaccettabile". Dopo tutto l’entusiasmo generato dalle tre vittorie consecutive in Premier League, il match di sabato è stato un doloroso ritorno alla realtà. I padroni di casa hanno avuto il 69% di possesso palla e 34 tocchi all'interno dell'area di rigore del Forest, ma la mancanza di una vera minaccia alla porta di Selz si è tramutata in un 0.94 di xG, come riportato da Sofascore: la sensazione, guardando la partita, è che i Reds avrebbero potuto restare un altro tempo ad attaccare la difesa degli ospiti senza riuscire mai a scardinarla.

Finora il Liverpool di Slot non aveva ancora avuto a che fare in Premier con una squadra che difende con un blocco basso, compatto, che concede agli avversari di fare la partita: Nuno Espirito Santo, infatti, ha preparato la gara alla perfezione da questo punto di vista, schierando un 4-2-3-1 molto stretto, con i due esterni dietro a Wood (#11), Anderson (#8) e Dominguez (#16), che si stringevano al fianco di Yates (#22) e di Ward-Prowse (#18) per creare densità in mezzo al campo.

Premier League Forest average
Le posizioni medie dei giocatori del Forest contro il Liverpool (Sofascore)

Sulle fasce, le prestazioni eccellenti di Aina (#34) e Moreno (#19) hanno poi permesso di limitare la pericolosità di Salah e Diaz. L’obiettivo infatti era quello di lasciare il pallino del gioco alla squadra di Slot per larghi tratti – il Forest non ha costretto Alisson ad alcuna parata per tutto il primo tempo – per infilarli successivamente in contropiede, specie con l’ingresso nella ripresa di due ali offensive votate all’attacco come Elanga e Hudson-Odoi, autori rispettivamente di assist e gol che hanno deciso la partita.

Al 72’, dopo una palla persa dal Liverpool sulla trequarti avversaria, l’ex Manchester United si è involato sulla fascia destra, ha alzato la testa ed ha servito dall’altra parte l’ex Chelsea, che ha puntato Bradley, si è spostato il pallone sul piede destro e ha trafitto Alisson con un tiro chirurgico che ha toccato il palo ed è entrato in rete, consegnando al Nottingham Forest una vittoria ad Anfield mai arrivata in Premier League e che mancava, in generale, dal 1969.

https://twitter.com/NFFC/status/1835060959045362025

Nonostante le parole sconsolate nel post partita, questa sconfitta non ridimensiona assolutamente le ambizioni del Liverpool per l'intera annata di Premier: sabato non si sono adattati al modo di giocare del Forest, è vero, probabilmente perché non sono ancora in grado di correggere la loro impostazione offensiva, ma è proprio da queste prestazioni che un progetto giovane come quello di Slot può e deve crescere, attraverso le difficoltà.

Il North London Derby

Tottenham e Arsenal si sono presentati all’incontro di domenica con mancanze abbastanza evidenti: gli Spurs, a livello tattico, devono ancora crescere nel tipo di calcio espresso, mentre i Gunners erano alle prese con delle defezioni nel personale, con Rice e Odegaard, i due giocatori tatticamente più importanti per Arteta, indisponibili.

Alla fine ne è uscito un 4-4-2 vecchia scuola, lineare, con Thomas e Jorginho a centrocampo, Saka e Martinelli sulle fasce, molto più bassi rispetto al solito, e Trossard a supporto di Havertz. Questo schema ha anche aiutato l’Arsenal a contrastare lo schieramento messo in campo da Postecoglu, molto offensivo, con Kulusevski e Maddison mezze ali, e il trio Johnson-Solanke-Son a cercare di infilare la difesa avversaria.

Nonostante le premesse – o forse proprio per le premesse, a seconda dei punti di vista – ne è venuta fuori una partita bloccata, poco spettacolare e molto poco "da Premier", decisa da una palla inattiva.

Il gol di Gabriel su calcio d’angolo ci ricorda ancora una volta l’eccezionalità dell’Arsenal sui calci piazzati: l’anno scorso, 22 dei 91 gol segnati in campionato sono arrivati da calcio piazzato, di cui 16 da calcio d’angolo, e tutto il merito va a Nicolas Jover, maestro di queste situazioni, che da luglio 2021 siede al fianco di Arteta.

Per gli Spurs un'altra giornata amara, in particolare per Romero: se è vero che sugli spalti del Tottenham Hotspur Stadium c’erano gli emissari del Real Madrid per visionare il difensore argentino (e Saliba), l’errore sul gol di Gabriel, unito a quelli contro il Leicester e contro il Newcastle sulle reti di Vardy e Isak, non ha lasciato di certo una buona impressione agli scout di Florentino Perez.

L'inevitabilità di Haaland e i complimenti a Frank

Alla stessa ora di Nottingham Forest–Liverpool il Manchester City è sceso in campo in casa contro un Brentford reduce da un buonissimo inizio di stagione. La partita si è messa subito in salita per il City, con Wissa che dopo 22’’ ha approfittato di un’incomprensione tra Stones e Éderson per portare in vantaggio le Bees. Le gare del City, però, iniziano quando Erling Haaland - in dubbio fino al giorno prima della partita per la morte di Ivar Eggja, quasi un secondo padre per il norvegese e spesso in tribuna al fianco del padre di Erling, Alfie - tocca il primo pallone.

Il gol del pareggio è arrivato alla prima palla semi-disponibile, da un'occasione che non era nemmeno una vera occasione, dato che il pallone stava rimbalzando in area di rigore prima che il norvegese lo mettesse alle spalle di Flekken, mentre il secondo è arrivato da un lancio lungo di Éderson con Halaand che, astutamente, ha spostato Pinnock per poi presentarsi davanti al portiere del Brentford e batterlo nuovamente allo stesso modo con cui aveva battuto Fabianski contro il West Ham.

La doppietta di sabato significa che Haaland ha ora 9 gol in campionato in 4 partite dall'inizio della stagione e ha già raggiunto i 99 con il Manchester City in tutte le competizioni in sole 103 presenze.

L’altra buona notizia per Guardiola è stata il ritorno di Rodri, al quale sono bastati 45 minuti per riprendersi le chiavi del centrocampo dei Citizens.

Il tecnico catalano a fine partita ha elogiato gli ospiti (strano! NdR) e in particolare l’allenatore Thomas Frank: "Sono bravi nel pressing alto. Sono bravi nei lanci lunghi, nelle seconde palle. Difendono bassi, compatti, il che consente loro di ripartire sugli esterni e avere poi spazi all'interno, grazie alle transizioni di Wissa e Mbeumo - sono davvero, davvero bravi".

"La scorsa stagione erano [solo] lanci lunghi a Toney, questa stagione no. Questa stagione giocano con passaggi corti, strappano, si muovono velocemente. Quello che fanno è sempre sensato. Thomas [Frank] è uno dei migliori. È solo questione di tempo prima che vada in un grande club europeo. Sono bravo in poche cose, ma so riconoscere quando un allenatore sa fare il proprio mestiere.”

La continua autodistruzione dell'Everton e l'ottimo momento di forma di Duran

"Perdere una volta dopo essere stati in vantaggio per 2-0 poteva essere considerata sfortuna; farlo due volte di seguito sa di disattenzione. Nemmeno Oscar Wilde avrebbe potuto inventare una sceneggiatura come questa, ma la narrazione intorno all'Everton spinge i limiti della credibilità su base settimanale sempre un passo oltre." Peter Lansley sul Guardian ha descritto così il momento dei Toffees, ultimi a 0 punti dopo quattro giornate come non accadeva da 66 anni, avendo subito 13 gol nonostante siano stati la terza miglior difesa nella passata stagione.

I problemi della squadra di Dyche sono molteplici, i principali però sono due: l’enorme spazio tra le linee concesso agli avversari e la fascia destra. Tielemans, nella partita di sabato ha concluso con 34 passaggi nell'ultimo terzo, 14 in più di qualsiasi altro giocatore in una partita di Premier League in questa stagione, libero di agire tra centrocampo e attacco.

Più di due quinti (43%) degli attacchi dell’Aston Villa, poi, sono arrivati sabato dal lato destro dell'Everton. Nelle ultime due partite contro Bournemouth e, appunto, Aston Vila, l’Everton ha subito 4 gol. Non è stato generato sulla fascia destra, ma sicuramente il gol del 3-2 di Jhon Duran si candida tranquillamente a gol dell’anno in Premier League

Anche se Watkins, che sarebbe il titolare, ha segnato una doppietta contro l’Everton, i 3 gol segnati in 103 minuti fin qui in stagione fanno di Duran un sostituto all’altezza, permettendo ad Emery di ruotare i suoi attaccanti con più facilità in vista degli impegni in Champions League dei Villans.

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