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Cagliari Napoli
, 15 Settembre 2024

Cagliari-Napoli 0-4, Considerazioni Sparse


Lukaku si è preso il Napoli, il Cagliari travolto ben oltre i suoi demeriti.

È un Cagliari che ha assimilato in pieno lo spirito del suo allenatore, Davide Nicola: i rossoblù mostrano una ferocia fuori scala che, specialmente alla fine del primo tempo e nei primi minuti del secondo tempo, sorprende il Napoli e lo costringe sulla difensiva. Gli azzurri reggono, ma vanno ancora in apnea se costretti a lunghe fasi di difesa posizionale, tanto che le occasioni, nonostante tutto, arrivano: sono solo i legni (due, uno per tempo, colpiti rispettivamente da Piccoli e Marin) e due interventi prodigiosi di Meret a lasciare a secco la squadra di casa.

Il Napoli di Conte, ancora una volta con lo stesso abito di inizio stagione (eccetto l'esordio da titolare di Lukaku) e nonostante la presenza dei nuovi arrivati, prende forma partita dopo partita: oggi, eccetto per il periodo di sfuriata del Cagliari, gli azzurri hanno avuto costantemente il controllo delle operazioni. Il Napoli ha fatto vedere una parte del repertorio di pressing alto e aggressivo e di uscite palla veloci e dirette che sono marchio di fabbrica del suo nuovo allenatore. La sua creatura, insomma, sta prendendo sempre più forma, pur se con qualche momento in cui fa ancora fatica a camminare da solo sulle proprie gambe.

Quando non riesce ad essere autonomo, il Napoli si affida ai suoi campioni: e d'altronde a cosa servono, se non per togliere le peggiori castagne dal fuoco? In particolare, si prende la luce della ribalta proprio il tanto vituperato (spesso eccessivamente) Alex Meret: prima con un riflesso da pochi metri e poi con un colpo di reni prodigioso congela il risultato sventando il pareggio, ma soprattutto una sicurezza trasmessa a tutto il reparto come poche altre volte gli era riuscito.

Sono quattro i gol segnati oggi: tra gol e assist, in tre della nuova guardia ci mettono lo zampino, con i gol di Lukaku e Buongiorno e gli assist del belga (due volte) e del solito David Neres, ancora capace di capitalizzare al massimo i pochi minuti a disposizione. Una dimostrazione, anche nei numeri, di come la squadra andava rinnovata nello spirito, essendosi purtroppo esaurita l'anima della squadra campione d'Italia. In attesa di Gilmour e McTominay, l'impatto dei nuovi è stato come quello di un'abbondante pioggia dopo una lunga siccità.

Una gara interessantissima, intensa, combattuta (più di quanto non dica il risultato), ma soprattutto lunghissima. Una gara che è rimasta a lungo in stand-by a causa degli scontri, sugli spalti, tra gli ultras di entrambe le squadre, con lancio di petardi che ha reso impossibile lo svolgimento regolare del match. Una pagina, l'ennesima, buia del nostro calcio che avremmo volentieri evitato di raccontare, e che ci mette un'ulteriore tristezza.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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