
Guida alla Liga Portugal 2024/25
Lo Sporting è favorito per un bis storico, mentre i 2006 e 2007 sono pronti a esplodere.
Incredibile a dirsi: dopo decenni di dominio di Benfica e Porto, la squadra che sembra stare meglio di tutte in Liga Portugal è lo Sporting Clube. I Leões campioni in carica, che fino a un paio d’anni fa faticavano a trattenere anche comprimari che sembrassero un minimo promettenti, oggi sono diventati una realtà consolidata in patria e puntano a farlo anche in Europa. In questa direzione vanno le eclatanti conferme di uno degli allenatori più interessanti del continente e dell’attaccante più sorprendente e dominante di tutti i campionati europei. Non è una cosa che succede spesso in Portogallo, anzi.
In compenso, Benfica e Porto non se la passano benissimo, tra rivoluzioni in campo e in panchina. Dietro, nuovi progetti muovono società ambiziose in Liga Portugal; veterani continuano a segnare come se avessero 20 anni e ventenni si perdono nella giungla dei prestiti alla ricerca dell’ennesima occasione per esplodere.
Sporting Clube: a caccia della storia
I campioni in carica hanno iniziato il 2024/25 come avevano finito il 2023/24: vincendo. Dopo 4 partite sono già da soli in testa alla classifica di Liga Portugal: 4 vittorie su 4, 16 gol fatti e 2 subiti. I Leões hanno cambiato pochissimo, riuscendo a mantenere, in maniera abbastanza insperata, tutti gli elementi che sono stati fondamentali nella vittoria dello scorso anno.
È rimasto in panchina Rúben Amorim, ormai da anni considerato uno degli allenatori emergenti del calcio europeo. È rimasto Gonçalo Inácio, che con l’addio di Coates acquisisce un ruolo di enorme importanza nella guida della linea difensiva e nello spogliatoio, nonostante i 22 anni. È rimasto Hjulmand, l’anno scorso impostosi come uno dei migliori mediani del campionato. È rimasto Geny Catamo, sorpresa della stagione passata, che anche in queste prime battute si è confermato uomo dei gol pesantissimi, segnando nel Clássico contro il Porto. È rimasto Pedro Gonçalves, da un lustro leader tecnico della squadra. È rimasto il super-sub Edwards. È rimasto - ha abbastanza dell’incredibile, visti i tempi che corrono e i 43 gol in tutte le competizioni del 2023724 - Viktor Gyökeres, che continua a cannibalizzare le difese avversarie a un ritmo sempre più alto e impressionante: un anno fa, a questo punto della stagione, aveva segnato solo 2 gol in 4 partite; oggi sono già 7.
All’ossatura dello scorso anno, che ha perso i veterani Adán, Coates e Paulinho, sono stati aggiunti quattro potenziali co-titolari: il portiere Kovačević, che si giocherà il posto con l’ex Juve Franco Israel; il centrale di difesa Zinho Debast, che interessava a mezza Europa; l’esterno uruguagio Maxi Araújo e, dalle giovanili, il promettentissimo classe 2007 Geovany Quenda, che sin dalle prime partite di Liga Portugal si è imposto titolare sulla fascia destra.
Alla luce di tutto questo, lo Sporting parte favorito anche quest’anno, rincorrendo una doppietta che manca da oltre settant’anni - dal 1950 al 1954 vinse addirittura 4 campionati di fila.
Obiettivo: titolo
Allenatore: Rúben Amorim (confermato)
Principali acquisti: Debast (difensore centrale, Anderlecht), Kovačević (portiere, Rakóv), Maxi Araújo (esterno, Toluca), Harder (attaccante, Nordsjaelland)
Principali cessioni: Matheus Fernandes (centrocampista, Southampton), Paulinho (attaccante, Toluca), Coates (difensore centrale, Nacional), Adán (portiere, svincolato).
Giocatore chiave: Viktor Gyökeres
Giocatore da tenere d’occhio: Geovany Quenda
Formazione tipo: (3-4-2-1) Kovačević; Quaresma, Diomande, Inácio; Quenda, Morita, Hjulmand, Catamo; Trincão, Gonçalves; Gyökeres.
Benfica: la crisi del terzo anno
Il Benfica non è come le altre: è “O mais grande de Portugal”. Significa che se vuoi stare al Benfica devi vincere sempre, ogni stagione senza la vittoria in patria è fallimentare. Poco importa se un anno prima hai incantato l’Europa con un gioco offensivo, estetico e divertente, vincendo la Liga Portugal e raggiungendo i quarti di finale di Champions League.
Così, Roger Schmidt, alla sua terza stagione in vermelho e branco, si trovava sui blocchi di partenza con una pressione che probabilmente mai aveva percepito nella sua carriera. La sensazione era che mancasse la fiducia di tutto l’ambiente, dalla società ai tifosi. A ciò è da aggiungere che l’ex allenatore del PSV Eindhoven non è mai stato per più di 3 stagioni sulla panchina di un club: il terzo anno è stato quello degli esoneri nella fase più delicata della sua carriera, sia al Bayer Leverkusen che al BJ Gouan. Infatti, al 31 agosto, dopo due vittorie, un pareggio e una sconfitta, l’era Schmidt al Da Luz è già finita, con la squadra che, già a -5 dallo Sporting dopo 4 turni di Liga Portugal, è stata affidata temporaneamente al vice-allenatore Ricardo Rocha. La scelta definitiva è arrivata qualche giorno dopo ed è di quelle conservative, poco coraggiose: Bruno Lage, che ha già allenato al Da Luz fra il 2018 e il 2020 vincendo un campionato e una coppa del Portogallo, prima delle esperienze, tutt’altro che entusiasmanti, a Wolverhampton e Botafogo.
Il cambio in panchina e un mercato ai limiti dello schizofrenico rendono il Benfica una vera e propria mina vagante di questa stagione. La sessione di calciomercato ha visto partire l’ultimo grande talento creato Benfica Campus, João Neves: il posto in mediana al fianco di Florentino sarà preso da uno fra Kokcü, Leandro Barreiro - arrivato dal Mainz per sostituire proprio il ragazzo dell’academy passato al PSG - e Renato Sanches, tornato in Liga Portugal dopo una serie di esperienze più o meno esaltanti in giro per l’Europa. Oltre a Neves, il Benfica ha perso anche tre trequartisti titolari o co-titolari (João Mário, David Neres e Rafa Silva, uno dei simboli dell’ultimo decennio delle Aguias): l’ultimo giorno di mercato è partito, direzione Arabia Saudita, anche il promettente attaccante brasiliano Marcos Leonardo, prelevato solo sei mesi prima dal Brasileirão.
In compenso sono arrivati tantissimi volti nuovi: il capocannoniere della scorsa Eredivisie Vangelis Pavlidis, le ali Rollheiser e Aktürkogklu, l’attaccante Zeki Amdouni e due terzini sinistri, che dovrebbero colmare il vuoto lasciato da Grimaldo, che era rimasto tale per una stagione: Carreras e Beste. Molto ci si aspetta anche dalla crescita di Gianluca Prestianni, talento cristallino di 18 anni, arrivato a gennaio dal Vélez. Crescerà giocando al fianco di Di María, uno dei suoi idoli d’infanzia, che avrà un ruolo fondamentale nella sua maturazione.
Obiettivo: titolo
Allenatore: Bruno Lage (nuovo, post esonero dopo 4 giornate di Roger Schmidt)
Principali acquisti: Pavlidis (attaccante, Feyenoord), Rollheiser (ala, Estudiantes), Beste (terzino, Heidenheim), Barreiro (centrocampista, Mainz), Sanches (PSG), Carreras (terzino, Manchester United), Amdouni (attaccante, Burnley), Aktürkoglu (ala, Galatasaray), Kaboré (terzino, Manchester City)
Principali Cessioni: João Neves (centrocampista, PSG), David Neres (ala, Napoli), Rafa Silva (trequartista, Besiktas), Tengstedt (attaccante, Hellas Verona), Morato (difensore centrale, Nottingham Forest), Marcos Leonardo (attaccante, Al-Hilal), João Mário (trequartista Besiktas)
Giocatore chiave: António Silva
Giocatore da tenere d’occhio: Vangelis Pavlidis
Formazione tipo: (4-2-3-1) Trubin; Bah, Silva, Otamendi, Beste; Florentino, Kokcü; Aursnes, Prestianni, Di María; Pavlidis.
Porto: cambiare tutto per non cambiare niente
Dopo il titolo del 2022 vinto in casa del Benfica, qualcosa sembra essersi inceppato nel Porto di Conceição. Eppure, nonostante due Liga Portugal consecutive più o meno fallimentari, dalle parti del Do Dragão sembrano aver scelto la linea dell’equilibrio come a volersi opporre, anche filosoficamente, alla “precipitosità” benfiquista e a sottolineare la loro eterna diversità da Lisbona. Negli ultimi mesi i Dragões sembrano aver adottato un approccio gattopardiano.
È cambiato il presidente, con l’elezione storica di André Vilas-Boas (l’allenatore dell’ultima vittoria europea). È cambiato l’allenatore: con il mancato rinnovo di Conceição, la squadra è stata affidata al suo vice storico Vitor Bruno. Assieme al padre, anche il talentuoso Francisco ha lasciato le rive del Douro in direzione Torino e al suo posto è tornato a casa Fábio Vieira, uno dei giocatori chiave del titolo del 2022, dopo una parentesi tutt’altro che esaltante all’Arsenal. Una leggenda come Pepe è stata sostituita da due vecchie conoscenze del calcio italiano come Nehuén Pérez e Tiago Djaló. L’intera batteria di centravanti è stata cambiata: al posto di Evanilson, Toni Martínez e Taremi sono arrivati Samu Omorodion (attaccante classe ’04 che, dopo gli 8 gol in Liga con l’Alavés, volevano praticamente tutti) e Deniz Gül (suo coetaneo meno famoso, arrivato dall’Hammarby di Ibrahimović), mentre Fran Navarro è ritornato dal prestito all’Olympiacos.
Sono cambiate un sacco di cose in pochissimo tempo, eppure, probabilmente sembrerà non essere cambiato nulla. La filosofia del club rimarrà sempre la stessa: cercare di vincere la Liga portugal e allo stesso tempo creare talenti e venderli. Il modulo sarà sempre lo stesso, così come, presumibilmente lo stile di gioco e i giocatori in grado di alzare il tasso tecnico: Diogo Costa in porta, Varela in mediana e Galeno in fase offensiva. Una nota di freschezza, però, ci sarà anche nel Porto: si chiama Martim Fernandes, di mestiere fa il terzino, è nato nel 2006, proprio come Geovany Quenda e Gianluca Prestianni e, come gli altri due, sarà probabilmente il titolare del suo ruolo.
Obiettivo: titolo
Allenatore: Vitor Bruno (nuovo)
Principali acquisti: Samu Omorodion (attaccante, Atlético Madrid), Deniz Gül (attaccante, Hammarby), Nehuén Pérez (difensore centrale, Udinese), Fábio Vieira (trequartista, Arsenal), Francisco Moura (terzino, Famalicão)
Principali cessioni: Evanilson (attaccante, Bournemouth), Carmo (difensore centrale, Nottingham Forest), Cardoso (difensore centrale, Al-Ain), Taremi (attaccante, Inter), Pepe (difensore centrale, svincolato), Conceição (ala, Juventus).
Giocatore chiave: Wenderson Galeno
Giocatore da tenere d’occhio: Martim Fernandes
Formazione tipo: (4-2-3-1) Diogo Costa; Martim Fernandes, Nehuén Pérez, Otávio, Galeno; Varela, Nico González; Pêpê, Fábio Vieira, Iván Jaime; Omorodion.
Sporting Braga: sempre meno quarto incomodo?
Ogni anno il Braga parte con una speranza, più che un obiettivo: arrivare davanti a quella, fra le tre big di Liga Portugal, che imbrocca la stagione no. Negli ultimi anni ci è riuscito due volte, sempre davanti allo Sporting, che però quest’anno, almeno ai blocchi di partenza, sembra stare meglio di tutte. Eppure, quest’anno, ancor più che lo scorso, le certezze di Porto e Benfica traballano e, nonostante una rosa di qualità infinitamente maggiore, entrambe potrebbero rivelarsi una preda ghiotta per i Guerreiros.
Rispetto alla scorsa stagione di Liga Portugal - forse la peggiore degli ultimi 6/7 anni, l’unica senza prendersi soddisfazioni - l’allenatore Carvalhal ha visto cambiare diversi giocatori, ma l’ossatura della squadra è rimasta la stessa. L’unica perdita che rischia di minarne gli equilibri è quella del mediano Mutassim al-Musrati. In compenso, è rimasto il giocatore offensivo più importante: Ricardo Horta, diventato ormai un simbolo in Minho (la regione dove è situata Braga).
Sono poi arrivati tantissimi giocatori, per di più sconosciuti agli alti livelli di Liga Portugal, ma questo a Braga non è mai stato un problema. I due nuovi centrali Arrey-Mbi e Bambu cercheranno di insidiare la coppia titolare Niakaté-Saatçi. Rafik Guitane, arrivato dall’Estoril, è stato uno dei migliori esterni dello scorso campionato, mentre c’è grande curiosità di vedere all’opera Ismaël Gharbi, trequartista classe ’04 arrivato in prestito dal PSG dopo un’ottima stagione in Svizzera con lo Stade Lausanne.
Tutti gli occhi, però, saranno puntati sul ragazzino con la maglia numero 11 e le treccine, perché la sfida del Braga alle tre grandi non è solo in classifica ma anche nei giocatori lanciati. Anche se di un anno anagrafico più vecchio, nel Minho hanno la loro risposta ai talentini già lanciati da Porto, Benfica e Sporting: si chiama Roger Fernandes, è un’ala e ha chiuso la scorsa stagione con 7 assist in campionato, a 18 anni.
Obiettivo: terzo posto
Allenatore: Carlos Carvalhal (confermato)
Principali acquisti: Arrey-Mbi (difensore centrale Hannover), Helguera (centrocampista, Nacional), João Marques (ala, Estoril), El Ouazzani (attaccante, Guingamp), Roberto Fernández (attaccante, Málaga), Bambu (difensore centrale, Nizza), Gharbi (trequartista, PSG), Guitane (ala, Estoril), Gabri Martínez (ala, Girona).
Principali cessioni: Djaló (ala, Athletic Club), Rodrigo Gomes (centrocampista, Wolverhampton), Al-Musrati (centrocampista Besiktas), Abel Ruiz (attaccante, Girona), Tiago Esgaio (terzino, Arouca), Rony Lopes (ala, Alanyaspor), Borja (terzino, Club América), Fonte (difensore centrale, Casa Pia), Pizzi (trequartista, svincolato), Piazón (trequartista, AVS), Banza (attaccante, Trabzonspor).
Giocatore chiave: Ricardo Horta
Giocatore da tenere d’occhio: Roger Fernandes
Formazione tipo (4-2-3-1): Matheus; V. Gómez, Saatçi, Niakaté, Adrián Marín; Vitor Carvalho, Salazar; Roger Fernandes, Ricardo Horta, Bruma; El Ouazzani.
Un derby per l’Europa: Vitória o Famalicão?
Il quinto e ultimo posto messo a disposizione dalla Liga Portugal per l’Europa sarà, molto probabilmente, una questione da risolvere ancora in Minho, fra la seconda e la terza squadra della regione. Entrambe sono partite fortissimo e sono appaiate al secondo posto, con 9 punti a testa, assieme al Porto e al neopromosso Santa Clara.
A Guimarães - antica capitale e città dove è nato il Portogallo come lo conosciamo oggi - il Vitória vuole continuare il suo processo di affermazione come quinta potenza della Liga Portugal. Perso il proprio miglior giocatore, Jota Silva, partito in direzione Nottingham, e l’allenatore Teixeira Pacheco, andato a cercare fortuna in Arabia, il miglior acquisto di questa sessione di mercato è stata la conferma del gruppo che l’anno scorso ha chiuso il campionato a meno cinque dal Braga e che nel frattempo si è conquistato l’accesso alla Conference League per la prima volta da quando esiste questa competizione: il portiere e capitano Varela, il difensore centrale Tomás Ribeiro, il terzino Mangas, il mediano Händel e il trequartista Tiago Silva su tutti. In panchina è arrivato Rui Borges, autore del miracolo Moreirense nella scorsa stagione (sesto da neopromosso), mentre il reparto offensivo è stato rafforzato da due colpi importanti: uno dei migliori attaccanti della Liga Portugal 2, Jesús Ramirez (17 gol con la maglia del Nacional) e il trequartista Samu, dal retrocesso Vizela.
Proprio il doppio impegno, però, potrebbe rappresentare un tranello per i Conquistadores e allora ecco che il derby del Minho potrebbe improvvisamente incendiarsi. A Vila Nova de Famalicão - città natale di un simbolo del Romanticismo portoghese, Camilo Castelo Branco - non hanno mai visto l’Europa e, in patria, non sono mai andati oltre il sesto posto. Nel 2019, però, qualcosa è cambiato con l’arrivo della società Quantum Pacific Group (la stessa proprietaria dell’Atlético Madrid) e la nascita di un progetto ambizioso che proprio quest’anno potrebbe arrivare alla sua consacrazione.
Il mercato, finanziato quasi in toto dalle cessioni di Luiz Júnior al Villarreal e Francisco Moura al Porto, ha portato esperienza, gioventù e voglia di riscatto, sia in panchina che in campo. L’allenatore sarà Armando Evangelista, capace, tre stagioni fa, di portare in Europa la quarta squadra del Minho, il Gil Vicente. Assieme a lui sono arrivati Gil Dias (ex Monaco, Fiorentina, Benfica e Stoccarda), Rochinha (ala che esplose qualche anno fa proprio a Guimarães, prima di passare allo Sporting e cadere nel dimenticatoio) e Mário González (esperto centravanti ex Braga). Tre colpi che rinforzeranno ulteriormente una rosa già molto competitiva grazie alla presenza di giocatori che nelle ultime stagioni sono maturati molto e senza pressioni, come capitan Riccieli, i mediani Topic e Youssouf e il trequartista cresciuto in casa Gustavo Sá. A questi si aggiungono due giovani arrivati in prestito dal campionato brasiliano che hanno subito acquisito un ruolo importante nelle gerarchie di Evangelista: il terzino destro Calegari e l’esterno sinistro Sorriso, autore già di tre gol.
Con queste premesse, il Fama si candida seriamente ad essere la sorpresa del campionato: una trentina di chilometri più in là, i rivali del Vitória sono avvisati.
Le neopromosse
In questa stagione 2024/25, le neopromosse saranno tre, grazie alla vittoria dell’AVS Futebol nello spareggio contro il Portimonense.
AVS Futebol - La società di Vilas das Aves - che non ha nulla a che vedere con il Desportivo das Aves di cui probabilmente qualcuno avrà già sentito parlare - è una novità assoluta per la Liga Portugal. Fondato il 5 maggio 2023 grazie all’acquisizione del titolo sportivo dell’União Desportiva Vilafranquense, che militava in Liga Portugal 2, ha subito centrato la promozione grazie anche e soprattutto ai 23 gol di una vecchia conoscenza della provincia italiana: Nenê.
Oltre all’ex Cagliari, Verona, Spezia e Bari, che a 41 anni suonati sta vivendo una seconda giovinezza e ha iniziato la stagione con 2 gol in 4 partite, ci sono tante buone ragioni per seguire la stagione dell’AVS Futebol. In porta ci sarà Guillermo Ochoa, che ha lasciato la Salernitana in estate. Lui fra i pali e Nenê in attacco fanno una coppia da 80 anni in due. Un altro giocatore di culto che giocherà a Vila das Aves è Lucas Piazón, brasiliano ex Chelsea che al suo primo anno a Londra era diventato uno dei classici must have in carriera allenatore su FIFA. A 30 anni, l’AVS Futebol sarà la sua decima squadra in 10 stagioni. Le altre: Málaga, Vitesse, Eintracht, Reading, Fulham, Chievo, Rio Ave, Braga, Botafogo.
Gli altri due motivi d’interesse sono due ventenni: Rodrigo Ribeiro e Issiaka Kamaté. Il primo due anni fa era considerato il talento emergente del calcio portoghese per eccellenza. Lo Sporting lo aveva fatto esordire a 17 anni in prima squadra ancor prima che esplodesse in Youth League con l’under 19. Poi, fra Sporting B e un prestito al Nottingham Forest che gli ha fruttato solo 15 minuti in campo, non si è più sentito parlare di lui. Con Nenê formerà una delle coppie più asimmetriche del campionato. Kamaté, invece, arriva dall’Inter, dove lo scorso anno, in Primavera, ha fatto quello che voleva (12 gol e 6 assist sono solo numeri). Ha scelto il Portogallo per la sua prima stagione fra i grandi.
CD Nacional - Dopo un anno di assenza, tornano ad essere rappresentati in Liga Portugal anche i territori d’oltremare. Per Madeira, però, non ci sarà il solito Marítimo, ma il Nacional, che mancava in prima divisione dal 2017. La squadra famosa per aver visto crescere Cristiano Ronaldo, dovrà far a meno del proprio miglior giocatore nella scorsa stagione, il centravanti Jesús Ramírez, passato al Vitória. Proprio da Guimarães è arrivato il suo sostituto, in prestito: Adrián Butzke, che a Madeira ci era già stato con la maglia del Marítimo. Molto, per la salvezza del Nacional, passerà dalle prestazioni dei giovani arrivati a titolo temporaneo, due, in particolare, dal Brasile: l’attaccante dell’Atlético Mineiro Isaac, il mediano dell’Internacional Matheus Dias e il terzino del Palmeiras Gustavo Garcia.
CD Santa Clara - Per le Azzorre, invece, ci sarà sempre il solito Santa Clara, ma sarà un Santa Clara profondamente diverso da quello che siamo abituati a vedere. Nel 2023, infatti, l’assemblea dei soci ha votato a favore del rivoluzionamento dello stemma, per restituire al club un’identità unica che prescindesse da quello di “squadra che ha praticamente lo stesso stemma del Benfica”. Il nuovo logo è diverso in tutto: nella forma, più dolce e arrotondata, nei colori, solo bianco e rosso, e nel simbolo, sempre un’aquila, ma il cui collo piumato si confonde con un’onda. Anche la parola “Açores” (Azzorre in portoghese) è molto più evidente come a voler rimarcare che l’identità territoriale è alla base di un club che gioca le sue partite a due ore e venti di volo da Lisbona.
In campo, invece, i principali motivi d’interesse sono tutti sulla trequarti: il numero 10 Ricardinho - uomo simbolo del club che ha iniziato il campionato con 2 gol in 4 partite - il promettente classe ’02 brasiliano Gabriel Silva - che ha segnato lo stesso numero di gol - e Bruno Almeida, vero e proprio trascinatore nella scorsa stagione (15 gol e 6 assist). Con 9 punti nelle prime quattro partite, il Santa Clara è stato la grande sorpresa di questo inizio di stagione e le premesse per la salvezza sembrano esserci tutte.
Tutti hanno almeno una storia da raccontare
Come gli anno ci saranno una decina di incognite/mine vaganti, ma tutte quante con almeno un buon motivo per essere seguite.
Il Boavista è la squadra con il valore della rossa più basso di tutti su Transfermarkt, un terzo del quale è dato dal cartellino di uno dei migliori attaccanti del campionato, Róbert Bozeník, autore di 15 gol nella scorsa stagione. In panchina ci sarà un italiano, Cristiano Bacci, ex allenatore di Caratese e Virtus Entella, prima di diventare il vice storico di Razvan Lucescu al PAOK e, per un breve periodo, anche di Cioffi all’Udinese.
Se invece volete godervi l’improbabile quanto attraente connection Nani-Jovane Cabral, la squadra che fa per voi è l’Estrela Amadora.
Nel Farense ci sarà il figlio della leggenda di Real e Valencia Cañizares. È arrivato a titolo definitivo dalle Merengues e, in questa sua prima stagione in Portogallo sarà il vice di quello che è stato forse il miglio portiere dello scorso campionato, Ricardo Velho.
Anche il Casa Pia ha il suo figlio d’arte, Ruben Kluivert, che giocherà al centro di una difesa governata dall’esperienza di José Fonte.
Sulla trequarti del Gil Vicente, ai lati del giapponese Fujimoto (ne avevamo parlato qui), che a Barcélos è ormai una stella, agiranno due vecchie conoscenze del nostro calcio, l’ex Juve e Parma Félix Correia e Jordi Mboula, reduce da una deludente parentesi a Verona.
Per il Moreirense sarà molto complicato confermare l’exploit dello scorso anno e l’obiettivo tornerà ad essere la salvezza. La storia da raccontare è quella di Luís Asué: zero gol fra i professionisti prima di questa stagione, 3 gol in 4 partite da quando è iniziata la Liga Portugal 2024/25.
L’Estoril ha provato un esperimento molto interessante in panchina, concedendo allo scozzese Ian Cathro, già vice di Nuno Espirito Santo da un decennio (con una parentesi agli ordini di Rafa Benítez al Newcastle) la sua prima chance da allenatore principale. A portare esperienza in campo ci penserà Eliaquim Mangala, ex centrale di Porto, Valencia e Manchester City, mentre dal centrocampo in su, la qualità arriverà dai deliziosi piedi di Xeka - ex regista del Lille di Galtier - e dalle sgasate di Hélder Costa, navigato esterno con un passato fra Benfica, Wolverhamton, Valencia, Leeds e Al-Ittihad.
Il Rio Ave (quel Rio Ave dei rigori contro il Milan sotto il diluvio universale in una surreale notte di inizio settembre) è l’unica squadra del campionato ad avere un saldo negativo sul mercato, un vero e proprio unicum nel calcio portoghese. Colpevoli di questo rosso di 2,24 milioni di euro sono gli acquisti di Cezary Miszta (portiere del Legia Varsavia), Francisco Petraso (difensore dell’Independiente Rivadavia), João Tomé (terzino del Benfica), Ole Pohlmann (centrocampista del Borussia Dortmund), João Novais (centrocampista dell’Alanyaspor), Brandon Aguilera (trequartista del Nottingham Forest), Tobías Medina (ala del San Lorenzo), Marios Vrousai (ala dell’Olympiacos), Karem Zoabi (attaccante dell’Hapoel Gerusalemme) e, soprattutto dell’esperto attaccante Ahmed Hassan, di ritorno a casa, nella squadra dove ere cresciuto prima di entrare nel cuore dei tifosi del Braga nella prima metà della sua carriera e girovagare, nella seconda metà, fra Grecia e Turchia.
L’ultima storia che ci racconta questa Liga Portugal è quella di una dolorosa separazione di coppia. 25 anni di Las Palmas de Gran Canaria uno, 26 anni di Santa Cruz de Tenerife l’altro. 35 gol in due nello scorso campionato. È la storia di Rafa Mújica e Cristo González, coppia d’attacco tutta canaria che pochi mesi fa trascinava l’Arouca a nulla più che una salvezza tranquilla e che la totale insensibilità del calciomercato estivo ha deciso di separare. Oggi, uno gioca in Qatar, all’Al-Sadd (che lo ha pagato 10 milioni di euro), dove ha già segnato 5 gol in 3 partite; l’altro è rimasto a casa e ha un nuovo partner d’attacco, l’ex-enfant prodige del Benfica Henrique Araújo. Dopo 4 partite, l’unico gol segnato dalla nuova coppia è del nuovo arrivato. Classica depressione post-separazione?
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