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San Marino Liechtenstein
, 6 Settembre 2024

San Marino ce l'ha fatta


I Titani hanno vinto la prima partita in competizione ufficiale della loro storia.

Se qualcuno chiedesse di descrivere il concetto di trance agonistica, probabilmente gli citeremmo gli ultimi 40' della partita che ha giocato San Marino contro il Liechtenstein nella sera del 5 settembre 2024 del San Marino Stadium, quelli trascorsi dall’1-0 di Nicko Sansoli al fischio finale del lettone Andris Treimanis.

Veroniche alla Cruyff in area di rigore, azioni in verticale con una pulizia tecnica barcellonista che procurano occasioni per il 2-0, scivolate in cui sembra incarnarsi il tatuaggio di De Rossi, ordine tattico nella propria metà campo degno del primo Chelsea di Mourinho, lucidità nel perdere scientificamente tempo e nel guadagnare falli che ricorda il Getafe di Bordalas quando si ritrova nei minuti finali a difendere il prezioso 0-0 in trasferta contro una squadra di metà classifica di Liga. Ma siete impazziti? Siete o non siete dei dilettanti che ogni tanto si ritrovano per giocare a calcio?

La sensazione era davvero quella di una squadra che si era dimenticata di essere San Marino. O meglio: che si era dimenticata che San Marino fosse l’ultima classificata del ranking FIFA.

Il momento in cui si è capito che forse i sammarinesi ce la stessero veramente per fare è stato quando, al 91', Tommaso Benvenuti ha esultato come se stesse giocando la finale di un Mondiale per un fallo in attacco conquistato nei pressi della linea di fondo. Lui, in effetti, il suo Mondiale stava per vincerlo davvero: in che altro modo definireste, per San Marino, tornare a vincere una partita dopo 20 anni, stavolta addirittura in una competizione ufficiale?

Quella di Serravalle del 5 settembre 2024 è stata un’impresa, non un miracolo: San Marino ha meritato la vittoria. Il primo tempo era iniziato con il Liechtenstein abitualmente nella metà campo avversaria, senza però creare grossi problemi. Anzi, è San Marino ad avere la prima occasione: palo di Nicola Nanni, su cui però viene fischiato fuorigioco. Il Liechtenstein passa in vantaggio alla mezz’ora con Fabio Luque Notaro, ma la rete viene annullata per un leggero offside. Il primo tempo si chiude dunque con uno 0-0, giusto per quanto visto in campo.

È al 53' che si materializza la Storia: un retropassaggio di testa di Sandro Wieser porta a un’incomprensione tra Beck e il portiere Buchek, si avventa sul pallone Nicko Sensoli, 1-0 San Marino. Da questo momento, i Titani si trasformano: i giocatori sembra che scelgano di impiegare, in quei 40' e rotti rimanenti, tutta la riserva di precisione, tecnica, tenacia e fortuna che avevano a disposizione per l'intera carriera. 

Transizioni che rischiano di far raddoppiare San Marino più di una volta, contrasti per recuperare il pallone come se fosse l’oggetto più importante al mondo, fischi conquistati sfruttando il nervosismo del Liechtenstein per far scorrere il tempo. La partita perfetta, praticamente. Gli ospiti hanno una sola grande occasione per pareggiare, ma Livio Meier spedisce di poco al lato da appena fuori l’area di rigore. Per il resto, solo tanto possesso sterile.

Quando vengono comunicati i 7' di recupero, si sente un brusio assordante - per una partita giocata a ritmi bassi, sembrano troppi -: anche gli spettatori del San Marino Stadium stanno capendo di essere a un passo dalla Storia. Lo stesso pubblico, rappresentato in primis dalla Brigata Mai 1 Gioia, ha passato il secondo tempo a cantare “San Marino”, “Noi vogliamo questa vittoria”, il più banale dei "Vit-to-ria”. L’ultima occasione per il Liechtenstein è un colpo di testa a lato di Martin Marxner. Sul rinvio successivo, l’arbitro fischia tre volte. È festa sammarinese.

In campo è delirio, sugli spalti anche: lo speaker esulta, urlando tutto ciò che ha in corpo.

La vittoria del 5 settembre 2024, comunque, non nasce dal nulla, ma è l’approdo finale di un percorso di crescita che parte dall’ingaggio come allenatore di Franco Varrella, nominato nel 2018 per sostituire Pierangelo Manzaroli. Con lui i Titani migliorano notevolmente la fase difensiva, riuscendo ad andare per la prima volta nella loro storia in serie positiva nelle partite ufficiali in occasione della Nations League 2020/21: due 0-0, uno fuori casa col Liechtenstein e l'altro in casa contro Gibilterra.

Si segnalano anche uno 0-4 in casa contro il Belgio e una sconfitta per 5-0 a Wembley contro l’Inghilterra, risultati assai onorevoli per un gruppo di dilettanti come quello di San Marino. Varrella lascia però l'incarico al termine delle qualificazioni al Mondiale 2022 dopo la sconfitta per 0-10 in casa contro l’Inghilterra: al suo posto Fabrizio Costantini, che aveva allenato per 4 anni l'Under-21. 

È in questo periodo che la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio opta per una decisione drastica ma lungimirante: stop ad amichevoli con squadre europee, piuttosto confrontiamoci con nazionali di altri continenti per metterci alla prova in contesti diversi, magari migliorare il ranking e, perché no, sognare una vittoria. Questa strategia produce alterni risultati: 0-2 contro Capo Verde, 0-0 con le Seychelles, 1-1 e sconfitta 1-0 contro Santa Lucia. Nessuna vittoria, ma un bagaglio di esperienze sicuramente arricchito.

San Marino, nelle qualificazioni a Euro 2024, perde tutte le partite, ma solo in una partita su 10 subisce più di 4 gol. Nelle ultime riesce a segnare 3 gol di fila (!), contro Danimarca, Kazakistan e Finlandia. Non solo non si prendono più imbarcate, ma si riesce anche a segnare con una certa continuità.

Proprio per questo stupisce la decisione, presa nel dicembre 2023, di non confermare Fabrizio Costantini come guida tecnica, ritenendo che avesse dato il massimo e che fosse ora di un ulteriore salto di qualità per quella che poteva essere già definita una delle migliori nazionali sammarinesi di sempre. Una decisione impopolare, almeno al tempo.

Al suo posto Roberto Cevoli, classico allenatore di provincia italiano, reduce da tre mesi al Novara in Serie C. In carriera non è mai andato oltre la terza serie, come unica esperienza all’estero una breve parentesi agli albanesi del Teuta. L’esordio ha luogo con due amichevoli contro Saint Kitts e Nevis, sempre nell’ambito del circuito di amichevoli internazionali battuto dai Titani: San Marino perde 1-3 la prima e pareggia 0-0 la seconda. Seguono altre due amichevoli contro Slovacchia (0-4) e Cipro (1-4), prologo alla serata della Storia. 

Che la situazione in Nations League fosse invitante si era capito già al sorteggio dell’8 febbraio: San Marino aveva evitato Moldavia e Malta, senza dubbio superiori alle due pescate. Perché non sognare? Il gruppo 1 della Lega D di Nations League comprende infatti anche Gibilterra, nazionale di livello simile (forse leggermente superiore) a quello dell'altra sorteggiata Liechtenstein. Se San Marino arriverà primo verrà promosso in Lega C, se arriverà secondo giocherà un playoff contro una delle due migliori quarte classifica della suddetta.

Difficile negare che questa vittoria non sia stata propiziata (anche) dagli effetti di giocare la stessa Nations League: pensato per permettere alle nazionali europee di confrontarsi con avversari di livello simile, il torneo nato nel 2018 ha permesso a San Marino di affrontare più volte Lussemburgo, Moldavia, Gibilterra, Liechtenstein e Malta, riuscendo, come detto prima, a ottenere anche buoni risultati. Per un gruppo del livello di San Marino, sfidare Andorra risulta e risulterà sempre molto più formativo, sebbene meno prestigioso, di sfidare una Germania o un'Italia. E proprio in Nations League, alla sua quarta edizione, è arrivata la tanto attesa vittoria.

La crescita del movimento calcistico sammarinese, però, era nell'aria anche respirandone altri aspetti: nell’agosto 2022 l'Under-19 aveva battuto Gibilterra (0-4!), a giugno 2024 l'Under-21 aveva sconfitto sempre Gibilterra per 3-0. Insomma, qualcosa si stava muovendo: quella convocata da Cevoli per la sosta di settembre è una rosa giovanissima, nella quale figurano pochi veterani storici (come il capitano Matteo Vitaioli) e una serie di nuove leve.

Il portiere Edoardo Colombo (2001), i difensori Giacomo Benvenuti (2006), Tommaso Benvenuti (2006) e Marco Pasolini (2001), i centrocampisti Lorenzo Capicchioni (2002), Andrea Contadini (2002), Matteo Valli Casadei (2005), Samuele Zannoni (2002), Nicko Sensoli (2005), l’attaccante Nicolas Giacopetti (2006). Tra questi sono degni di menzione i fratelli Benvenuti: entrambi terzini (destro Giacomo, sinistro Tommaso), entrambi di proprietà del Sassuolo e prestati in Serie D alla Victor San Marino, entrambi debuttanti con la nazionale maggiore proprio contro il Liechtenstein. 

Non va sottovalutata, inoltre, l’importanza rivestita dalla San Marino Academy, squadra militante nel Campionato Sammarinese composta interamente da calciatori con meno di 22 anni e allenata da Matteo Cecchetti, che ricopre anche il ruolo di commissario tecnico della nazionale Under-21 di San Marino.

L’idea è chiara: fare in modo che i sammarinesi, giocando insieme durante l’anno, possano sopperire con il gioco e i meccanismi di squadra alle carenze tecniche e atletiche individuali. Le cose stanno funzionando: Nicko Sensoli, trequartista 19enne che ha griffato la prima vittoria in una competizione ufficiale della storia dei Titani, è un prodotto proprio della Academy, così come il centravanti Nicolas Giacopetti. Insomma, a San Marino si stanno facendo le cose per bene, forse anche motivati dai risultati ottenuti negli ultimi anni da nazionali dal bacino infinitesimo come Gibilterra e Andorra.

Impossibile e forse anche inutile pronosticare quali siano le prospettive dei sammarinesi nei prossimi anni: non è meglio godersi il più possibile una vittoria attesa 20 anni? Quel che è certo è che non è stata solo un’impresa sportiva enorme. È il meritato frutto di un lavoro che meritava e meriterà un riconoscimento storico.

Sarà una semplice vittoria nella Lega D della Nations League, ma per San Marino vale il Mondo.

  • Nato nel 2005, appassionato di allenatori, nazionali e allenatori delle nazionali. Amante dei non luoghi, della torta Sacher e del mare. Vive nel culto di Guillermo Ochoa.

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