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Juventus Roma 0-0
, 3 Settembre 2024

Juventus e Roma hanno rischiato poco


Le squadre di Motta e De Rossi danno vita a uno 0-0 che avrebbe fatto felice Gianni Brera.

Juventus e Roma: due squadre che arrivavano allo scontro diretto in momenti diametralmente opposti. Da un lato i bianconeri, galvanizzati dall'arrivo di Thiago Motta, un mercato rivoluzionario sia in entrata che in uscita, un gioco più frizzante delle scorse annate ma comunque solido in fase di non possesso e dal doppio 3-0 inflitto rispettivamente a Como e Hellas Verona. Tutti elementi che hanno contribuito a riaccendere i sogni dei tifosi, che ad oggi hanno tutto il diritto di sperare in un ritorno alla vittoria della Serie A.

Dall’altro lato, una Roma che ha cominciato il campionato a rilento, nonostante i tanti acquisti di qualità e la permanenza di Dybala. In queste prime uscite, i giallorossi hanno faticato a far convivere Dybala e Soulé, servendo poco e male Dovbyk - che comunque ci sta mettendo del suo, viste le occasioni non sfruttate contro Cagliari ed Empoli - e generalmente mostrandosi fragili senza palla e poco pungenti in fase di attacco.

La partita è stata caratterizzata da sterilità offensiva da ambo i lati, complici un paio di elementi nuovi che - a seconda dei casi - devono ancora essere inseriti nelle rotazioni o devono integrarsi. La Juventus, questa si presenta all’Allianz Stadium con Koopmeiners, Conceição, Nico González, Douglas Luiz e Kalulu ancora in panchina per far giocare di nuovo le vere sorprese di questo inizio di campionato: Savona e Mbangula. La Roma, invece, lascia in panchina a sorpresa Dybala e Paredes, oltre al nuovo acquisto Koné, buttando dentro da subito Saelemaekers e Pisilli.

Juventus Roma

Juventus-Roma comincia a ritmi piuttosto lenti. Entrambe le squadre si studiano e raramente accennano al pressing, preferendo un atteggiamento attendista, difendendo a zona e con blocchi medio-bassi. In una situazione di sostanziale equilibrio, quasi di stallo, la Juve tenta comunque di prendere in mano le redini del gioco, faticando però a trovare sbocchi per far male a una difesa giallorossa attenta e ben preparata.

De Rossi infatti ha disegnato un’ottima fase di non possesso su un 4-1-4-1/4-4-2 in cui Pellegrini e Dovbyk schermavano i due centrali juventini (Pellegrini parte però da una posizione più arretrata) mentre Cristante galleggia tra difesa e centrocampo, rompendo raramente la sua posizione. Il mediano della Roma ha inizialmente il compito di stare su Cambiaso, il quale partendo da una posizione larga si accentra andando quasi a formare un quadrilatero insieme ai due mediani, Locatelli e Fagioli, e Yıldız.

Juventus Roma

Angelino invece stringe molto la sua posizione perché sulla destra, con Cambiaso che si accentra, nessuno occupa l’ampiezza, mentre sulla sinistra ci sono sia Cabal che Mbangula. L’unico giocatore che ogni tanto cerca di calpestare la linea laterale di destra è Savona, che cerca di approfittare dello spazio vuoto, ma viene seguito da Saelemaekers lungo tutto il movimento. Con l'abbassamento dell'esterno belga si forma una linea difensiva a cinque in cui N'Dicka rimane fisso su Vlahovic mentre Mancini è praticamente a uomo su Yıldız, che a sua volta cerca di proporsi tra le linee nel mezzo spazio.

Dopo venti minuti di gioco Thiago Motta, notate le difficoltà della Juve nell'attaccare il blocco medio-basso della Roma, cerca di mischiare un po’ le carte: Locatelli comincia ad abbassarsi spesso a sinistra sulla linea dei difensori, dal momento che né Bremer né Gatti hanno le caratteristiche per rompere le linee di pressione con conduzioni o passaggi pericolosi e la Juve faceva fatica a creare proprio da quella parte. Locatelli, abbassandosi, favorisce la salita in ampiezza di Cabal e costringe Mbangula ad occupare il corridoio interno. In una reazione a catena, a quel punto, Yıldız scala al centro e Cambiaso occupa l'ampiezza sulla destra.

Juventus Roma

Qual è l’intento di questa mossa? Costringere Saelemaekers a uscire in pressione su Savona, così da favorire la catena laterale di destra con Cambiaso e Yıldız, magari riuscendo a costruire delle azioni in superiorità numerica contro Angelino. Il giro palla, però, rimane piuttosto lento e degli auspicati attacchi due contro uno contro il terzino spagnolo non c'è traccia per un po'. Con Cambiaso largo, Angelino è comunque costretto uscire in pressione e - data la già menzionata marcatura a uomo di N'Dicka su Vlahovic - si apre molto spazio tra il terzino ed il centrale. Spazio in cui Yıldız prova spesso a sfruttare con gli inserimenti, che tuttavia sono prontamente assorbiti dalle diagonali di Cristante.

Juventus Roma

Le uniche azioni in cui la Juve, nel primo tempo, dà la sensazione di poter far male alla Roma nascono tutte da momenti in cui gli avversari sono disordinati, per esempio dopo transizioni positive finite male o grazie ad alcune distrazioni individuali dei giallorossi: alcune volte, infatti, Saelemaekers non scende a seguire Savona e offre alla Juve la superiorità numerica contro Angelino cercata da Motta. L’occasione giusta arriva al 41’ quando con una bella giocata Yıldız taglia fuori Mancini con un velo, per poi crossare verso Vlahovic, che gira verso la porta un pallone complicato trovando la parata di Svilar. I bianconeri rientrano negli spogliatoi con soli tre tiri tentati e la sensazione che la Roma sia riuscita ad incartarli.

A fine primo tempo Thiago Motta prova a dare nuovamente una svolta a una partita bloccata inserendo due talenti offensivi freschi di arrivo a Torino - Koopmeiners e Conceição - e dando alla sua squadra una struttura più "classica" e simmetrica: Cambiaso va terzino al posto di Cabal, Koopmeiners sulla trequarti e Yıldız sulla sinistra, con Conceição a destra. L’occasione migliore della partita sembra dare ragione all'allenatore italo-brasiliano: nasce da una pressione, la prima realmente aggressiva in tutta la serata, guidata proprio dall’olandese ex Atalanta.

Juventus Roma

Svilar sale palla al piede per attirare la pressione avversaria e consegna a N'Dicka; Vlhovic aggredisce subito e costringe il difensore al retropassaggio. Così Koopmeiners fa partire l’azione di pressing, scherma la linea di passaggio centrale e lascia a Svilar lo scarico su Mancini come unica opzione di passaggio sicuro. La corsa è il trigger che aziona i movimenti dei compagni, che improvvisamente si alzano e aggrediscono la difesa della Roma. Yıldız va su Mancini, Cambiaso su Çelik e Bremer scala su Soulé. La Juve chiude l’avversario nella sua area di rigore e riesce a recuperare il pallone, andando immediatamente verso Vlahovic che, però, perde l’opportunità di servire Conceição e tira malamente col piede debole.

La struttura adottata nel secondo tempo dalla Juve le permette di occupare l’ampiezza da entrambe le parti e questo inizia a creare ulteriori grattacapi alla Roma. De Rossi, dunque, risponde spostando Saelemaekers all'altezza della linea di difesa, non più soltanto per seguire i movimenti offensivi dell'esterno avversario, ma trasformandola de facto in una linea a 5 fissa, certamente meno vulnerabile agli attacchi ma che alla lunga soffre un po’ il giropalla bianconero, soprattutto sulle fasce, a causa della mancanza di uomini a coprire l'interezza del campo. Nonostante queste difficoltà, il blocco basso della Roma resiste bene e concede pochissimo per tutta la partita.

Juventus Roma

Tuttavia, se abbiamo potuto parlare bene della Roma per quanto riguarda l'organizzazione difensiva, lo stesso non si può dire per la sua fase di possesso. La squadra di De Rossi ha condiviso con gli avversari una caratteristica: l'occupazione dell’ampiezza con due uomini da un lato, lasciando in isolamento il giocatore sul lato debole. Mossa che non porta i frutti sperati. Sul lato destro del campo, infatti, Çelik e Soulé spesso danno l'impressione di pestarsi i piedi cercando di occupare le stesse mattonelle, mentre sulla sinistra Saelemaekers rimane solo più che isolato, visto che Angelino si tiene bloccato sulla linea più bassa, sovrapponendosi solo sporadicamente. Dall'altra parte, Soulé si muove tra la fascia e il mezzo spazio destro, ma trova spesso corridoi intasati dai compagni.

Juventus Roma
Juventus Roma

Al contrario, la fascia sinistra rimane spesso più deserta che libera, nonostante fosse lì che i bianconeri possono trovarsi in difficoltà. Anche in questo aspetto, infatti, Juve e Roma questa sera si assomigliano: quando Saelemaekers riceve palla, c’è molto più spazio per servire la punta in maniera diretta, dal momento che soprattutto Gatti - dovendo seguire Dovbyk a uomo come il suo omologo N'Dicka fa con Vlahovic -in alcuni casi sceglie di non stringere la diagonale, lasciando voragini aperte tra la sua posizione e quella di Savona. Spazio spesso attaccato da Pellegrini ma prontamente assorbito da Fagioli, esattamente come accade dall'altra parte con Yıldız e Cristante.

Juventus Roma

Da quella parte la Roma aveva la possibilità di fare male e, va detto, le poche volte in cui riesce a costruire dei momenti di dominio territoriale e sblocca tutto il suo potenziale offensivo, permettendo anche a Cristante di partecipare all’azione e ad Angelino di sovrapporsi, trova spazio proprio nel corridoio interno tra Gatti e Savona.

Nell'azione che potete osservare nella slide sottostante, ad esempio, troviamo Fagioli inizialmente in marcatura su Pellegrini ma, quando Cristante minaccia di calciare dalla distanza, il centrocampista della Juventus esce rompendo la linea e lasciando così il suo uomo - per l'appunto Pellegrini - libero al limite dell'area nel mezzo spazio sinistro. Dalla successiva imbucata, infatti, nasce un ottimo tiro per il capitano della Roma, che però trova una deviazione in calcio d'angolo.

Juventus Roma

Sulla destra, invece, Cambiaso si tiene largo per limitare Çelik, mentre Bremer esce su Soulé lasciando diversi metri tra lui e Gatti, che Dovbyk potenzialmente potrebbe sfruttare attaccando caparbiamente il primo palo, cosa che non fa praticamente mai durante negli 82' passati in campo, anche grazie alla marcatura quasi maniacale che di un attentissimo Gatti.

Con l’ingresso di Koné, De Rossi prova ad aggiungere dinamismo e frizzantezza a centrocampo, ma il neo-acquisto rimane in campo troppo poco e non trova alcuna giocata utile ad impensierire la difesa dei padroni di casa.

Ieri sera sia Juventus che Roma si sono rivelate squadre con poche opzioni offensive, che al momento faticano a risalire il campo in maniera rapida e ad attaccare difese schierate. Se per Vlahovic e compagni questo può essere considerato un "problema a metà", visto lo spiccato talento offensivo dei giocatori bianconeri e la consapevolezza di dover ancora inserire nel sistema di gioco i nuovi acquisti più importanti, le difficoltà in attacco sembrano un pelo più preoccupanti e strutturali per la Roma: Soulé viene imbeccato solo e soltanto in ampiezza, quasi con la speranza che possa creare qualcosa dal nulla con un dribbling, e non viene mai sfruttato nel mezzo spazio dove potrebbe creare di più, ad esempio associandosi nello stretto.

I giallorossi, nella partita, di ieri sono entrati in quella zona di campo solo grazie a conduzioni coraggiose di Mancini, non sfruttando mai il genio creativo dei due argentini (aggiungiamo Dybala al discorso, nonostante ieri abbia giocato solo poco più di mezz'ora).

Tra le statistiche, balza agli occhi il numero 0 nel riquadro "palloni recuperati nella metà campo offensiva" per entrambe le squadre, le quali un po' per scelta tattica e un po' per difficoltà proprie e ottima prestazione difensiva degli avversari, non riescono mai a rendersi veramente pericolose.

Finisce 0-0, con la consapevolezza che tanto a Roma quanto a Torino c'è ancora bisogno di tanto tempo e tanto lavoro. Di certo l'imminente sosta nazionali aiuterà a schiarire le idee, e lavorare sui limiti che si sono palesati e a inserire i tanti nuovi elementi.

  • Reggino classe 2000, dopo aver mollato l’aspirazione di diventare calciatore sogna di riscendere in campo come Match Analyst, nel mentre scrive articoli.

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