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Venezia Torino
, 30 Agosto 2024

Venezia-Torino 0-1, Considerazioni Sparse


Vanoli torna al Penzo da avversario del Venezia, e il suo Torino si prende la seconda vittoria consecutiva.

Venezia-Torino è la gara di Paolo Vanoli, che torna al Penzo dopo aver raggiunto proprio in laguna la promozione pochi mesi fa: il tecnico del Torino infligge una piccola ferita ai suoi ex-tifosi, che comunque lo acclamano da inizio a fine gara. La partita vive di due tempi profondamente diversi: nel primo le squadre si affrontano a viso aperto, costruiscono occasioni e si salvano solo grazie ai rispettivi portieri, mentre nel secondo il match si imbruttisce, diventa più spezzettato, zeppo di errori di misura, non certo godibile. Verso il 75’ si ha la sensazione che le squadre si stiano consegnando ad uno scialbo pareggio a reti bianche, ma il Torino prova ad alzare la pressione finale e ne raccoglie i frutti, segnando il gol vittoria su calcio d’angolo con una bella incornata di Saul Coco, che corona una ottima performance personale. Con questo successo, i granata certificano che in questo Agosto hanno operato meglio sul campo che sul mercato, e vanno alla sosta con un bottino di tutto rispetto, 7 punti in 3 partite, e tante buone vibrazioni.

Se il Torino delle prime due giornate sembrava essersi messo un vestito nuovo, stasera si è rivista la sua versione precedente: in generale la squadra è più lunga, riesce ad appoggiarsi meno al gioco degli attaccanti, e quando lo fa trova uno Zapata meno fisico e preciso del solito. In questa situazione, una soluzione potrebbero offrirla le corsie laterali, ma Borna Sosa e Lazaro sono decisamente poco intraprendenti, non provano mai a saltare l’uomo ed a suggerire una uscita offensiva: dopo aver tamponato l’assenza di Bellanova domenica scorsa, stavolta la mancanza della sua rapidità si è fatta molto sentire. Non manca certo la volontà di fare la partita, ma i granata si trovano costretti a forzare le giocate e diventano imprecisi, e sembra che manchi la fluidità e anche quella spinta nervosa che forse la contestazione dell’ambiente aveva dato all’Olimpico una settimana fa: in una sola frase, nel Torino di oggi si è vista meno la mano di Vanoli. Per fortuna dei granata ci pensa una palla inattiva quasi sul gong: spesso bisogna saper vincer le gare sporche ed in cui non si gioca al meglio, ed il Torino in questo senso ha messo in tasca 3 punti importantissimi

Di Francesco conferma che, nonostante tutto, sa far giocare un bel calcio qualunque siano gli interpreti che ha a disposizione: nel primo tempo il suo Venezia ribatte colpo su colpo alle offensive avversarie ed anzi si trova spesso a fare la partita, guidato da un centrocampo ben assortito per caratteristiche con le idee di Nicolussi Caviglia e l’atletismo di Duncan: non è un caso che con l'uscita dell'ex bianconero dopo un'ora di gioco, le trame del Venezia calino di intensità e qualità. Il problema è poi dalla cintola in su, perché Pohjanpalo è impreciso negli appoggi e sulla trequarti spesso vengono sbagliate le ultime scelte di passaggio, con Oristanio e Candela sul banco degli imputati: in più, sotto porta manca spesso il killer instinct, con almeno due occasioni nitide nel secondo tempo gettate al vento. Il reparto difensivo potrebbe esser un'altra nota positiva, perché in fin dei conti, commette una sola distrazione: il calcio però, spesso, è il gioco del diavolo, e quell’unico errore costa il risultato ai lagunari, che probabilmente avrebbero meritato di portarsi a casa un punto.

In una gara così frastagliata, è difficile trovare singoli che spiccano. Già detto della buona prova del centrocampo del Venezia, tra i granata i promossi sono invece i protagonisti dell’azione da gol. Ilic batte il corner decisivo ed in generale sembra un altro giocatore rispetto a quello della stagione scorsa, con inserimenti frequenti e la sensazione di esser tornato ad essere il perno del gioco. A prendersi la palma di MVP è però Saul Coco, che domina la scena in difesa, si propone spesso in costruzione e firma addirittura il gol vittoria: se spesso abbiamo parlato di un mercato discutibile della società granata, l’ex Las Palmas sembra una bella pescata del DS Vagnati, che in mezzo a tante polemiche non è nuovo a questi colpi dai campionati esteri. Infine, una nota di merito per entrambi i portieri, Joronen e Milinkovic Savic, che si sono mostrati provvidenziali in più di una occasioni, e senza di loro il match si sarebbe sbloccato ben prima.

A mercato chiuso, e dopo questa prestazione, cosa possiamo dire delle due squadre? Il Venezia è chiaro che dovrà lottare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata per la salvezza: per centrarla, c’è bisogno che esploda qualche giovane come Oristanio o Nicolussi Caviglia, che sembrano i profili che possono alzare maggiormente la qualità del gioco. Il Torino aveva meglio impressionato nelle prime due ed il mercato non è certo stato memorabile, ma nella rosa ci sono elementi che possono accrescere il valore complessivo: Borna Sosa è arrivato da pochissimo e sembra fuori condizione, Maripan se sta bene può essere un valore aggiunto in difesa, ma soprattutto i veri acquisti potrebbero arrivare dall’infermeria, dove  soggiornano al momento giocatori importanti come Vlasic e Schuurs. In fin dei conti, pur dopo un mercato molto discusso che sembra aver indebolito la squadra sulla carta, i granata, se tornassero a mostrare la manovra qualitativa vista con Milan e Atalanta, potrebbero ribadire i loro sogni europei.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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