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Lecce Sticchi Damiani
, 29 Agosto 2024

Il Lecce è un esempio per tutti


Una panoramica sul lavoro effettuato negli ultimi anni dalla società di Saverio Sticchi Damiani.

La situazione del calcio del Sud Italia, purtroppo, è nota: nella migliore delle ipotesi, diverse società vengono gestite male; nella peggiore, si finisce per fallire e scomparire dal calcio professionistico, in un copione che abbiamo visto ripetersi più volte negli ultimi anni. Le ragioni sono molteplici, dalla difficoltà a investire nel territorio alla mancanza di controlli sulle cabine di comando delle squadre. Esistono, per fortuna, anche eccezioni. L'esempio principe? Il Lecce di Saverio Sticchi Damiani.

Partendo dall'allora Lega Pro, i salentini hanno dato il via a un progetto sportivo rivelatosi efficiente in molti ambiti e che ha portato alla seconda salvezza consecutiva in A, a risultati eccellenti nel settore giovanile e a un rinnovato entusiasmo nella tifoseria pur avendo a disposizione risorse economiche tutt’altro che ingenti. Insomma, un'ispirazione per tutto il calcio italiano.

La storia del Lecce viene colpita da un fulmine a ciel sereno il 15 maggio 2011: Andrea Masiello, difensore del Bari, butta la palla dentro la propria porta nel derby di Puglia siglando lo 0-2 che consegna la salvezza in A ai salentini. Conquistare la permanenza in massima serie sconfiggendo gli storici rivali sembrava l’apoteosi, ma più avanti sarebbe venuta fuori la verità: nell’estate 2012 il Lecce, già retrocesso in B sul campo nella passata stagione, viene retrocesso d’ufficio in Lega Pro per illecito sportivo. L’allora presidente Pierandrea Semeraro era stato il mandante dell’autogol di Masiello.

Una delle pagine più tristi della storia del calcio italiano (Masiello tutt’oggi gioca al Südtirol dopo aver scontato una squalifica di 2 anni e 5 mesi, ritenuta da molti insufficiente e offensiva per l'integrità valoriale dello sport), che ha dato il via a una vera odissea per il Lecce del presidente Savino Tesoro, incapace di conquistare la promozione tra i cadetti per tre stagioni di fila. Una situazione che aveva provocato il comprensibile disamore dei leccesi: raramente si superavano le 5000 presenze allo stadio.

La svolta si materializza nel 2015: il rischio della mancata iscrizione viene evitato da una cordata di imprenditori locali guidata da Saverio Sticchi Damiani, che in un primo momento vedeva Enrico Tundo come presidente. È l’inizio della rinascita: la città si fida del nuovo progetto e, dopo due stagioni in cui la promozione viene solo sfiorata, nel 2017/18 Fabio Liverani domina il campionato e torna finalmente in Serie B.

In seconda serie la magia non si ferma: già al primo anno il Lecce arriva 2° dietro al Brescia e realizzano un clamoroso doppio salto, riprendendosi la Serie A dopo 7 anni. Il ritorno in massima serie si conclude con una salvezza solo sfiorata, al termine di un 2019/20 in cui il Lecce si distingue comunque per il buon gioco espresso. Una Serie B deludente con Eugenio Corini - conclusasi con l’eliminazione nelle semifinali dei playoff - è poi seguita da un campionato governato dal Lecce di Marco Baroni.

Il 2021 è l’inizio di un periodo d’oro: i salentini mettono a segno due salvezze consecutive, la prima con Baroni e l’ultima con Gotti, subentrato in corsa a D’Aversa. E tutto questo con budget spesso molto inferiori alle concorrenti: c’è chi lo definirebbe un miracolo, ma è solo la realizzazione di un progetto sportivo eccellente.

Calciomercato

Indiscusso deus ex machina delle manovre del Lecce è Pantaleo Corvino, divenuto responsabile dell’area tecnica dei salentini nell’agosto 2020, quando ha preso il posto del DS Mauro Meluso dopo la retrocessione in B. Corvino - rappresentante della famiglia allargata di direttori sportivi italiani che comprende Angelozzi, Sogliano e Sartori - è protagonista di un capolavoro, che sta portando il Lecce a vivere uno dei periodi migliori della sua storia nonostante il budget più basso del massimo campionato.

Per rendere l’idea, La Stampa nell'aprile 2024 ha rilevato come il Lecce fosse la squadra di Serie A ad avere il rapporto più alto tra punti e monte ingaggi: 35 punti (nel momento della pubblicazione della statistica) con €14,65 milioni di spese per personale del gruppo squadra. Il rapporto di 2.39 era di gran lunga superiore a quello della seconda in classifica (Bologna, 1.98).

Oltre al "tetto stipendi", altro tratto fondamentale del lavoro di Corvino a Lecce è la patrimonializzazione: vengono comprati quasi solo giocatori di proprietà - limite di tre prestiti a sessione di mercato, a patto che siano funzionali alle esigenze della rosa. Anche il settore giovanile è molto rilevante nel progetto tecnico: Joan Gonzalez (da capire, tuttavia, il suo futuro dopo la mancata idoneità sportiva per il 2024/25 a causa di problemi cardiaci), Medon Berisha e Patrick Dorgu sono alcuni dei giocatori che sono passati dalla formazione Primavera alla prima squadra, con ottimi risultati.

Corvino si è dimostrato ancora una volta assai ferrato nel mercato internazionale, scovando calciatori in campionati non molto gettonati come lo svedese, il polacco e perfino l'islandese. Oltre alla valorizzazione dei propri giocatori, una società come il Lecce non può però prescindere dalle plusvalenze: cessioni a peso d’oro come quelle di Morten Hjulmand allo Sporting CP (€19,5 milioni), Marin Pongracic alla Fiorentina (€15,5 milioni) e Valentin Gendrey all'Hoffenheim (non ancora ufficiale al momento in cui scriviamo, ma si parla di una cifra vicina ai €10 milioni, ndr) innescano un meccanismo sì rischioso e che prevede un certo ricambio di giocatori, ma che fino a ora ha funzionato perfettamente, portando a Corvino il meritato plauso degli osservatori esterni e della città di Lecce, da cui il 30 ottobre 2023 ha ricevuto la cittadinanza onoraria.

Progetto tecnico

Merita una menzione il modus operandi tenuto dal Lecce sugli affari di campo: in controtendenza rispetto ad altre squadre italiane, è incentrato sulla continuità a stagione in corso: Liverani nel 2019/20 in Serie A, Corini nel 2020/21 in B e Baroni nel 2022/23 in A non sono mai stati esonerati durante un campionato, sebbene avessero vissuto momenti difficili e fossero stati contestati dalla piazza. L’unico esonero recente nel corso di una stagione è quello di Roberto D’Aversa, causato anche dal grave episodio della testata rifilata a Henry dell’Hellas Verona e non solo da ragioni di campo.

Questo non significa che Saverio Sticchi Damiani non abbia la lucidità di capire quando cambiare: Corini nel 2021 è stato salutato dopo aver fallito l’obiettivo promozione in Serie A; nel 2023 si è deciso di chiudere l’ottima esperienza con Marco Baroni, che ha portato una promozione e una salvezza in due anni. Difficile, però, che nel Lecce gli allenatori non abbiano a disposizione la massima calma per esprimere gioco e risultati.

Oggi il mister è Luca Gotti, che ha rinnovato il contratto fino al 2026 in seguito alla salvezza della scorsa stagione e a un episodio molto poco tecnico ma tremendamente umano: nel giugno scorso si ritrovò a salvare Pantaleo Corvino da un incendio nell’albergo nel quale erano riuniti per un evento e discutere del rinnovo. Insomma, tra un Cellino o un compianto Zamparini e Sticchi Damiani sembra che la seconda via sia molto più rispettosa nei confronti degli allenatori e più facilmente volta a raggiungere una certa stabilità.

Settore giovanile

Il vero fiore all’occhiello, a cui il Lecce riserva un’enorme attenzione: ogni anno vengono effettuati decine di acquisti per la formazione Primavera, con un tetto ingaggi fissato a €750.000 lordi. Il responsabile è Corvino stesso, mentre la gestione delle squadre dalla Under18 in giù erano delegate in precedenza a Gennaro Delvecchio e oggi ad Andrea D’Amblè.

Oltre ai giocatori utili per la prima squadra, a testimoniare la bontà del lavoro del Lecce sono i risultati: la Primavera, promossa in Primavera 1 al termine della stagione 2020/21, si è consacrata campione d’Italia 2022/23 nella finale contro la Fiorentina, col gol di Emin Hasic allo scadere del secondo tempo supplementare. Un risultato clamoroso: l’anno precedente, il Lecce Primavera si era salvato a fatica. I giallorossi hanno così avuto l’onore di giocare le prime partite UEFA della propria storia nel corso della Youth League 2023/24, conclusasi al primo turno per mano dell’Olympiacos poi vincitore del torneo, e di mettersi lo Scudetto sulla propria maglia.

Ritengo vincente il mio metodo di lavoro perché lavoro con prima squadra e settore giovanile. Mi affianco di persone fidate, che ho fatto crescere e che mi hanno sopportato e supportato. Tutto ciò mi ha portato a livello giovanile otto titoli in tre anni a Lecce, in una realtà senza centri sportivi” ha dichiarato Corvino sul tema, facendo riferimento anche ai successi delle formazioni giovanili di rango inferiore.

Ancora di più per società non ricchissime come il Lecce è fondamentale rimpinguare il settore giovanile di giocatori validi, sia come serbatoio per la prima squadra sia per generare futuro plusvalore. Non sarebbe una sorpresa vedere il Lecce affiancarsi, un giorno non troppo lontano, ad Atalanta, Sassuolo, Inter, Fiorentina e Roma tra i settori giovanili migliori d’Italia e diventare un riferimento per il Sud: le altre società della zona, Napoli in primis, non sembrano particolarmente interessate a strutturare al meglio la propria cantera.

Extra campo

Nel giugno 2024 è stato presentato da Saverio Sticchi Damiani il progetto del centro sportivo di proprietà, che verrà costruito a Martignano (circa 20 minuti di macchina da Lecce) e che si stima che sarà completamente pronto entro il 2027 - il primo allenamento "simbolico" potrebbe tenersi già a ottobre o novembre 2024. Conterrà 6 campi - 2 per la prima squadra e 4 per il settore giovanile -, un ristorante, un bar e una palestra per uno spazio dall'estensione di 10 ettari. Risale a poco tempo fa la presentazione del progetto per la copertura dell'Ettore Giardiniero-Via del Mare, che verrà realizzata con €36 milioni forniti nell’ambito dei lavori per i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026.

Il Lecce ha inoltre mostrato una forte presenza nel territorio, per esempio mandando giocatori e dirigenti nelle scuole, cosa che sta strappando moltissimi giovani leccesi e salentini al tifo per Inter, Milan e Juventus. Un risultato espresso anche dal motto di Sticchi Damiani “Se tifi Lecce tifi Lecce, e basta”. L’entusiasmo dei tifosi è chiaramente palpabile: quest’anno è stata raggiunta quota 21.551 abbonamenti, un record assoluto per i giallorossi - 7° posto momentaneo in Serie A per numero di tessere staccate.

Tutto questo discorso necessita di una precisazione: la Serie A (per fortuna, aggiungiamo) si sta popolando di società sempre più ricche - l’anno scorso sono salite dalla Serie B tre proprietà straniere - quindi alla lunga potrebbe essere difficile per il Lecce mantenere la categoria, considerando che il loro modello di gestione, per quanto encomiabile, è comunque determinato da risorse non ingenti.

A prescindere da Serie A o B, il Lecce dispone però di una struttura solida in tutti gli ambiti, che manterrà la squadra in una dimensione rispettabilissima nel corso degli anni. Qualcosa di eccezionale specialmente se consideriamo la situazione di altre società meridionali: il Bari (o meglio, il Napoli Next Gen assemblato dalla famiglia De Laurentiis) vive una situazione deprimente; il Foggia è impantanato nelle sabbie mobili della Serie C tra caos societari; il Taranto sta vivendo una situazione tribolatissima; la Salernitana ha appena cambiato proprietà; l’Avellino è da anni invischiato in Serie C; la Reggina è fallita nel 2023; il Crotone è in caduta libera dopo la retrocessione in Serie B del 2022.

Proprio per questo quella del Lecce è una società da prendere a esempio, che al di là dei risultati fornisce una stabilità assolutamente non scontata al Sud. Un modello vincente che dovrebbe essere guardato con ammirazione e immenso orgoglio dai tifosi leccesi e non.


  • Nato nel 2005, appassionato di allenatori, nazionali e allenatori delle nazionali. Amante dei non luoghi, della torta Sacher e del mare. Vive nel culto di Guillermo Ochoa.

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