
È già la Juventus di Thiago Motta?
Una Juventus chirurgica rifila 3 gol a un Hellas con troppi errori. In rete il baby Savona e Vlahovic.
Ci si attendeva una Juventus divertente, ci si è trovati di fronte una squadra precisa, pulita e inesorabile: quando il Verona ha sbagliato, prima con la palla persa di Duda e poi con l'entrataccia di Tchatchoua su Mbangula, i bianconeri hanno punito gli avversari. La partita si può spiegare in questo modo: onestamente è difficile poterla giudicare bella o ben giocata, gli spunti tattici sono stati pochi e i ritmi non sono stati elevati. Come all'esordio contro il Napoli, in cui aveva avuto il 33% di possesso palla, anche stasera il Verona sceglie di compattarsi dietro, lasciare il pallino del possesso nelle mani degli avversari per poi tentare sortite in contropiede, sfruttando la velocità di Livramento, Mosquera e Tchatchoua; il terzino destro arrivato dal Charleroi è apparso molto più a suo agio nella fase offensiva piuttosto che in contenimento, come il già citato rigore procurato dimostra. La Juventus mostra alcune difficoltà a scardinare il blocco basso proposto da Mister Zanetti, ma trova la rete grazie ad un errore molto grave di Duda, che affronta in modo leggero il pressing portato da Locatelli che riesce così a recuperare il pallone: la sfera arrivata a Yildiz che in modo molto preciso offre a Vlahovic il pallone del vantaggio.
La soluzione del pressing alto è stata proposta in modo continuativo dall'undici di Motta ed è forse questa la nota tattica della serata: con un centrocampo composto da Fagioli e Locatelli (anche stasera Douglas Luiz solo subentrato) centralmente la Juventus non sfonda, ma riesce a sfruttare recuperi alti del pallone. Come nella prima partita, anche in questa occasione l'idea bianconera è quella di ricercare l'ampiezza con i propri esterni e di provare a creare superiorità numerica in quelle zone di campo, anche grazie a due terzini propositivi come sono stati il Cabal e il Savona di stasera; il mercato bianconero di questi ultimi giorni sembrerebbe confermare questa linea di tendenza. Proprio l'ex di giornata Cabal è stato tra i giocatori più "dentro" la partita: ben lontano dall'essere un giocatore pulito tecnicamente, compensa con un'ottima facilità di corsa e di tempi di inserimento nello spazio. Il secondo gol è un'azione di rimessa, con Mbangula che arriva bene al cross: Savona probabilmente la vuole semplicemente rimettere in mezzo per Vlahovic, ma il suo colpo di testa crea una traiettoria illeggibile per Montipò, due difensori del Verona e la punta bianconera e lo 0-2 a fine primo tempo è un colpo da cui l'Hellas non riesce a rialzarsi.
Il secondo tempo ricorda sinistramente per la concorrenza quello della partita con il Como: la Juve semplicemente non rischia nulla, trova il 3-0 grazie ad un'iniziativa in 1 contro uno di Mbangula che vale un rigore e lascia che il cronometro scorra tenendo sempre le redini del match. Saranno alla fine 620 i passaggi dei bianconeri, equamente divisi nelle due frazioni, quando la media della scorsa stagione era di 388. La Juve di Motta è una squadra che si vuole difendere con il pallone tra i piedi: il controllo della sfera ha quindi anche una funzione conservativa, permette ai giocatori di ritrovare posizione e distanza in mezzo al campo. Como ed Hellas non sono stati banchi particolarmente probanti nel pressing alto e la Juventus ha quindi avuto buon gioco in tal senso; quando il livello fisico e tecnico degli avversari aumenterà sarà interessante vedere come risponderanno i bianconeri alla maggior pressione.
Dopo la positiva sbornia del Napoli gli scaligeri si ritufferanno nel ruolo a loro senza dubbio più congeniale, quella di squadra rognosa e ispida, in grado di impensierire anche le grandi, magari cogliendoli in una giornata disattenta: oggi la Juventus è scesa in campo con la giusta concentrazione. L'Hellas non riesce mai realmente a rientrare in partita: Livramento e Mosquera non sono quelli dell'esordio e la squadra non trova mai la scintilla offensiva per impensierire Di Gregorio. I due errori di Duda e Tchatchoua impedisco al Verona di rimanere nel match, quando per quello che aveva concesso alla Juve non meritava di essere sotto di 3 reti.
Fossimo in Motta valuteremmo di aggiungere ad ogni partita un nuovo titolare proveniente dalla Next Gen: dopo che il primo gol stagionale contro il Como era arrivato con Mbangula, stasera anche l'esordio dal primo minuto di Savona è stato bagnato con un gol, su assist del belga peraltro. L'esterno bianconero è a conti fatti la maggior sorpresa di queste prime due giornate di campionato: punta l'avversario ogni qualvolta ne ha la possibilità e la frequenza con cui la manovra bianconera lo mette in condizione di farlo è indice della qualità del classe 2004. Chiaramente gli arrivi di Conceição e di Nico Gonzalez rischiano di ridurre il suo impiego, ma l'impressione è che la Juventus abbia in casa un giocatore già pronto per la massima serie. Il big match in casa contro l'illeggibile Roma sarà una vera prova del nove per i bianconeri: qualora dovessero centrare il bersaglio grosso automaticamente sarebbero considerati la vera alternativa all'Inter, sempre in attesa di valutare le squadre quando saranno nella propria forma definitiva, cosa da cui anche la Juve di questa sera era ben lontana da essere.
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