
Castro o Dallinga, questo è il dilemma
I due attaccanti del Bologna si contenderanno il posto da titolare.
Come era lecito aspettarsi, del Bologna dell’anno scorso sono andate via le colonne portanti. Non è la prima volta che una squadra meno blasonata raggiunge un traguardo inaspettato e nei mercati successivi quest’ultima viene saccheggiata della sua essenza e dei suoi interpreti maggiori. Il Leicester di Claudio Ranieri; il Monaco e l’Ajax semifinalisti di Champions (in due annate differenti); difficilmente, non sarebbe potuto capitare anche al Bologna di Thiago Motta.
Se dovessimo identificare i maggiori fautori della splendida cavalcata che ha portato i rossoblù in Champions League difficilmente andremmo ad escludere proprio il neotecnico della Juventus, oltre a Calafiori, acquistato dall’Arsenal e Zirkzee, che sfiderà il suo vecchio compagno di squadra con la maglia dello United.
Le redini del Bologna sono state affidate a Italiano: dopo ottime stagioni anche a La Spezia, ha lasciato la viola a Palladino e lo vedremo, finalmente, misurarsi con la Champions League. Una costante nella permanenza di Italiano sulla panchina gigliata è stata l’utilizzo di due punte di pari livello con costante alternanza (al netto dell’onnipresenza di Dusan Vlahovic: Cabral-Pjatek, Cabral-Jovic e Nzola-Belotti), e sarà così anche in questa stagione. I due centravanti a disposizione del Bologna sono Thijs Dallinga, intrigante numero 9 olandese e Santiago Castro, funambolico argentino approdato in Italia a gennaio 2024 ma che ha avuto poco minutaggio complice la presenza dell’intoccabile Zirkzee.
Italiano ha confermato che “avremo tante partite e tante competizioni da giocare ed entrambi devono sapere lavorare per la squadra con e senza palla. Partita per partita valuteremo chi schierare in base a condizione, fiducia e avversario, ma tutti e due devono saper fare le stesse cose”.
Ciò che Italiano chiede a Castro e Dallinga è lo stesso tipo di lavoro, ma andrà a scegliere il titolare in base all’avversario e sfruttando il giocatore più in forma in quel determinato periodo della stagione. Chi potrà fare più al caso di Italiano, a seconda della gara?
Dallinga, qualità e presenza
Partiamo da qui: Dallinga non è Zirkzee. Se il nuovo giocatore dello United è un vero e proprio regista offensivo, Dallinga è un 9 a tutti gli effetti. Nonostante abbia 24 anni, arriva a Bologna con un buon bagaglio d’esperienza: dopo esser cresciuto in patria ed aver segnato 32 gol in 37 presenze con l’Excelsior, infatti, il neerlandese di Groninga si è consacrato in Francia con la maglia del Tolosa (26 reti in 69 gare). Grazie ai 190 cm di altezza, è bravo ad usare il corpo per difendere il pallone, ripulire la manovra con efficacia e trasformarsi in un buon finalizzatore.
Nella passata stagione ha perso pochi possessi a partita (1,17, via FBref/Opta), con un rapporto gol/tiri di tutto rispetto (0,17). Si può dire che sia un giocatore alla Sesko?

Dallinga è un giocatore al quale non piace sostare in area di rigore in attesa dell’assist vincente: l'oranje svaria per fraseggiare con i compagni. Nonostante ciò, non è un giocatore che non riempi l’area e che si dimentichi ciò che un attaccante deve necessariamente saper fare: tirare e segnare. Nel 2023/24 è stato il 4° giocatore che ha tirato di più in Ligue 1 e il 5° che ha centrato maggiormente lo specchio della porta.

Un gol che lo riassume con successo è quello segnato al Liverpool in Europa League: il Tolosa è in vantaggio, recupera palla sulla trequarti ed effettua immediatamente il cross in area. Dallinga, posizionato tra Quansah e Matip, ha poche opzioni: i compagni sono difficilmente servibili, il pallone è troppo basso ed arretrato per pensare di tirare di prima.
Ciò che decide di fare è puro istinto: dopo aver posizionato il corpo per poter tenere fisicamente una possibile collisione con Matip, col piede destro controlla il pallone a seguire con qualità e precisione. Superato il difensore del Liverpool, incrocia il pallone trafiggendo Kelleher alla sua destra scheggiando il palo ed insaccando la sfera. Tutto ciò, in un battito di ciglia.
Dallinga è questo: qualità palla al piede e presenza in area. Come può aiutare il Bologna di Italiano? Senza dubbio grazie alle sponde e al controllo palla, alla sua efficacia nei colpi di testa (55,5% dei duelli aerei vinti nell'ultima stagione, seppur non su un volume così grande come altre prime punte dell'élite europea) e alla sua finalizzazione. Dallinga è un giocatore interessante che deve ancora affinarsi, ma le prospettive ci sono tutte: è già stato convocato dalla nazionale maggiore dei Paesi Bassi nonostante la concorrenza in quella zona di campo sia serrata.
Castro, quantità e sacrificio
L’attaccante argentino classe 2004 è quasi l’opposto rispetto a Dallinga. Alto quasi 10 centimetri in meno (179 cm), i suoi punti di forza sono la reattività, il gioco nello stretto e la capacità di sgusciare in mezzo agli avversari. Sebbene sottoporta non sia un cecchino (0,06 di rapporto gol/tiro in carriera), grazie alla mobilità e capacità di giocare con la squadra riesce a creare un buon numero di azioni da gol a partita (0,31 dal 2021 a oggi). Non a caso, il suo apporto alla manovra è importante (34,25 palloni toccati per 90' tra due campionati interi col Velez e l'ultimo scorcio di 2023/24 a Bologna).
Ciò che cattura subito l’occhio in Castro, però, sono la voglia e lo spirito di sacrificio: l'argentino è il classico attaccante che pressa molto i difensori mordendogli le caviglie non appena possibile e riesce a recuperare una buona mole di palloni (3,94 per 90' da quando è professionista). Destro di piede, Castro è un giocatore che torna più utile quasi in mezzo al campo che negli ultimi metri, giocando per la squadra e mettendosi a disposizione dell’allenatore. Non è mai stato un bomber: il suo record di reti in una stagione è fermo a 7, registrato nel 2023 quando giocava nel Velez Sarsfield.
Nonostante la statura non imponente, Castro è un giocatore che sa far valere il proprio fisico anche contro i difensori più piazzati e duellare in velocità contro i più rapidi. Un attaccante tuttofare, nel cui repertorio troviamo anche il colpo di testa quando riesce a sgattaiolare tra una maglia difensiva e l’altra senza farsi anticipare. Il tempo è tutto dalla sua parte: anche gli studi dell'osservatorio calcistico CIES si sono accorto di lui, inserendolo nella lista dei 10 attaccanti più promettenti al mondo.
Castro è dunque un giocatore eclettico: sa giocare nello stretto, ha una buona tecnica, è dotato di un’ottima velocità e nonostante l’altezza contenuta è un vero guerriero. Quando può tornare utile ad Italiano? Ad esempio, quando la partita si gioca a ritmi alti. Oppure, quando il suo baricentro basso può far ballare i difensori più lenti. Castro è un giocatore così utile nelle due fasi che può aiutare il Bologna spesso, e deve essere bravo Italiano a capitalizzare i suoi punti di forza.
Probabilmente, quando Italiano ha detto che i suoi attaccanti devono saper fare le stesse cose, si riferisce all’essere mobili per fraseggiare con i compagni, e sotto questo punto di vista ha fatto bingo. Sia Castro che Dallinga svariano per il campo in cerca di appoggi, e in tal senso possono dare una grande mano al Bologna.
Sarà anche possibile vederli giocare anche insieme in un attacco a due in quanto profili completi e con caratteristiche che si incastrano bene. Di sicuro Italiano ha due punte molto interessanti sulle quali lavorare. Sarà interessante vedere chi utilizzerà, quando e come, ma una cosa è certa: Castro e Dallinga è una delle coppie offensive più stuzzicanti della Serie A.
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