
Contro il Venezia, la Fiorentina fatica ancora
Altro pareggio per la Fiorentina contro un Venezia organizzato e coraggioso.
In casa Fiorentina, a oggi la principale e forse unica eredità lasciata da Italiano e raccolta da Palladino sembra esser quella del turnover selvaggio. In parte fisiologico, visto che questa sfida contro il Venezia casca tra andata e ritorno di un preliminare di Conference League un po' più complicato del previsto, in parte dipeso dalle turbe di mercato e dalle necessità di trovare una quadra organizzativa e una condizione psicofisica accettabile. Ma anche contro i lagunari, i viola (con Richardson e Barak all'esordio stagionale e il terzetto Comuzzo-Ranieri-Biraghi in difesa) almeno inizialmente stentano di fronte a un avversario abbastanza sfacciato da aggredire alto e con intensità, seppur alquanto spuntato vista l'assenza di Pohjanpalo.
Squadre a specchio, tanti duelli, ma anche un po' di fatica diffusa a prendere il campo. Le squadre si bilanciano a lungo andando un po' a corrente alternata, con il Venezia che appare più sereno nel distendersi ma con la Fiorentina che può fare più affidamento sugli strappi individuali dei suoi giocatori. In particolare - e soprattutto nel primo tempo - è spesso Moise Kean la soluzione ai problemi nello sviluppo dei viola, capace di reggere l'intensa marcatura di Idzes, girarsi e andare palla al piede a puntare gli avversari. In questo, prezioso anche il lavoro di fatica di Kouame, riproposto titolare dopo l'opaca prestazione di Parma ma a questo giro apparso decisamente più pimpante (e sfortunato: Joronen gli nega il gol su rovesciata).
Seppur con una partenza diesel, risalta agli occhi e strappa applausi l'esordio in Serie A di Amir Richardson: il centrocampista marocchino-statunitense inizialmente resta molto bloccato in copertura, limitandosi a aiutare (sempre in maniera pulita) nella gestione del possesso, poi alza baricentro e giri del motore per offrire al pubblico alcune uscite palla al piede in gran stile, mostrando come alle caratteristiche fisiche particolari - 197 cm di altezza per un fisico asciutto e agile - sappia unire qualità e tecnica palla al piede. 4/4 dribbling riusciti, 95% di precisione passaggi (41/43 tentati), dominante sulle palle aeree e capace di reggere sui duelli a terra, si crea e conclude una delle migliori occasioni della Fiorentina: ad oggi, è sembrata più che altro mancargli la capacità (o la personalità) di far viaggiare il pallone in verticale. Un tema questo ora ricorrente in casa viola.
Dall'altra parte è il Venezia nel complesso che, pur magari non abbagliando, merita lodi per approccio e tenuta. Vero, Joronen tra i pali spicca fra gli uomini di Di Francesco, con sei salvataggi e almeno due grosse chanche sventate, ma è nel complesso che i veneziani hanno mostrato di essere sul pezzo, non perdendo la barra per tutta la gara e tenendo testa alla maggior caratura tecnica della Fiorentina. Anzi, soprattutto in una ripresa dove i viola inizialmente sembravano riusciti a cambiare passo, sono andati in più di un'occasione a spaventare Terracciano. Come a Parma e come contro la Puskas Akademia, la Fiorentina si dimostra ancora sofferenti di fronte a una prima pressione intensa, e poco fluidi nell'uscita. Di contro, le cose migliori i gigliati le hanno fatte uscendo dallo spartito attendista e andando a aggredire alto, mettendo a nudo quelli che potevano essere i limiti del terzetto lagunare Aitare-Izdes-Sverko.
Muove la classifica il Venezia (e dopo due sconfitte nelle prime due ufficiali è già un segnale positivo), rimandata la Fiorentina che al netto di tutto non può ritenersi soddisfatta di due pareggi contro due neopromosse, per quanto il Parma abbia già ribadito di essere avversario molto pericoloso. Se l'inedita difesa - molto bloccata e molto schermata - non ha ballato come nelle prime due uscite, per ora le soluzioni offensive dei viola sembrano ridotte e alquanto da affinare. Ufficialmente perso Nico Gonzalez direzione Torino bianconera, si aspettano i migliori Gudmundsson (in tribuna, infortunato) e Colpani (entrato dalla panchina ma apparso molto appannato) per vivacizzare una manovra già dipendente - almeno per vie centrali - da Kean e dalla sua disponibilità al lavoro di fatica sui 90'. Dopo due anni di dubbi sul centravanti, curioso contrappasso dei Viola quello di aver pronto solo il proprio vertice d'attacco.
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